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Giorni di sangue ed odio

di MA - 07/12/2010

In questi giorni di sangue ed odio, dopo gli episodi di Lamezia e di Brembate, dopo la solita campagna di accanimento nei confronti degli extracomunitari abbiamo colto delle strane atmosfere che nessun blog o giornalista ha sottolineato. Le manifestazioni di intolleranza ed odio xenofobo nel comune di Brembate a seguito della scomparsa di Yara e dell’incauto arresto di Fikri sono state perlopiù estemporanee e personali. In un comune ad alta percentuale leghista la lega non ha alimentato la campagna basata sulla legge del taglione ed anzi il sindaco leghista ha dovuto vestire i panni del pompiere per smorzare gli istinti più primitivi dei suoi cittadini. La lega ha mostrato una sorta di fastidio se non addirittura paura nel non essere in grado di gestire la crescente ondata di odio che andava aumentando man mano che con spregiudicata leggerezza il povero marocchino veniva dato in pasto ai media, come il responsabile della scomparsa di Yara.
Chi segue la lega da anni non può avere dimenticato le fiaccolate nel 2001 tipo Ku-Klux-Klan contro gli immigrati in occasione del delitto di Novi Ligure, le dichiarazioni di Borghezio che in quell’occasione era arrivato a dire che bisognava “sradicare dalla zona di Novi Ligure le bande criminali di immigrati clandestini che la fanno da padrone''. All’epoca il governo era di centro sinistra e la lega colse l’occasione per alimentare l’odio nei confronti degli immigrati per portare un attacco deciso nei confronti della politica della sicurezza del governo Amato.
Qualche anno prima nel 1997 la boccaccesca storia degli “amanti di Capriolo” in terra bresciana aveva spinto i due amanti ad accusare ipotetici albanesi del tentato omicidio del marito di lei.
In tutti e due i casi i vari forum di discussione legati alla lega nord furono caratterizzati dai soliti sciacalli pronti a sfruttare i presunti delitti degli extracomunitari.
Chi non ricorda le dichiarazioni di Calderoli a seguito dell'omicidio del benzinaio nel lecchese, quando l'esponente leghista prometteva taglie per individuare i responsabili (chiaramente stranieri) al grido di 'Nessuno può permettersi di toccare un padano'.
Peccato per loro che anche in quei casi a compiere i delitti non erano extracomunitari, ma persone del posto.
E così i politici leghisti da un parte evocano la pena di morte o la castrazione chimica quando a compiere i reati sono degli extracomunitari, dall’altra diventano generosi ed accondiscendenti quando i criminali sono “padani”, come lo stesso Borghezio che si affretta a portare conforto in carcere ad Omar, il massacratore di Novi Ligure rassicurandolo che la sentenza non potrà pregiudicare il suo futuro.
Ed invece qualche giorno fa il sindaco di Brembate si è sentito in dovere di dichiarare 'Ci dissociamo da singoli episodi manifestatisi in occasione della divulgazione di notizie inerenti alle indagini tuttora in corso e ancora in fase di accertamento', proprio mentre i suoi concittadini erano già pronti ad issare la forca per il povero marocchino.
Diventa difficile pensare che cosa induca alla cautela i politici leghisti. L'impressione è che la lega, dopo aver cavalcato ed alimentato l'odio nei confronti degli altri stia maturando lentamente la consapevolezza che questa spirale di odio abbia gravemente compromesso il tessuto sociale delle terre governate dal carroccio.
L’evocazione della legge del taglione (occhio per occhio dente per dente), la minaccia di una pericolosa caccia all'extracomunitario potrebbe rappresentare, per i sindaci leghisti e per lo stesso governo una prova di forza difficilmente sostenibile e nello stesso tempo il fallimento di una politica dell'immigrazione, cavallo di battaglia della stessa lega.
E così mentre i politici leghisti, gli stessi giornali della lega ed i forum di discussione controllati da via Bellerio hanno avuto in questi giorni un atteggiamento circospetto e cauto, sono stati proprio i giornali più vicini a Berlusconi a gettare benzina sul fuoco, ma probabilmente sarà proprio il Cavaliere ad evocare il pericolo “extracomunitari " nella battaglia finale con Fini.
Così per l'ennesima volta sulla pelle dei più deboli si sta per giocare l'ennesima battaglia politica per il potere.
Ma il mostro creato dalla dissennata politica razzista della lega è pronto a fare altre vittime.
Mentre a mille chilometri di distanza a Lamezia amici e familiari piangono i loro morti falciati da un ragazzo marocchino sotto l’effetto di droga, senza evocare vendette razziste o giustizie sommarie, a Brembate scarcerano il povero Fikri ed i razzisti ripongono i loro cartelli e le loro scritte di odio aspettando un altro agnello da sacrificare al sogno perduto di una razza eletta.























 

 

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