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L’importanza dell’euro: 2

di Massimiliano Forgione - 03/12/2012

Quando la libertà è sostanza succede che viene apprezzata, rivendicata e imparata; accade quando si vive accanto a persone libere, forti, chi vede anela alla stessa bellezza. In mancanza di ciò, si tende ad accontentarsi di quello che si è, un acquietamento delle aspirazioni che fa altrettanti proseliti, un’epidemia che come tale si diffonde rapidamente fino a portare all’oblio, al non ricordare più qual era l'ambizione nella quale si è creduto, pur solo per un momento. Per comodità, difesa, si opera un’efficace operazione di indelebile fattezza. La libertà è un concetto che va acquisito subito, aspettare è deleterio.
Ma prima della tanto declamata libertà, bisognerebbe parlare di autonomia, senza questa la prima è un contenitore vuoto. Non a caso, la prima è inflazionata, la seconda è censurata.
Quante persone sono in grado di vivere l’autonomia? Senza voler essere ipocriti la risposta è presto data: pochissimi. E quanto più le nostre società si sviluppano verso l’abbondanza del superfluo e la penuria del necessario, quanto più si affermano le solitudini morali, culturali, affettive, tanto più si struttura la pesantezza di una collettività incapace dell’autonomia.
Di contro, i pochissimi, costituiscono il polo dello stesso segno che viene respinto da tale modello sociale. Quanto più aumenta la schiera dei bisognosi di assistenza, tanto più gli autonomi si ritraggono, vivendo l’incapacità di scendere a patti con l’ipocrisia di quest’ultimo ritrovato di sopravvivenza.
Una società di individui autonomi vuol dire una società libera e dello stesso concetto di libertà non si abuserebbe più, svilendolo, semplicemente perché c’è.
Ora, nell’impossibilità di poter scegliere autonomamente e liberamente il disegno culturale di una società, 3.000.000 di italiani si sono recati ad esprimere una preferenza tra Bersani e Renzi. Il partito del quale, i due, esprimono i pruriti, in una sola giornata ha realizzato 6.000.000 di euro. Soldi che si aggiungono ai finanziamenti pubblici, privati e alle mazzette.
3.000.000 di italiani hanno chiesto più Sinistra in Italia, altri sono pronti a dire la loro con una crocetta rappresentativa, probabilmente tra marzo ed aprile. E’ la libertà del voto, ci dicono, eppure, se operassimo un passo indietro per fermarci all’autonomia, del pensiero evidentemente, ci potremmo rendere conto tutti che chiunque governerà il Paese non potrà nulla contro la dittatura plutocratica europea e che mai, come in questo momento, c’è bisogno del coraggio di ognuno di noi per operare scelte forti. Vendola sarebbe stata un’ottima scelta, c’è bisogno di Sinistra vera non posticcia, accomodante, melliflua.
Chi segue gli scritti di questo giornale sa che la possibilità di rottura del Sistema la vede nel Movimento 5 Stelle e in un cambiamento culturale imprescindibile dalla partecipazione vera di ogni cittadino alla vita politica del Paese.
Molti hanno spostato il proprio orientamento politico verso questo soggetto ma attenzione, se lo stesso non è accompagnato da un rinnovamento culturale, l’aspettativa non diventa altro che ipoteca di fallimento del progetto stesso. Il paradigma per chi vuole essere eletto non è più: ‘elettore per chi voti, ma perché mi voti’.
Ecco perché l’autonomia prima ancora della libertà. Nell’attesa, tra Bersani e Renzi, meglio i 2 euro.























 

 

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