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Notiziario


Divieto di pre-occupazione

di Massimiliano Forgione - 01/12/2008

Incapacità di reinventare un futuro ma soprattutto volontà netta e precisa di impedire che i giovani, deprivati da questi adulti burocrati, naturalmente arroccati sulle loro squallide posizioni per preservare i loro privilegi, possano solo permettersi di immaginare di averne uno, di futuro.
E poi, imprecisioni: quelle presenti nell’articolo apparso su L’eco di Bergamo di giovedì 27 novembre 2008; inizia così: Sono entrati col volto coperto nella tarda serata di martedì, riuscendo a conquistarsi la scuola in poco tempo e senza troppa fatica. Il liceo era ancora aperto, solo tre o quattro i bidelli in servizio, preside momentaneamente e fortuitamente fuori sede.
Poi, continua così: Una vera e propria task force di polizia (Squadra Volante e Digos), carabinieri e vigili del fuoco con il preside del liceo Cesare Quarenghi è piombata su un “Lussana pre-occupato”. Insomma, il preside c’era o non c’era? Era fuori sede, d’accordo, e poi è piombato assieme alle forze dell’ordine, perfetto. Ma cosa c’entrano il: momentaneamente e fortuitamente? E’ possibile non essere in sede, esprimendo i due infelici avverbi, ma piombare con le forze dell’ordine alle 6.30 di mattina annulla il valore semantico degli stessi. Sembra che la firma dell’articolo del giornale localistico sia troppo dedita a raccontare l’operato del dirigente piuttosto che quello degli studenti.
Arroganze: quelle del preside del Liceo Lussana e delle forze dell’ordine: una task force? Manco si dovessero liberare gli ostaggi in un’operazione antiterrorismo. Sdegni: degli studenti e dei loro genitori. Avevano organizzato una tre giorni di dibattiti sulla controriforma finanziaria Gelmini in Tremonti che cade sulla scuola come la scure di un boia, cineforum, gruppi di lettura e studio e si ritrovano ad essere trattati come delinquenti da un manipolo di cultori della repressione.
Non so, ma ritengo che la società, per come si debba evolvere e avanzare, non abbia bisogno di questi uomini che continuano ad occupare abusivamente posti dirigenziali, usando i loro mandati con arroganza, dispotismo, violenza.
Penso che tutta la parte buona della collettività, i giovani, debbano riappropriarsi delle proprie vite, dei propri destini, spodestare questi loschi figuri e, attraverso un nuovo slancio collettivo, riaffermare la capacità di decidere per se stessi.
Fintanto che ciò non avverrà, saremo ostaggi della mediocrità e continueremo a pagare il prezzo di questa stagnazione soffocante.























 

 

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