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Ripartenza criminale
Paese sotto scacco

di Nicola Bruno - 02/05/2020

Le favole, se raccontate a lungo con espressività e convinzione, superano i propri confini e ci appaiono come reali, tangibili, credibili. E’ successo esattamente questo con la favola dell’eccellenza lombarda. Un sistema sanitario eccellente a parole, inconsistente nei fatti, pronto a sbriciolarsi al primo stress test.
Un sistema mangiasoldi composto per il 50% di azionisti privati, efficientissimo nell’ordinaria amministrazione, impalpabile quando gli si chiede di sostenere un’emergenza. Ogni anno la Lombardia incamera tra gli 800 e i 900 milioni di euro grazie a un sistema sanitario che attrae “clienti” dalle altre regioni italiani, soprattutto da quelle del Mezzogiorno. Ma come è possibile ciò? Presto detto: le regioni del Nord, Lombardia in testa, hanno sempre beneficiato di una quota di contributi statali superiore a quella delle regioni meridionali.
La ripartizione del fondo sanitario nazionale è effettuato principalmente seguendo i parametri relativi alla frequenza dei consumi sanitari per età e sesso della popolazione residente; ovvio come in questo modo le regioni del Nord, con un numero di anziani maggiore rispetto a quelle del Sud, anche quelle che non vantano i 10 milioni di abitanti della regione Lombardia, come il Veneto e l’Emilia Romagna, abbiano potuto beneficiare di maggiori fondi, sforare i tetti nelle assunzioni del personale, ottenendo un’offerta sanitaria sicuramente più efficiente e vincente. La regionalizzazione della Sanità in Italia ha avuto come risultato cospicue perdite economiche in alcune regioni come la Puglia, che negli ultimi 15 anni ha avuto oltre 13 miliardi di Euro in meno rispetto, giusto per paragonarla ad una regione con popolazione equivalente, all’Emilia Romagna. Siamo tutti bravi se abbiamo le stesse possibilità in termini di personale e risorse economiche, ma la Sanità, come altri enti importanti, è uno dei tanti bancomat di cui il Governo centrale dispone per prelevare risorse economiche e umane al Sud e dirottarle a Nord. Storia vecchia.
La locomotiva in realtà è un vecchio, costoso e male in arnese asino da soma che continua a dettar legge. Prendiamo i dati di oggi, 2 maggio 2020: in Lombardia risulta positivo al tampone il 28% del totale, in Puglia il 3%; i decessi di oggi comunicati dalla Regione Lombardia sono 329 (dato aggregato del mese, oggi 49), 2 in Puglia. Sono numeri che parlano da soli, anche effettuando le debite proporzioni in termini di popolazione: 4 milioni i residenti in Puglia contro i 10 della Lombardia.
Ma la Puglia è soggetta alle medesime restrizioni previste per l’intero territorio nazionale e l’economia è ferma perché un’altra parte d’Italia non le permette di ripartire.
Storia vecchia anche questa.























 

 

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