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SOLIDARIETA’ ALLA FAMIGLIA DI VITO SCAFIDI

di Nicola Bruno - 26/11/2008

Bertolaso ha assimilato la morte di uno studente torinese, mentre era seduto tra i banchi di scuola, ad una vittima sul lavoro. Una morte bianca. Sono sbigottito. Del resto Bertolaso ha definito la scuola di Rivoli d’epoca. E per rendere gli edifici scolastici sicuri occorrerebbero, subito, 13 miliardi di euro. Difficile, secondo Bertolaso, trovare i fondi. Certo, in Italia i danari pubblici sono destinati ad opere più urgenti come i nuovi bombardieri da utilizzare in Afganistan.
La ministra Gelmini trova inspiegabile che un soffitto possa crollare. Inspiegabile? Sono sbalordito. Io ci lavoro a scuola. Io. Ed io potrei incappare in un simile incidente, un giorno (seguono scongiuri non riferibili). Gli artefici della spoliazione della scuola, come la signora Maria Stella, cadono dalle nuvole quando si scopre, in maniera drammatica ed irrimediabilmente dolorosa, quanto i fondi destinati alla scuola pubblica non siano sufficienti nemmeno a tenere gli edifici scolastici in piedi, a non trasformarli in trappole mortali per coloro che li frequentano. Ragazzi, c’è davvero da essere colti da sbigottimento… anche perché Gelmini definisce la sicurezza a scuola una “priorità di tutti”. Siamo in un paese in cui la politica è trasformata in una parata di inutili e loschi figuri, donne da copertina patinata, dove è possibile dire ti amo al maiale mentre lo si scanna. Ed il bello è che il maiale ci crede.
Io a scuola ci vado ogni mattina, a fare il mio lavoro, come del resto fanno i miei colleghi. L’operazione finalizzata allo screditare il corpo docente, insieme a tutti gli altri dipendenti pubblici, è stata portata avanti dal signor Brunetta a sostegno di una manovra economica destinata a cancellare la scuola pubblica, cosa che, nella stragrande maggioranza dei casi, significherà buttarsi alle spalle l’istruzione di qualità. E probabilmente a parlare di nuovi incidenti mortali. Siamo tutti sbigottiti. Domani torniamo al lavoro sperando che sia economicamente possibile monitorare la staticità del nostro edificio scolastico, perché non venga giù al prossimo capriccio di Eolo.























 

 

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