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Spettacolo puro

di Massimiliano Forgione - 18/01/2014

Viviamo in un periodo ad alta tensione interpretativa che, in definitiva, vuol dire di grandi stravolgimenti utilitaristici. I diritti vengono convertiti in privilegi, semplicemente per poterli abrogare e, di fatto, ridurre a nuova, lenta schiavitù. Così come, per esatto contrario i privilegi sdoganati a diritti; gradualmente si passa dalla consuetudine ai decreti e leggi attraverso lo stravolgimento dei codici. Gli esempi sono tanti, si prenda i seguenti che fanno scuola per tutti: le ferie retribuite degli insegnanti precari: cancellate con la spending review del Governo Monti; gli scatti d’anzianità degli insegnanti di ruolo: prima bloccati per anni, poi sbloccati, poi ritrattati e ancora, gentilmente concessi. Insomma, sono tempi di stato d’eccezione, si legifera sulla base della magra contingenza economica ma, il senso unico di questo andazzo non viene mai smentito; riguarda sempre chi, questo oscillamento tra il diritto e il privilegio, vorrebbe proprio che fosse evitato perché di quest’ultimo non vive. E quindi come la mettiamo quando viene dichiarato incostituzionale dalla magistratura il limite ai compensi sopra i 90 mila euro a cui il governo Berlusconi aveva posto un tetto? Dov’è il confine tra diritto, buon senso, privilegio e contingenza economica quando per sentenza si obbliga lo Stato a risarcire gli alti dirigenti di quanto non è stato loro corrisposto? Forse, si potrebbe affermare che in questo caso, il privilegio, è stato garantito quale diritto. Insomma, interpretazioni, potremmo dire del diritto. E non che si debba dubitare della buona fede di chi interpreta, se non fosse che, tra gli alti dirigenti, vanno contemplati anche i magistrati.
Viraggio.
Oggi vi è stato il fatidico faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi. Fa specie credere che le sorti del rinsavimento dipenda dall’accordo che i due potrebbero raggiungere ma, più che su questo, il pensiero corre inevitabilmente a come è ridotto il popolo italiano. Che tra i due loro più amati rappresentanti sia vero amore è fuori di dubbio e che i due partiti vantino nelle loro file sodomiti d’eccellenza è ormai acclarato. Ciò che fa andare oltre ogni più imprevedibile meditazione sul possibile è la maestria invereconda che fa dei dirigenti del PD dei veri e propri geni. Insomma, far pagare alle primarie 2€ a 3milioni di voyeristi, realizzando 6milioni di euro per vedere Renzi e Berlusconi convolare a nozze è sceneggiatura surrealistica allo stato puro. A chi vede le cose fuori da questi due schieramenti verrebbe voglia di partecipare al lancio dei confetti per tanta maestria. Lo stesso ardire geniale con cui Thamsanqa Jantljie ha chiuso il 2013, interpretando nella lingua dei sordi il nulla politichese al funerale di Mandela.
Viraggio.
A questo Paese serve un’urgente inversione di rotta e ciò non avverrà per la semplice ragione che i protagonisti a cui la sorte delega il gravoso compito sono assenti. La fine dell’Impero lascerà solo macerie. Le forze sono inversamente proporzionali perché il peso della rinascita è insostenibile per i nostri giovani che sono così fragili.
L’unica alternativa possibile al piattume italico, quello delle sempre più frequenti stragi familiari, suicidi, depressioni, è il coraggio del viaggio; lo stesso che caratterizza Il Milione che ci consegna un Marco Polo in balia degli spostamenti, con tempi e modi assolutamente imprevedibili che costruiscono l’equilibrio della persona capace di assecondare gli eventi.
A fronte di questo sfacelo, senza dubbio un baratto che è un ottimo investimento, non solo per i giovani, ma per chiunque non si senta già vecchio.























 

 

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