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Umanità senza dignità

di Massimiliano Forgione - 10/06/2008

A volte, nonostante tutto, viene veramente da pensare e credere che la vita sia più forte di qualsiasi atrocità perpetrata e messa in atto dall’uomo contro il suo simile.
Prendiamo il caso dello sbarco dell’ormai solito nugolo di disperati diretti verso le coste di Lampedusa del 22 maggio scorso, diciotto ore prima dell’approdo una mamma dà alla luce un bellissimo bambino.
Certo, questa donna è fuggita dalla fame, dalla guerra, diretta con tutta la propria forza verso una speranza di vita, forse neanche per sé ma per quella che portava in grembo. Già! Si emigra per questo! Andatelo a spiegare a Maroni, Bossi, Fini, e accolita dei rancorosi; loro sono convinti, in malafede, che si emigra per rubare, per delinquere, per togliere al ricco. Poveri ingrati delle cariche che ricoprono, nella loro quotidianità indegna, nei loro atti e nelle loro parole carichi d’odio.
Quel bambino per la legge internazionale è un apolide, un senzapatria, per la nostra nazione è un clandestino da rigettare nel proprio paese d’origine. Peccato, che per i burocrati dell’asfissia, questo essere umano non ha terra d’origine. Viene dal mare, come quell’orda di individui dalla pelle diversa che ormai, in Italia, ci fa schifo solo vedere.
Che Paese è questo, dove si continua a negare la matrice fascistoide degli atti e delle azioni intolleranti che hanno trovato terreno fertile dall’inizio di questa scellerata legislatura?
Che Paese è mai questo dove si continua ad alimentare uno stato di guerra continuo e si spiega l’esercito contro cittadini che rivendicano il diritto alla propria salute e non contro la Camorra e la Mafia?
E’ un paese senza futuro! Siamo la vergogna dell’Europa.
L’attacco squadrista del Pigneto a Roma, i fatti di Verona, la commemorazione di Rovetta, dovrebbero far impallidire i nostri governanti se non fosse che proprio dai responsabili di questi atti scellerati si alimenta il loro consenso.
Altro che ventre molle d’Europa, ne siamo l’escrescenza eppure dobbiamo essere fieri di appartenervi, per tutte le volte che ci ammoniranno vedendo la voglia di forca che qui da noi regna.
Farebbe bene a tutti leggere con molta attenzione quanto Gorge Orwell scriveva nel suo 1984, romanzo di assoluta lungimiranza, chissà, potrebbe aiutare qualcuno ad essere meno accondiscendente, a capire cos’è e quali origini abbia il Grande Fratello e chissà, con un po’di buona fortuna, ad essere meno stupido.

Non si tratta di stabilire se la guerra sia legittima o se, invece, non lo sia. La vittoria non è possibile. La guerra non è fatta per essere vinta, è fatta per non finire mai. Una società gerarchica è possibile, solo se si basa su povertà e ignoranza. Questa nuova giustificazione della guerra attiene al passato, ma il passato, può essere uno ed uno soltanto. Di norma lo sforzo bellico persegue sempre lo scopo di tener la società al limite della sopravvivenza. La guerra viene combattuta dalla classe dominante contro le classi subalterne e non ha per oggetto la vittoria, ma la conservazione dell'ordinamento sociale.
GO























 

 

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