Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Editoriale


Tempo 2

di Massimiliano Forgione - 10/05/2012

Prima la politica negava la mafia, poi ha dovuto ammettere la sua esistenza, ora, siamo in attesa che i mafiosi si facciano da parte; e questo lo dobbiamo esigere!
Da parte nostra dobbiamo avere il coraggio di spogliarci della dimensione di cittadini in quanto è quella che ci lega ai politici e tornare uomini per poter imparare a fare a meno di questa masnada di corrotti.
Dobbiamo liberare l’inconscia paura di poter cambiare e dare forma ad un'esigenza di vita che ci faccia uscire dall’oscurità, spogliarci del timore di non avere strumenti per interpretare questo presente e di un'implicazione sgradevole della fatica necessaria per poterceli procurare. Freud diceva: “Per amore della scienza, dica la verità”; ecco, noi dobbiamo sapere che soltanto dando valore al linguaggio del vero possiamo riappropriarci delle nostre vite.
E il linguaggio del vero non è frutto della tecnicalità mista a corruttela ma di preparazione e cuore, passione per la certezza che senza gli altri non andiamo da nessuna parte, senza la felicità allargata tutto si restringe.
Vediamo alcuni esempi del linguaggio corrotto, che è quello dei mafiosi, non fa alcuna differenza da che parte professino di stare. I rimborsi elettorali, una delle cose a cui mai i politici rinunceranno, del resto è questo il motivo principe per cui non accorpano mai le elezioni, adesso, vista la batosta prese alle ultime Amministrative, sono disposti a concedere qualcosa.
Prendiamo la Fornero, ma è solo un esempio di scuola, ebbene questa commentò che gli ‘esodati’ sono creati dalle aziende, ora, viene da domandarsi se la nostra si è mai chiesto cosa avverrebbe senza l’art.18, ultima garanzia giuridica per un possibile reintegro senza la quale nessun giudice del lavoro potrà mai pronunciarsi contro il licenziamento ingiusto di un lavoratore.
Questa continua deresponsabilizzazione che nasce dall’irresponsabilità cinica di certe persone fa vomitare, sentir continuamente dire che è sempre colpa degli altri, che le cose addirittura avvengono senza che se ne sia a conoscenza crea un disgusto che obbliga il prossimo a dover porre un freno.
Durante l’ultima ‘Fiera del libro’ di Bergamo è successo un fatto, una giustissima e più che legittima contestazione durante la presentazione de I giornalisti che ribaltarono il mondo, con l’autore Roberto Savio, presenti una giornalista dell’Eco di Bergamo (che si è ben guardata dal riportare l’evento) e tale Paolo Magri, segretario del gruppo italiano della Trilateral Commission. Un giovane, dopo un dibattito di belle e inutili parole (ciò non toglie nulla alla validità dell’opera che riporta l’esperienza immane per il valore etico di un giornalismo assolutamente alternativo, per niente asservito, completamente indipendente, quello dell'agenzia International Press Service nata per dare voce agli ultimi del mondo il cui fondatore è proprio la bellissima persona Roberto Savio) ha posto la semplice domanda di come potesse introdurre e parlare di un libro che riporta esperienze di tutt’altro genere una persona così invischiata con il potere più becero e malato quale è quello esercitato dalla Commissione Trilaterale che, in questa crisi, ha un suo, specifico, ruolo.
Il segretario, tra le banalità di rito, ha anche aggiunto la più inflazionata, quella del: anche se sono lì non mi sono mai accorto di quello che facevano (vedi Fornero tra riforma delle pensioni e articolo 18, Scaiola con le case di cui non sa chi gliel’ha pagate, Dell’Utri che non sa a cosa servissero tutti i soldi di cui faceva uso in contanti, tramite assegni e che transitavano dai suoi conti correnti, Berlusconi che ancora oggi dice di aver avuto a che fare con la nipote di Moubarak, Previti che fa come Dell’Utri, Formigoni che fa vacanze di gruppo pagate da altri che poi lui si impegna a rimborsare senza né poter e né riuscire a dimostrarloa dimostrarlo e, siccome le strade verso il baratro sono infinite e interminabili, non poteva mancare Renzo Bossi con l’inconsapevolezza di una laurea conseguita a Tirana dopo neanche un anno dal diploma e ciò, è triste metafora, di quanti cattivi figli sono stati generati da cattivi padri senza che possano mai sapere com’era prima di tutto questo sfacelo perché non hanno nessuno che glielo possa insegnare e, tanto meno, raccontare; questo ci dà l’idea di come tutto sia da ricreare).
Inutile commentare l’arrogante stupidità di certe affermazioni che danno la misura della bassezza morale di chi le pronuncia mentre assolutamente necessario è amplificare la protesta di chi, attraverso una domanda ben posta, chiede solo a certe marionette di farsi da parte perché la loro mellifluità distoglie dal vero bersaglio della lotta per la giustizia sociale, per la verità di cui tutti si devono appropriare.
Quando Il Mattatoio nacque, una delle priorità, era proprio capire i rapporti che intercorrono tra le persone e i loro rappresentanti; ebbene, non ci è voluto molto a rendersi conto che tutto è falso, che chi si occupa della cosa pubblica fa soltanto il proprio interesse e non ha affatto presente il prossimo e, nel perseguimento del proprio arricchimento sfila la sua faccia nelle occasioni pubbliche, rilasciando affermazioni nelle quali non crede assolutamente, con grande naturalezza. Si tratta di uno spettacolo squallido che devia l’attenzione dell’opinione pubblica dai fatti reali e dai veri protagonisti del malessere sociale.
Parlare di Monti, Berlusconi, Bersani eccetera eccetera è assolutamente fuorviante e inutile, costituiscono uno strato sociale necessario ai grandi truffatori per mantenere le distanze dalla massa.
Ora, quella massa siamo noi e abbiamo una dignità che va oltre tutto quanto i corrotti possano solo pensare, siamo una forza difficile da intercettare perché abbiamo dalla nostra l’arma della necessità della verità.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente