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FIL, G8, ROM e PIL

di Massimiliano Forgione - 14/07/2009

Ho incominciato a scrivere questo pezzo prima del G8 dell’Aquila, poi, mi sono fermato, ho voluto attendere, sentivo che il fulcro di un qualcosa di interessante da esprimere non era nel residuo di una notizia da dare a tutti i costi; la riflessione dei fatti, a volte, è la vera notizia.
Gli scheletri malcelati negli armadi di Villa Certosa e Villa Grazioli hanno a malapena rubato la ribalta del festino internazionale che avrebbe dovuto rilanciare l’immagine sbiadita dell’uomo forte di papaverina Berlusconi.
Tremori di terra e di stabilità governativa; questo cavaliere dimezzato non ha il coraggio di dimettersi e se, a seguito di ciò che prima o poi verrà fuori, si sentirà costretto a lasciare, lo farà solo dopo aver bruciato tutto.
Non so quanto gioire per questo momento tanto atteso, forse, solo perché non è il momento per un cambio di Governo: manca un’alternativa e le infiltrazioni distruttive sono in agguato tanto che il desiderio di vedersi sbarazzati di una figura inutile quale quella di Berlusconi non è, per il momento, auspicabile.
La Lega più di tutti lavora nell’ombra per sfiduciare definitivamente l’uomo di Arcore e dare una sferzata autoritaria a questo Paese; a sinistra ci sono lacerazioni tali che il contrasto non risulterebbe efficace; paradossalmente, fintanto che ci sarà il cialtrone che ama incensarsi da statista, gli italiani che ancora hanno del buon senso comune in questo Paese, possono evitare di vivere la totale deriva della civile convivenza.
In quest’ultima settimana il partito degli offesi cerebrofisici ha dato ulteriore prova di incapacità di intendere e volere: Maroni, fiero del pacchetto sicurezza, mette alla stessa stregua immigrati che delinquono e badanti, li butta nel calderone degli irregolari, delinquenti a prescindere e, gaudente con la sua montatura degli occhiali rossa, dichiara che la legge appena approvata (con fiducia) non è retroattiva. Calderoli dà ulteriore prova di fermezza e afferma: “E’ ora di finirla in questo Paese con: fatta la legge trovato l’inganno”; lui, che da odontoiatra ha riservato non pochi inganni ai clienti e al fisco, di imbrogli se ne intende. E siccome due deficienti non bastano, ecco il terzo: Salvini, ripreso mentre si alcolizza e canta cori offensivi, a Pontida, contro i napoletani. Lui ha solo 36 anni ma in quanto a stupidità ha promesso fin troppo bene ed è a Strasburgo, assieme a Borghezio, a rappresentare l’Italia!
Tutti gli studi dicono che senza gli immigrati il nostro sarebbe un Paese di vecchi e pensionati, con gli ultra 65enni a quota 12 milioni; che questi rappresentano il 9% del PIL italiano, vivono per lo più a Nord (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) e mettono al mondo il doppio dei figli degli italiani. In più, un quarto di essi possiede un diploma o una laurea.
Mi chiedo attraverso quale idioma comunicano a Bruxelles i nostri rappresentanti Borghezio e Salvini; mah, a volte, è meglio non sapere!
Intanto, la bolla mediatica che avvolge questo Paese ha fatto registrare un altro inganno, ma nessuno se n’è accorto: gli stupri a Roma, che segnarono la vittoria di Alemanno a sindaco della Capitale, continuano, a dimostrazione che non dipendono dal colore della giunta; però, con la destra di quest’altro incapace, almeno, una variante c’è: gli stupri da essere di marca ROM sono diventati di marca ROMana. Intanto, l’inguardabile moglie Isabella Rauti, al G8, si è occupata del menù, ovviamente tipico romano, dichiarando: “Ci sarà anche la coda alla vaccinara.”
“Me cojoni!”, avrebbe detto Nino Manfredi.
Vabbè, a fronte di un accordo timido al G8 sulla riduzione delle emissioni inquinanti, e mi chiedo come questa misura si possa conciliare con l’apertura prossima di centrali nucleari nel nostro Paese, consoliamoci con l’alternativa possibile, quella del FIL (felicità interna lorda); nella classifica mondiale l’Italia risulta sessantanovesima, ai primi posti 9 paesi del Sudamerica. Ecco, basterebbe cambiare latitudine e lasciare questo triste Paese, ben recintato, agli uomini tristi che ci rappresentano.
Il supereroe della politica del cappello, intanto, continua a presenziare le disgrazie che attraversano l’italietta, in attesa della prossima, lui va e risolve; ultima, la tragedia di Viareggio; col viso affranto, nel pieno delle polemiche per i suoi rapporti ambigui con minorenni ed escort, dichiarò: “Non ho tempo per queste montature della sinistra, devo andare a Viareggio e risolvere la situazione.”
Ora, io m’immagino che lui si veda come quel personaggio che smette i panni dell’uomo comune e, aprendo la camicia, lasci intravedere la S sul petto del costume unico azzurro con tanto di mantello rosso; insomma, Superman che corre a risolvere le emergenze e poi, sul luogo, mette il cappello dell’occasione e si fa vedere dagli astanti.
La cosa che mi fa specie, parlando con i comuni tubocatodicizzati di questo Paese, è che realmente credono che lui abbia risolto, nell’ordine: il problema dei rifiuti a Napoli, il disagio dei terremotati dell’Aquila, ciò che è seguito all’esplosione della cisterna di gas nella stazione di Viareggio; “Per forza, ci è andato!”, ti dicono; e che diamine, un uomo così avrà pur bisogno di meritati riposi in compagnia di prostitute delle età più varie da 2000 euro ad uscita, rispondo io; “Eh, cosa ne sappiamo, le malelingue sono tante!”, mi controbattono.
A fronte di ciò io sono indotto ad usare con l’italiano comune lo stesso metro di giudizio che utilizzo con chi ci dovrebbe rappresentare: la tensione morale che caratterizza i pochi, sinceri volenterosi rimasti in questo lembo di terra, dovrà far sì che questi cialtroni non possano più esprimersi e occupare posti di comando. Non si tratta di una battaglia tra sinistra e destra ma tra ignobili che devono essere marginati e gente preparata, meritevole, che possa apportare contributi validi alla comune, civile convivenza. I Mastella, Salvini, Calderoli, D’Alema, Rutelli, e i tanti italioti che si fregiano di affermazioni così degradanti, devono essere messi da parte, fatti tacere, non poter scegliere, essere messi nelle condizioni di vivere la loro mediocrità. La democrazia non è possibile senza un’adeguata preparazione culturale.
Segnalo un evento triste: la morte di Beppe Cremagnani, giornalista 57enne di grandi qualità.
A proposito di sviamenti e contraffazioni, ancora una volta ci ritroviamo a dover dire: “E che cazzo! Muore ……………..e vive………….., ma è giustizia questa?”; l’abbiamo detto quando morì Enrico Berlinguer, e Giulio Andreotti ha continuato ad infettare la società; poi Fabrizio De André, mentre falsi autori come Amedeo Minghi hanno continuato a produrre orrori acustici fino a fare credere all’80% degli italiani che da trasmissioni quali: Amici, Sanremo, X Factor, escano talenti.
Ebbene, questa volta, ci tocca registrare di dover riempire quegli spazi con: Cremagnani e Fede.
Ma che giustizia è, questa?
Ma una notizia bella ed eccezionale c’è: la candidatura di Beppe Grillo (ed è una cosa seria) alle primarie di ottobre del PD; certo, i consigliori dovranno accettarla, e non è detto che lo facciano, significherebbe far pulizia in casa propria, finirla con la mediocrità, incominciare a fare le cose sul serio con la leggerezza di chi ama la vita, il progresso, il miglioramento.
Una forte spinta dal basso, da qui ad ottobre, sarà il contributo che dovremo dare a questa coraggiosa presa di posizione del genovese.























 

 

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