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No al razionamento degli incentivi fiscali per le energie pulite

di Fabio Salviato presidente di Banca Popolare Etica - 11/12/2008

L'investimento in energie pulite e rinnovabili è una delle sfide da cui maggiormente dipendono le possibilità di uscita dalla grave crisi economica globale e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta.
Il Governo italiano - con la scelta di razionare i bonus fiscali concessi a chi, cittadino o impresa, investe per il risparmio energetico - condanna ancora una volta il nostro Paese a restare indietro e a perdere un'importante opportunità. Le disposizioni contenute nel così detto decreto anti-crisi trasformano quella che era una misura strutturale in una sorta di lotteria, in cui chi arriva prima otterrà lo sgravio fiscale a prescindere da qualunque valutazione sulla qualità e l'impatto reale degli interventi di risparmio energetico adottati.
A credere nell'hi-tech verde come chiave di volta per sostenere l'economia reale non sono più solo gruppi di nicchia di ambientalisti e illuminati cittadini, ma molte delle principali istituzioni mondiali: l'Unione Europea nel piano anti-crisi varato una settimana fa ha raccomandato investimenti in questo senso, così come ingenti risorse sono state promesse dal presidente eletto degli USA, Barack Obama che vuole creare 2.5 milioni di posti lavoro nel settore ambientale. Il Governo francese ha stanziato 4 miliardi di euro per ristrutturare 800.000 alloggi popolari con l'obiettivo di ridurre il consumo per mq ma anche nella certezza che il risparmio energetico può diventare volano produttivo, mettendo in moto un settore più che mai strategico e innovativo.
I più autorevoli economisti (si veda ad esempio Jeremy Rifkyn) hanno già tracciato modelli che parlano di terza rivoluzione industriale: dopo il carbone e il petrolio (le cui disponibilità sono sempre più limitate) il sistema produttivo del terzo millennio dovrà caratterizzarsi per un uso più consapevole e razionale delle risorse energetiche, che dovranno essere necessariamente pulite e rinnovabili.
Le prese di posizione internazionali delle ultime settimane avevano fatto intravedere tra le oscure nubi della crisi la luce di una possibile vera accelerazione verso l'ingresso in questa nuova era, ma in Italia è di nuovo calato un buio pesante. L'aver promesso di eliminare la retroattività dai tagli agli incentivi per gli interventi di risparmio energetico abolisce una palese violazione di diritto, ma nulla cambia nella sostanza di una misura miope e pavida sui temi ambientali che sono oggi tutt'uno con la sopravvivenza e sostenibilità del sistema produttivo. In tempi di crisi si infligge un grave danno economico al settore della produzione di pannelli solari che in Italia si sta sviluppando in fretta con l'installazione di molti nuovi impianti.
Davanti a una scelta tanto sbagliata del Governo nemmeno l'opposizione è riuscita ad andare oltre qualche timida rimostranza, forse perché troppo occupata a combattere la battaglia (di portata assai minore) per il canone della pay-tv.
Banca Popolare Etica – con la sua Fondazione culturale e la sua società di gestione del risparmio, Etica sgr – lavora da 10 anni raccogliendo il risparmio di cittadini attenti e responsabili e investendolo per dare sostegno a iniziative dall'alta valenza sociale e ambientale. L'Italia che incontriamo e che sosteniamo ogni giorno è ben più coraggiosa, creativa e lungimirante dei Governi che la rappresentano: abbiamo finanziato moltissimi cittadini per l'impianto di pannelli fotovoltaici e imprese impegnate nella sostenibilità ambientale. Il fotovoltaico finanziato dalla sola Banca Etica ha prodotto in un anno 1.534 mila KWh evitando così 814 tonnellate di CO2, 318 tonnellate equivalenti di petrolio, 2.301 kg di ossidi di azoto. E sono tanti i cittadini e gli imprenditori che ci chiedono un sostegno per investire in questa direzione a cui non possiamo dare risposta a causa delle nostre dimensioni ancora ridotte, nonostante una crescita costante del 20 per cento annuo. Oggi ci sentiamo di parlare anche a nome di questa Italia nel chiedere al Governo di modificare il decreto che raziona il bonus energia e di tendere la mano a quella parte del Paese che vuole essere più attenta all'ambiente e che vede nelle energie pulite non una dolorosa necessità ma una concreta possibilità per risparmiare, per creare posti di lavoro. Nella nostra mission c'è l'educazione all'uso intelligente e responsabile del denaro, e questo vale anche e soprattutto per il denaro pubblico.























 

 

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