Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Editoriale


La differenza

di Massimiliano Forgione - 20/11/2013

E’ vero che non c’è differenza tra PD e PDL, come è vero che non ve n'è alcuna tra elettori del PD e PDL, tra i cervelli fugati di sinistra, che in esilio lamentano la mancanza di meritocrazia e la dilagante corruzione in Italia e i falchetti di destra, che si immolano alla causa politica da patetici parvenus del casting televisivo. E queste sono generalizzazioni, perché è vero che l’Italia è altro, che molti settentrionali non hanno pregiudizi e che molti meridionali vivono senza pregiudiziali.
Ma per uscire dalla forma spettacolo e moda ed entrare nella pura dimensione di ciò che è, sono necessari: mancanza di presunzione, disinteresse mediatico, sprezzo per il luogo comune e interessamento per il puro dato statistico. Allora, tutta la discussione sulla crisi e italiana decadenza viene relegata alla bolla del chiacchiericcio necessario a chi si veste da intellettuale con o senza cravatta, a chi vuole che tali imbecilli ruoli continuino ad esistere mentre, nell’intrattenimento fesso e fine a sentirsi migliori, il dato economico ci dice che tutto ciò sposta il 90% dell’attenzione popolare e rappresenta l’1% del problema di bilancio. Come dire, non abbiamo capito un cazzo ma continuiamo a sparare cazzate, spacciandole per grandi verità, tesi solo a soddisfare il nostro enorme e irrinunciabile ego. Vittime della moda tanto a destra quanto a sinistra; tutti a fare casting con o senza barba, capelli diversi, vestiti e comportamenti che ci categorizzano, al primo sguardo dicono da che parte stiamo, ma a un occhio lucido esplicitano tutta la nostra coglionaggine.
Per questo numero abbiamo intervistato Pino Aprile, perché c’è, ancora oggi, una tara nella gente del nord che porta a considerare loro stessi superiori, i meridionali inferiori e colpevoli di comportamenti deplorevoli.
Luciano Gallino, perché da studioso da sempre attento e disinteressato ci dice cos’è la crisi, lo fa attraverso un suggello sicuro: la casa editrice Einaudi; chissà serva anche questo a non sentir più patetici elettori di destra e di sinistra blaterare su: compensi dei politici, evasione delle tasse, corruzione, criminalità, sprechi, quali ragioni della recessione. Tutte queste voci rappresentano un problema etico, d’accordo, ma farne la propria bandiera identificatrice di onestà e giustezza, utile a distinguersi dagli altri, non sposta nulla; il problema rimane e non capirlo non fa essere uno di sinistra diverso da uno di destra.
Mimmo Castellano, perché memoria storica del nostro Paese, esule della metamorfosi italiana dagli anni del socialismo in avanti. Questa è l’Italia e lo è dagli anni della Democrazia Cristiana. Pietro Perrino, perché il problema, come spesso accade, è altrove mentre noi, per soddisfare il nostro impegnato disimpegno e gli indici di ascolto di chi su ciò fa le proprie fortune, focalizziamo artisticamente su quanto ci viene imboccato.
Ma si sa, i media operano sulla base di share, di indici di ascolto, e la verità non fa audience.
Pensiamo ai profili della tanta gente su facebook, ai ‘mi piace’, tutti intesi a definire un gusto attraverso la stigmatizzazione di ciò che rifiutiamo o che mediaticamente circola e nel quale ci identifichiamo; manca, in questa cernita frettolosa di ciò che ci aggrada e ciò che allontaniamo, la definizione, il passaggio successivo, frutto dell’analisi che esula dal click, dal trascinamento di un’immagine; manca ciò che ci possa far andare oltre la moda e questo bisogno vitale di assecondarla. Esiste in noi qualcosa che vada oltre lo sdegno iconico?
Attenzione, non diciamo che è tutto nero, questo è un periodo meraviglioso, interessantissimo, perché la povertà sta acuendo le coscienze e affinando i saperi, ma è anche un momento storico pieno di paure. Si ha l’impressione di andare contro un nuovo conflitto mondiale, parlandone in rete. L’unico conforto, è pensare che vi può essere paura senza coraggio, ma non coraggio senza paura. E la conoscenza, prima o poi, dovrà muoverci a nuovo coraggio.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente