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Ma qual è il vero costo sociale?

di Massimiliano Forgione - 14/10/2008

Prendiamo l’esempio del nuovo sindaco di Roma Gianni Alemanno e passiamo al setaccio alcune, ultime vergogne italiane.
Giuseppe Maria De Lillo, fratello dell’assessore comunale all’Ambiente Fabio e del senatore di Forza Italia Stefano, piazzato nella segreteria particolare del sindaco; un ufficio stampa composto di 14 addetti per un costo di 8 milioni e 310 mila euro; Dario Panzironi (24 anni) nuova entrata della sua segreteria particolare per un compenso di 164 mila euro in due anni. Il suo papà è quel Franco Panzironi, braccio operativo della fondazione alemanniana Nuova Italia e segretario generale dell’Unire, nominato da Alemanno quando era ministro delle Politiche agricole. Ebbene, a questo fedele signore, il sindaco ha appena conferito la carica di amministratore delegato dell’Ama, l’azienda municipalizzata della nettezza urbana.
E ancora: Fernando Maria Magliaro, quel figlio di Massimo, storico portavoce di Giorgio Almirante al Msi, oggi amministratore di Rai International, sistemato all’ufficio stampa; Mario Andrea Vattani, messo alla direzione delle relazioni internazionali e cerimoniale del sindaco, lui, è il figlio di quell’Umberto presidente dell’Ice, arrestato negli anni Ottanta a seguito di una spedizione squadrista; Paolo Togni, sistemato alla direzione del dipartimento politiche ambientali, già braccio destro di Altero Matteoli al ministero dell’Ambiente e presidente della filiale italiana della multinazionale dei rifiuti Waste Management; Leopoldo Facciotti, divenuto consulente alla mobilità privata, sì, proprio l’avvocato dei tassisti che bloccarono Roma all’epoca della guerra delle licenze.
Spostiamoci di palazzo pur rimanendo sempre a Roma. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha così elargito cariche e funzioni:
alla comunicazione trova collocazione Luca Salerno (dal Tg2), supportato da ben 22 tra ufficiali, sottufficiali e personale civile, diretti da Giancarlo Rossi e, ad assicurare ulteriormente il servizio Rita Fantozzi con un contratto di “addetta alle relazioni esterne del servizio pubblica informazione” che costerà alla collettività 16 mila euro l’anno.
Quest’ultima è sponsorizzata da Maurizio Gasparri ed è a capo dell’ufficio stampa di An.
A questa si aggiunge Matilde Ancili di 24 anni sponsorizzata dagli ennini Francesco Michelotti e Fabio Cavini che, per 36 mila euro l’anno, si occuperà di: “realizzare l’interazione con il ministero dell’Istruzione”. Cosa voglia dire è un mistero!
E ancora, consulenze ai più noti: Pierfrancesco Gallizzi, consigliere dell’Associazione lombarda dei giornalisti, dipendente della Regione che, per 20 mila euro l’anno di occuperà di analizzare: “lo stato dei rapporti fra le unità delle forze armate presenti sul territorio del Nord Italia e il sistema dei media; Renato Mannheimer, il sondaggista vespiano che, per ben 40 mila euro l’anno dovrà testare il giudizio degli italiani sulle Forze armate.
Siamo sicuri che, il giornalista di corte Vespa, presto ci informerà sull’alto gradimento della popolazione italica per le forze dell’ordine.
Per finire la carrellata, raccolta su diversi articoli apparsi su l’Espresso, il ministro alla Giustizia Alfano nomina capo ufficio stampa la conterranea forzitaliota Danila Subranni per un compenso di 104 mila euro l’anno; Giovannantonio Macchiarola, anch’egli forzitaliota oriundo che, per 83 mila all’anno farà il suo segretario particolare; Alfredo D’Ambrosio, invece, per soli 49 mila, è andato a Roma per valutare i dirigenti ministeriali.
Nella scuola sta avvenendo di tutto, lo smantellamento delle sue prerogative statale e pubblica sarà prossimamente portato a termine con il voto di fiducia al Senato; la Giustizia sarà terminata di essere fatta a pezzi da questa classe politica che, come non mai, necessita di impunità; la finanza di banchieri delittuosi dovremo pagarla due e più volte, attraverso le garanzie statali dei soldi che continueranno a prestarsi.
Se l'Italia fosse davvero in un momento storico di emergenza economica, politici sensati non agirebbero in questi termini: da criminali!
La vera emergenza è rappresentata dallo stato in cui noi cittadini siamo ridotti, ormai privi di ogni dignità e speranza di riscatto.























 

 

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