Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Notiziario


www.banchearmate.it

di Massimiliano Forgione - 29/09/2008

Ci sono cose che sfuggono alla umana comprensione. E’ così, non c’è nulla da fare! Non so ma, certe prese di posizione, dovrebbero essere consequenziali quando determinati dati di fatto risultano essere inequivocabili.
Il dato oggettivo in questione è che la maggior parte delle banche opera attraverso modalità eticamente illecite. Ciò vuol dire che la legge permette loro di transare, per esempio, la compravendita di armi ma, dal punto di vista etico, potremmo esprimere riprovazione quando ciò avviene.
Adesso, a mio avviso, non c’è tasso di mutuo o condizione vantaggiosa di tenuta di conto corrente che possa tenere, a fronte di una tale realtà.
Il dato oggettivo che i propri risparmi vadano ad essere utilizzati in transazioni criminali deve provocare, nel risparmiatore, un rabbioso moto di disapprovazione. Se ciò non avviene, c’è collusione, complicità, quantomeno acquiescenza nell’accettazione della realtà di cui si è corresponsabili e che risulta essere: non importa dove i miei risparmi vadano a finire, ciò che conta è che io, cliente, paghi poco, risparmi.
Ecco, ciò è inaccettabile!
Cosa può qualificarci quali persone giuste in un determinato luogo (il mondo) e tempo (la nostra vita)? Non certo la solidarietà o il pensiero di poter cambiare lo stato emergenziale in cui riversa il nostro pianeta con le maratone per la vita. Ciò che ci qualifica sono scelte strutturali, quelle che diventano la nostra spina dorsale, che non si piega, alle lusinghe delle convenienze.

Pace e Nonviolenza" tratto dal Manifesto di Banca Etica
"(..)La nostra banca considera il credito uno dei diritti primari, poiché di "credito/fiducia" hanno bisogno tutti gli esseri umani per accedere alle risorse necessarie alla realizzazione del loro progetto di vita. Noi crediamo nel rispetto dell'altro, nel confronto delle idee, nell'impiego e nello sviluppo di metodi non violenti anche in campo economico. Siamo consapevoli che le motivazioni che stanno alla base dei conflitti sono complesse, riteniamo però che, l'unica vera soluzione di questi, passi necessariamente attraverso un'assunzione responsabile degli stessi che si traduce nella disponibilità al dialogo e al confronto, nella ricerca continua della giustizia, soprattutto in campo economico, senza la quale non ci può essere pace. Il denaro è fonte, in quanto strumento di potere, di conflitti, sopraffazioni, violenze, crudeltà. Banca Etica, proponendo invece l'uso del denaro per una reale promozione umana, mira a ridurre o eliminare questi elementi di conflittualità, che viceversa caratterizzano una visione violenta dell'economia. La scelta di una metodologia non violenta deve quindi tradursi in criteri chiari e procedure corrette sui tre diversi livelli che identificano l'azione di Banca Etica: Provenienza del denaro: poiché il denaro è frutto dell'attività economica, va verificato che quest'attività sia stata realizzata nel pieno rispetto delle persone, della natura, dei principi che regolano la pacifica convivenza tra i popoli. Questo comporta anche una capacità di analisi e di gestione dei flussi finanziari, evitando di concorrere ad alimentare, anche indirettamente, azioni illegali (vedi il terrorismo o la criminalità organizzata) o inaccettabili da un punto di vista etico (come la guerra). Impiego del denaro: nella valutazione dei progetti da finanziare, va introdotta anche un'analisi di quanto la non violenza sia parte integrante della cultura dell'organizzazione finanziata, del suo modo di intendere i rapporti interni ed esterni, di quanto essa sia in grado di contribuire alla "pacificazione" della realtà socio-economica in cui essa opera. Gestione dei rapporti tra tutti gli interlocutori delle imprese: Banca Etica, per la sua complessità, può essere paragonata ad una comunità umana, di cui fanno parte soci, clienti, risparmiatori, amministratori, dipendenti, fornitori, ecc. Fra gli elementi che costituiscono il "legante" di questa comunità vanno valorizzate le modalità con cui questi soggetti interagiscono: la trasparenza, la definizione chiara degli interessi in gioco e la reale disponibilità a rimetterli in discussione in funzione di una più alta e condivisa finalità o interesse, il rispetto delle pari opportunità, la soluzione dei conflitti attraverso il dialogo e il confronto continui."























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente