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Inutili protagonismi

di Massimiliano Forgione - 19/01/2009

Si avanza per conflitto, per contrasto. Il rifiuto è la base per qualsiasi processo di maturazione, di consapevolezza. Sapere di dover ricominciare la propria biografia dal punto zero. Adesso, ciò che dovrebbe concernere l’interesse di tutti è che il conflitto si espliciti attraverso lo scontro verbale e mai attraverso quello fisico. Il secondo è quasi sempre espressione di ignoranza, incapacità di esprimere il proprio pensiero, la propria interiorità per mezzo della parola, ricorrendo alla brutalità della violenza fisica perché comunque, anche l’ignorante totale, sente la pulsione di affermare il proprio punto di vista.
Come un cane che con la sua natura istintuale si avvicina all’uomo per annusarne e percepirne odori, intenzioni e che, alla paurosa reazione di difesa di questi, attacca.
Ecco, la diversità è questo continuo annusarsi tra noi e la violenza è la reazione primordiale di fronte alla paura che ormai caratterizza le vite di ognuno di noi. Oggi, nonostante le innumerevoli tragedie umane che hanno caratterizzato la storia, siamo qui a raccogliere i pezzi di una violenza gratuita che non troverà fine. Dalla diversità che ci caratterizza come specie non siamo stati in grado di elaborare un granché se non una reiterazione di questa primitiva forma di relazione.
Penso che tutti concordino sul dato di fatto che Israele contro Hamas non è una guerra tra eserciti ma dell’esercito israeliano contro i civili palestinesi. I fanatici si annidano nei rifugi sotterranei di alcune abitazioni e non di tutte. E’ come se, per estirpare il cancro camorra il Governo italiano decidesse di far bombardare il casertano e il napoletano così, senza differenziare.
Però, questa incapacità di comunicare e di rispettare il pensiero altrui mi inquieta molto perché mi fa rendere conto di quanto non siano le guerre in corso a terrorizzarmi, esse finiranno, quanto piuttosto quelle in gestazione, che verranno, aggravate dall’accresciuta incapacità di trovare soluzioni attraverso il verbo, perché la stupidità che ci sta fagocitando ci avvicinerà sempre più all’uomo primitivo con la possibilità di usare armi di distruzione di massa.
Adesso, voglio parlare di quanto è avvenuto nella scorsa puntata di Annozero e voglio farlo da un punto di vista tutto personale. La premessa di Santoro a inizio puntata mi è sembrata molto opportuna: benvenuti ad Annozero, alla prima puntata del nuovo anno, più anno zero di così!
Già, perché parlare di quanto sta avvenendo nella striscia di Gaza è come essere riportati allo scenario post bellico dell’Italia che usciva dal secondo conflitto mondiale del bellissimo film di Rossellini.
Siamo nella culla della civiltà che oggi diventa il paradigma della condizione luttuosa in cui versa il mondo. Le vittime sono ovunque, tant’è che ad accendere i dibattiti dei nostri intellettualini è la reazione berlusconiana della giornalista Annunziata che ad un certo punto, offesa dopo aver offeso, si alza e se ne va. A chiunque darebbe fastidio invitare qualcuno in casa propria e sentirsi fare la critica sul come l’ha arredata e magari sentirsi anche dire che l’avrebbe fatto diversamente. E’ quanto è avvenuto giovedì scorso! Adesso, è vero che Santoro non è a casa propria ma utilizza un pubblico servizio ma è altrettanto vero che anche Annunziata godeva della doppia condizione di ospite: alla rai e alla trasmissione di un collega. Quindi, o l’eccesso di protagonismo della donna in questione è tale da non farle intravedere il limite di un contegno o siamo in presenza di ammiccamenti e di accondiscendenza alla parte forte di questo Paese, tale almeno fintanto che il tracollo non si verificherà. I segnali di tale transazione?: l’incapacità di domenica 18 gennaio di discutere con l’attore Toni Servillo, nella sua trasmissione in ½ ora, che il dramma dei rifiuti la Campania lo vive ma viene generato al Nord e che la Camorra al Sud ammazza ma al Nord investe. Omissioni di cui una giornalista non può macchiarsi nel momento in cui ha deciso di affrontare tali questioni.
Fatto sta che le critiche non hanno tardato a venire e vedremo quali saranno le conseguenze, forse già annunciate nell’editoriale parlato di Travaglio quando ha raccontato degli omissis informativi a proposito della vicenda tra le procure di Salerno e Catanzaro: metteranno il bavaglio anche ad Annozero dopo averlo fatto con i procuratori De Magistris, Forleo, con il giornalista Carlo Vulpio de Il Corriere della sera?, ha concluso.
Ci sono cose che in questo Paese non si possono dire, farlo porta ad essere nel mirino dei sicari della lupara bianca che siedono sugli scranni del Parlamento. Annozero ha messo in onda, perché prova documentale importante, quanto era accaduto sabato 10 gennaio davanti al Duomo di Milano e preciso: non sul Sagrato!, come molti della maggioranza si sono affrettati a dire dopo che quelle immagini hanno dato la reale dimensione di cosa realmente avviene in Italia. Quale TG lo aveva fatto prima? Neanche Fede. Perché?
L’imperativo mediatico di questo governo è dare a tutti la certezza che tutto va bene, per cui, anche se una notizia torna a favore della maggioranza, diciamo ideologicamente, essa non viene passata. Mi spiego meglio, sono sicuro che se fossimo stati in campagna elettorale, tale evento, avrebbe riempito gli organi di informazione della destra ma, siccome questo evento disattende le promesse elettorali, ricordate?: un’Italia più sicura!; ebbene, viene di conseguenza censurato. E così avviene per gli sbarchi di clandestini che continuano ma sono stati derubricati, dei BOT e CCT di Stato che diventano sempre più carta straccia ma guai a dirlo, della Social card che oltre ad essere pochissima cosa, alla faccia del meglio che niente, è un’operazione fatta sulla nostra pelle a favore di Mastercard, e provate un po’ a scoprire chi c’è dietro questo Istituto di credito. Il mondo della maggioranza è azzurro perché mangia e mangia e lo fa sulla nostra pelle e dello stesso colore dev’essere quello di tutti gli italiani, basta farglielo credere.
Qualcuno ha avuto notizia dai TG che quattro dei dieci agenti della polizia municipale di Parma sono agli arresti domiciliari per i reati di: violenza privata, perquisizione arbitraria, sequestro di persona, falso e calunnia? Il tutto aggravato dall' "odio razziale e dalla discriminazione" e che sono state trovate delle fotografie che ritraggono il giovane ghanese Emmanuel Bonsu Foster costretto ad una posa da trofeo per i suoi aguzzini? Certo che no, il mondo è azzurro per la maggioranza. Il comune di Parma non ha reso facili le indagini del procuratore Gerardo La Guardia e c’è da supporre che non si saprà più nulla anche del grave atto di razzismo che avvenne a Bergamo l'11 novembre 2008 e che vide come protagonista un controllore dell’ATB (azienda dei trasporti bergamasca) se il procuratore che aprì un dossier sull’accaduto non avrà la decenza e il coraggio di portare avanti le indagini.
Il ministro Sacconi con un’ordinanza che travalica la sentenza di un magistrato obbliga le cliniche italiane e tra esse quella di Udine che aveva accolto la richiesta del testamento biologico di Eluana a non porre fine al suo stato vegetativo. Il leguleio di turno che accentra i poteri di ben tre ministeri: Salute, Lavoro e Politiche Sociali, e ciò la dice lunga su quanta poca importanza abbiano, per questo governatorato, le specificità decisionali e operative di queste tre istituzioni, si fa portavoce della Chiesa e difende la propria incapacità di morire. Le motivazioni rese note dal Consiglio di amministrazione della casa di cura “Città di Udine” ma non riportate dai TG sono le seguenti: “Se avessimo accettato, il ministro avrebbe potuto assumere provvedimenti che, per quanto di validità temporanea proprio in virtù delle specifiche pertinenze delle istituzioni, avrebbero messo a repentaglio l’operatività della struttura e, quindi, il posto di lavoro di più di 300 persone, di quelli delle società controllate, oltre ai servizi complessivamente erogati dalla comunità”.
Fini dice che ad Annozero si è superato ogni limite, già, il premier non interviene più in prima persona, manda i suoi sicari; chi meglio dell’ormai ex ennino riciclato nel PDL che da quando ha messo la papalina e imparato che il 27 gennaio è la giornata della memoria dello sterminio degli ebrei non lesina lezioni sulla materia anche alla Chiesa; proprio lui, così compromesso con il suo passato. Chissà come reagirebbe se qualcuno gli dicesse degli stermini in: Armenia, ex Jugoslavia, Ruanda, Cecenia e, come si suol dire, eccetera, eccetera, eccetera.
Lo stato di guerra continuo è questo, le motivazioni addotte possono essere quelle della religione, dell’ideologia politica, a farne le spese saremo sempre e comunque noi che teniamo in vita la società gerarchicamente costituita.
Comunque, in questa tenue tenuta, un avvenimento importante tiene banco: la cessione di Kakà dal Milan al Manchester; ne ha parlato anche Berlusconi, rispondendo alle “puntute” domande di un giornalista del TG nazionale RAI che, nell’ordine, lo ha messo di fronte a grandi questioni quali: il Medioriente, la costituzione del PDL e Kakà, per l’appunto. Dalla politica estera a quella interna e poi al calcio; il tuttologo di Arcore non molto tempo fa, annunciando che non avrebbe partecipato alla cerimonia d’insediamento del nuovo abbronzato Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in uno dei suoi deliri di onnipotenza disse: “Io sono una primadonna, non una comparsa.” Chissà, forse per la prossima estate sta pensando di sorprenderci con lunghe trecce bionde da sfoggiare a Porto Rotondo.
A Milano, intanto, i tifosi del Milan sfilano bruciando le bandiere della loro squadra per protestare contro questa cessione. Non l’hanno fatto sul Sagrato del Duomo, possiamo stare tranquilli.























 

 

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