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Mediano per sempre

di Massimiliano Forgione - 27/01/2018

‘’Chi si è mai suicidato per Dio, per la natura o per l’arte? – realtà troppo astratte per poterle amare intensamente. L’amore è tanto più intenso quanto più è legato all’individuale e all’unico.’’
Questa citazione del filosofo Emil Cioran si trova all’interno di una riflessione che trovo preziosa sull’entusiasmo come forma d’amore.
Vivere consapevolmente ai margini è un’arte gioiosa ed estatica che necessita di tanto e minuzioso lavoro di bottega per poter essere esercitata nell’età della maturità; tagliata addosso come un vestito fatto dal miglior sarto che è dentro di noi e che ha trovato la sua immutabile sintesi fatta tutta di misura, sostanza e forma. La misura, quella definitiva di un corpo che ha la sua definitiva taglia; la sostanza, quella decisiva di una mente che ingloba tutto e pienamente cosciente si concentra sull’essenziale; la forma, quell’eleganza discreta nutrita dai migliori neuroni specchio che una società possa auspicarsi.
‘’Solo l’entusiasta si mantiene vivo sino alla vecchiaia. Tutti gli altri – se non sono nati già morti, come la gran parte degli uomini – muoiono anzitempo.’’
L’entusiasmo analizzato come forma vitale, manchevole di consapevolezza, assicura la spinta verso la collettività, la dispersione delle proprie energie e risorse per un omologato e acritico percorso corale che mortifica tanto l’individuo, quanto la società.
‘’Persino nella grazia – questa forma così vicina all’entusiasmo – il disconoscimento naturale e spontaneo, l’irrazionale ignoranza della morte sono meno evidenti. Giacché nel manifestarsi della grazia c’è un velato accenno al carattere illusorio della vita. C’è, nella grazia, un intenso fascino melanconico, che nell’entusiasmo è invece del tutto assente.’’
Grazia e amore sono due concetti troppo intimi (nel senso di un’elaborazione tutta soggettiva) che niente ha da spartire con il prossimo sociale. Il loro cedimento alla collettività genera solo dei mostri.
‘’Com’è possibile che nell’entusiasmo manchi l’individuazione degli oggetti? Com’è possibile agire sempre e soltanto sotto la spinta della pienezza o dell’eccesso?’’
Questa dimensione bulimica del sentimento è la formazione problematica che ne deriva dall’adesione incondizionata e priva di criticità ai gusti imposti dall’industria dei consumi. Il consumismo nei sentimenti è la realizzazione compiuta del capitalismo che rende consumatori perfetti dotati di frivolezza pronti a spendersi su richiesta.
‘’Più l’amore è intenso, più è individualizzato. Gli uomini che amano con una grande passione sono incapaci di amare più donne contemporaneamente. Più la passione è forte più il suo oggetto s’impone. Proviamo dunque a immaginare una tale passione, a un certo punto, priva di oggetto, o l’amore di un uomo senza una donna a cui rivolgerlo. Che cosa resterebbe se non una pienezza d’amore?’’
Proprio ciò: sentire dentro di sé questa pienezza d’amore dà la certezza di non aver mai amato.
‘’L’entusiasmo è un amore il cui oggetto resta imprecisato.’’ ‘’L’entusiasmo è infatti una superiore deviazione dell’eros.’’ ‘’Di tutte le forme d’amore, l’entusiasmo è quella più lontana dalla sessualità, più ancora dell’amore mistico, assolutamente incapace di liberarsi della simbologia sessuale. Ecco perché nell’entusiasmo mancano l’inquietudine e l’indefinitezza che fanno della sessualità un fattore determinante del tragico umano.’’
Ecco il quod: ai margini di un fenomeno sociale: poiché la sessualità e l’esposizione sono strumento di adesione alla simbologia del sociale.
‘’Porsi dei problemi equivale a essere perduti, perché gli spiriti problematici, non amando niente, non sono in grado di risolvere niente.’’
Come non diffidare degli entusiasti a tutti i costi, di quanti si espongono nella soluzione di problemi, nella compartecipazione sterile destinata a giungere a nulla e che ha al suo centro la ‘visibilità’.
‘’Ora, l’incontenibile felicità degli entusiasti deriva dal fatto di non conoscere la tragedia della conoscenza. Perché non dirlo? La vera conoscenza è la tenebra assoluta. Rinuncerei a tutti i problemi senza sbocco in cambio di un’ingenuità dolce e incosciente. Lo spirito non innalza: lacera.’’
E veniamo al punto: ‘’L’entusiasta è incapace di dualismo. E ogni dualismo è un veleno. Di solito la vita resta feconda e produttiva solo a prezzo di tensioni e antonimie, che rappresentano un principio di lotta. L’entusiasmo supera questo principio, per realizzare un’esistenza senza drammaticità, per manifestare uno slancio privo di tragico e un amore da cui la sessualità è assente.’’
Nec plus ultra























 

 

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