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Voto degenerativo

di Massimiliano Forgione - 07/02/2018

Oggi, la degenerazione della politica, è lo stravolgimento della scienza machiavellica che non ha più nel suo fulcro lo Stato ma il partito. Considerare il fine che giustifica il qualsiasi mezzo può avere un senso se a beneficiare di tale prassi sia una collettività, mai se lo è un circolo ristretto di mignatte attaccate ai propri privilegi.
Il rischio è quello di vedere una qualunque testa di cazzo rasata che spara su persone dalla pelle diversa da quella della razza bianca perché altre teste di cazzo hanno parlato a vanvera per troppi anni.
Personalmente, le uniche teste rasate che trovo degne di considerazione sono quelle dei chemioterapizzati, e penso alla mia testa calva, espressione di un perenne timorato cerebrale la cui cura debilitante la fa da sempre.
La relazione con il prossimo è di per sé problematica e ricca di insidie. Ad ostacolare la sua intesa possibile, l'inopinabile amore per se stessi e, qualora necessitassimo di un parametro per dare contezza di quanto amiamo noi stessi e non gli altri, lo possiamo vedere da come sopportiamo la nostra puzza e non quella degli altri.
Il solito uomo si approccia alle urne: colui che ha bisogno di un contraltare con cui condividere il proprio tempo intimo (quello incedibile) e della filiazione per tramandare colpe, incertezze e dubbi.
Ritorno al 'personalmente' e alla necessità che provo di stare in silenzio per non far sfuggire e rendere pieni i miei preziosi pensieri. Lo scambio retorico, pletorico e omologante che vige tra le persone è veleno. Ed oggi, le adunanze numerose, le fanno i luoghi dei miraggi, delle visioni, dei pellegrinaggi; in mancanza di un’ideologia politica sentimentale, l’unica rimasta è quella della superstizione religiosa o politica, espressione di un totalitarismo pronto a soddisfare la necessità di essere assoggettato.
Per quanti hanno archiviato (evitiamo il ‘’rottamato’’ di sicura presa ma infido e infimo nella sua etimologia post renziana) il compromesso che diventa sinonimo di sotterfugio, affarismo mafioso, non saper per chi votare è un falso problema perché abbiamo sempre votato a cazzo, anche quando pensavamo di fare le scelte giuste. Non certo per colpa degli elettori, ma degli eletti che si rivelano, incontrovertibilmente, concentrati sulla loro sopravvivenza di 'clan', la qual cosa coincide, conseguentemente, con quella personale.
Tutti siamo, più o meno, consapevoli della fine e, con atteggiamenti ed intenzioni pressoché volgari e malamente sommessi, ci affanniamo affinché questa fine non coincida con il tempo delle nostre esistenze. Questo sì, il vero interesse riprovevole che spiegherebbe ogni possibile ed ostinata diffidenza per il M5S.
A onor della lucidità basterebbe aver chiara l’idea della morte, non violenta o improvvisa, ma quella stanca che si respira nelle case degli anziani che hanno messo tutto a posto per opporsi all'impreparazione del trapasso improvviso.
In Italia si respira quest'aria acida, una materia che i giovani esorcizzano, respingono non pensandoci, mentre gli inseriti non sentono manco più il bisogno di aprire finestre e porte, tanto è soporifero il tanfo misto a tepore.























 

 

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