Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Chi siamo
Nail is still a very popular fashion replica handbags uk in autumn and gucci replica . The furry design on the hermes replica of the bag makes this autumn and handbags replica. Xiaobian likes the buckle like sapphire and looks quite replica handbags .
Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

HOME PAGE

 

 

Editoriale


Lo Spritz a Napoli

di Massimiliano Forgione - 06/01/2020

C'è un modo canagliesco, insito in una atavica ingegnosità, che appartiene ad una determinata meridionalità, di scimmiottare un funzionamento che, per tradizione, è prerogativa meccanicistica di un'altra parte d'Italia, il settentrione. Lo si può intuire a Napoli, presa d'assalto in questi giorni di festa da tanti turisti, soprattutto stranieri. Come a Bari, strutture ricettive piene, ristoranti e locali affollati.
Eppure, vedere lo spritz a Napoli, a Bari, mette tristezza, per quell'affettata accoglienza che cede senza alcuna reminiscenza e legame con la tradizione, per la perdita culturale che accompagna ogni processo di inglobamento.
Fa specie vedere stranieri e settentrionali bere il loro spritz in bicchieri di plastica, conferendo all'atto la potenza di un generoso spirito di adattamento a situazioni estreme, perché al Sud, si sa, può anche capitare di doversi e sapersi accontentare e che bisogna arrangiarsi. Ecco perché, bere il proprio aperitivo alla buona può fare chic, perché c'è nel gesto quella generosa benevolenza della supposta superiorità che accondiscende alla mancanza per la quale è, ormai, inutile e fuori luogo, trovare le profonde ragioni. Fa chic esattamente come lo farebbe a Saint Moritz l'imprescindibile calice con tanto di metà fetta di arancia, e guai se non venisse servito così.
E' sul dipanarsi del presente che riaffiorano i ricordi e quello di una Napoli da sempre fieramente identitaria porta a chiedersi quale cambiamento antropologico sia mai intervenuto se anche i commercianti napoletani si lamentano dell'eccessiva affluenza turistica, esattamente come i loro omologhi veneziani. Sicuramente è un fatto significativo.
E' sempre presente quel processo di massificazione spersonalizzante che porta con sé una svendita di se stessi a favore di una collettività aggregata male, perché sono sempre più irriconoscibili i tratti distintivi dei singoli. E torna sempre attuale un concetto di democrazia da fare, nelle coppie, nelle famiglie, prima ancora che nelle società e nelle nazioni. E resta sempre immanente la differenza eclatante tra un'affettività vera, sviluppata perché sofferta e un'affettività istituzionale e istituzionalizzata, legata a un modo di essere tutto italiano.
L'aggregazione è un fenomeno rassicurante proprio perché ha un forte potenziale di semplificazione e riduzione. La comunanza dai bei tratti del benessere porta, come ogni altra forma di vita in gruppo, un eccessivo attaccamento e ad un consequenziale esagerato coinvolgimento; quindi ad essere di parte.
Dei legami affettivi che mantengano le giuste distanze, che si evolvano nella separazione, potrebbero far rinascere il gusto per le differenze, affinché anche l'affettività sia una condivisione costante che, nella separazione fisica, trovi gli anticorpi per scongiurare la separazione emotiva e affettiva. Insomma, ci vuole tanta solitudine per continuare a stare con gli altri, vista l'incapacità pressoché diffusa di tanti, di non riuscire ad essere se stessi.
Che lo squallore dell'uomo che piscia in autostrada e preferisce il ludibrio dei passanti all'attesa di una toilette d'autogrill non abbia la valenza di un estrema affermazione identitaria?
Chissà! Non lo sapremo mai, tanto quella figura che si staglia sul ciglio di un'autostrada non è così diversa dal profilo più recente e dallo stato più aggiornato.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente