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data pubblicazione 12/12/2017

La sorte di chi si è ribellato troppo è di non aver più energie se non per la delusione.

Augurarsi la gloria è scegliere di morire disprezzato piuttosto che dimenticato.

L'intelligenza va avanti solo se ha la pazienza di girare in tondo, cioè di approfondire.

Sogno una lingua le cui parole, come pugni, fracasserebbero le mascelle.

Concepire un pensiero, un solo e unico pensiero - ma che mandasse in frantumi l'universo.

Essere naturalmente bellicoso, aggressivo, intollerante - e non avere un dogma a cui riferirsi!

Un neofita è sempre un guastafeste, perciò non appena qualcuno si entusiasma per non so che, una mia ubbia magari, io mi preparo alla rottura, in attesa di vendicarmi.

Soffrire è produrre conoscenza.

Guardate la grinta di chi è arrivato, di chi ha faticato, in un campo qualsiasi. Non troverete traccia di pietà. Ha la stoffa di cui è fatto un nemico.

Quando era in compagnia di qualcuno, Pirrone, se il suo interlocutore se ne andava, seguitava a parlare come se niente fosse. Questa forza d'indifferenza, questa disciplina del disprezzo io la sogno con l'impazienza di uno squilibrato.

Ciò che un amico si aspetta sono riguardi, bugie, consolazioni, tutte cose che implicano fatica, lavoro di riflessione, controllo di sé. La preoccupazione permanente di delicatezza che l'amicizia presuppone è anti-naturale. Ben vengano gli indifferenti o i nemici, perché si possa respirare un po'.

È semplice chiacchiera ogni conversazione con chi non ha sofferto.

L'invidioso non vi perdona niente, e sarà geloso perfino dei vostri smacchi, perfino delle vostre ignominie.

Ogni idea feconda scade a pseudo-idea, degenera in credo. Soltanto un'idea sterile, forse, può conservare il proprio status di idea.

Anche se inattivi, da soli non si spreca tempo. Lo si sperpera quasi sempre quando si è in compagnia. Nessun colloquio con se stessi può essere del tutto sterile: qualcosa ne vien fuori per forza, non fosse altro la speranza di ritrovarsi, un giorno.

Gli altri non hanno la sensazione di essere dei ciarlatani, e lo sono; io... lo sono come loro, ma lo so e ne patisco.

Più si farfuglia, più ci si impegna a scrivere meglio. Ci si vendica così di non essere stati oratori. Il balbuziente è uno stilista nato.

Soltanto lo scrittore senza pubblico può permettersi il lusso di essere sincero. Non si rivolge a nessuno: tutt'al più a se stesso.

Le nostre pretese al distacco ci aiutano sempre non a parare i colpi ma a 'digerirli'. In ogni umiliazione c'è un primo e un secondo tempo. È nel secondo che si rivela utile l'aver civettato con la saggezza.

Non c'è che un segno, forse, ad attestare che si è capito tutto: piangere senza motivo.

Nel bisogno di pregare entra in buona parte la paura di un imminente smottamento del cervello.

Per ritrovarsi, niente di meglio che venire 'dimenticati'. Nessuno a frapporsi fra noi e ciò che conta. Più gli altri si distolgono da noi, più lavorano alla nostra perfezione: ci salvano con l'abbandonarci.

Emil Cioran