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Tutti i soldi del Vaticano

di Massimiliano Forgione - 15/01/2008

Pubblicheremo un resoconto del libro Vaticano spa, Chiarelettere edizioni; in attesa, un articolo già scritto sull'argomento.

Le finanze della Chiesa guidata da Benedetto XVI scoppiano di salute.
Nessun dubbio se consideriamo che “l’Obolo di San Pietro”, che da oltre 13 secoli rappresenta l’offerta che i fedeli di tutto il mondo inviano direttamente al Papa quale riconoscimento per la sua missione, nel 2006 è aumentato di ben il 58% fino a raggiungere quota 101,9 milioni di dollari.
C’è una precisa comunanza di intenti tra Stato e Chiesa visto che quest’ultima, per tradizione, convoglia buona parte dei propri risparmi in titoli di Stato piuttosto che azioni.
Adesso, consideriamo che la struttura finanziaria (i cassieri di Oltretevere) rispettano questa gerarchia:
Pontefice
Segretario di Stato
Prefettura degli affari economici della Santa Sede, APSA (amministrazione del patrimonio della Santa Sede), Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, IOR (Istituto Opere di religione)

Consideriamo che i bilanci del Governatorato e dello IOR non rientrano in quelli della Santa Sede, nella misura in cui ne sono esclusi quelli di ordini religiosi e conferenze episcopali, ebbene, abbiamo la misura di quanto la Chiesa si avvalga di un sistema volutamente intricato che nei fatti permette di avere diversi ruoli per usufruire di diverse agevolazioni, privilegi, evasioni, discrezioni, sulla natura dei propri investimenti e la portata dei propri reali bilanci.
Nei fatti, la Chiesa opera autonomamente e riveste diversi ruoli di convenienza a seconda delle seguenti necessità:
avvalersi della sovranità di uno Stato che non deve rispondere alle leggi di altre nazioni (il Vaticano),
rivendicare tutto il proprio ruolo religioso e morale (la Santa Sede), risolvere problemi organizzativi interni (APSA), investire, nel massimo segreto, sui mercati internazionali (IOR).
Le tre conferenze episcopali che più contribuiscono ad ingrassare le fortune della Chiesa sono: USA, Germania e Italia.
La Germania ha di gran lunga superato gli USA anche se, questa, rimane prima nelle “libere offerte” nonostante i vergognosi scandali dei preti pedofili che, malgrado tutti i tentativi e sforzi, non è stato possibile occultare.
Tra i consulenti finanziari della Chiesa figurano importantissimi intermediari che da sempre condizionano le sorti economiche del nostro pianeta: Merril Lynch, Goldman Sachs, il francese Antoine Chappuis e l'italiano Carlo Gilardi (ex amministratore delegato di Benetton).
Gli affari vanno meticolosamente bene nel settore immobiliare, soprattutto grazie agli affitti; da notare, inoltre, che una parte notevole degli introiti deriva dalla Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli (le missioni) intestataria di un patrimonio infinito.
Tra le immense fortune annoveriamo anche quelle dei diritti d'autore per le pubblicazioni della Libreria Editrice Vaticana che da Papa Benedetto XVI in poi ha posto il proprio veto su tutte le stampe, anche quelle antecedenti la sua nomina (per quanto su quest'ultime le case editrici concorrenti esercitano i loro diritti garantiti dai contratti) e che, per il presente e il futuro sancisce i diritti d'autore ad una percentuale intorno al 3 e 5 per cento sul prezzo di copertina, con un anticipo da concordare sulla base della tiratura prevista.
Soltanto Radio Vaticana risulta in perdita e, a coprire questa, accorrono i capitali provenienti dagli investimenti del mattone: alla missione di creare proseliti il Vaticano non può assolutamente rinunciare.























 

 

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