Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Notiziario


Investire nei Mercati Emergenti: Rischi e rendimenti.

di BENOIT III NESTOR MBONDO - 02/10/2007

L'interesse sempre più forte manifestato dagli investitori stranieri verso i mercati emergenti è in parte spiegato dal miglioramento del clima d'investimento che regna in questi paesi. Quest'ultimo raccoglie molti fattori fra cui l'ambiente legale, l'ambiente politico, la trasparenza finanziaria e le politiche di partecipazione straniera.
Analizzando il rischio paese, come misurato da International Country Guide (ICRG), osserviamo che è composto da tre varie forme di rischio:
- Rischio politico (50%) che riflette: la stabilità del governo, le condizioni socioeconomiche, la presenza dell'esercito in politica, le tensioni etniche e religiose, i conflitti interni ed esterni, e lo sviluppo dei partiti politici;
- Rischio finanziario (25%) che riflette: il debito esterno in % del PIL, il saldo della bilancia corrente in % delle esportazioni, la stabilità del tasso d'avvicendamento, il rapporto di liquidità internazionale;
- Rischio economico (25%) che riflette: il PIL pro capite, la crescita del PIL, l'inflazione, il saldo della bilancia corrente in % del PIL;
Per i paesi in sviluppo la decisione di aprire i loro mercati dei capitali agli stranieri è cruciale per garantire una crescita più veloce ed un miglioramento del livello di vita. Il grado di apertura dei mercati di capitali è un fattore importante ad osservare per due ragioni. Primariamente, i mercati sopravvivono a patto di avere la capacità di attirare e di trattenere delle sorgenti di capitale a lungo termine. Secondariamente, si tratta di un barometro dell'impegno del governo verso i politici di liberalizzazione. Un gran numero di paesi ha ridotto o ha eliminato quasi tutte le restrizioni all'investimento imposto agli stranieri. Tuttavia, altri mercati come quelli della Cina, la Malaysia e l'India rimangono ancora più tra i chiusi agli investitori stranieri.
I mercati emergenti (ME) rappresentano oggi circa il 39% del PIL mondiale rispettivamente ai mercati sviluppati che ne rappresentano 55%. In termini di PIL, la Cina e l'India occupano rispettivamente il primo e il secondo posto nella classifica dei mercati emergenti (con le migliori crescite reali) e il terzo e il quarto posto nel mondo.
Per quanto riguarda l’Africa, l'agenzia di quotazione internazionale Standard & Poor's, definisce i suoi mercati borsisti, escludendo la Borsa di Johannesbourg (JSE), come dei mercati frontiere perché sono più piccole, in termine di capitalizzazione borsista, e meno liquido, in termine della possibilità che un investitore ha di liquidare velocemente i suoi attivi, rispetto ai mercati detti emergenti. Il mercato frontiera è generalmente più rischioso del mercato emergente ma tuttavia, malgrado gli handicap ed i rischi reali ma sopravvalutati largamente dagli attori finanziari, i mercati africani offrono in generale delle opportunità di rendimento nettamente più interessanti di quelle offerte dai mercati emergenti più importanti.
Molti mercati emergenti, come il Pakistan, l'Indonesia e la Colombia, rimangono molto rischiosi anche se hanno conosciuto un miglioramento durante gli ultimi cinque anni. È però interessante constatare che altri mercati, come Taiwan, Corea del Sud, ed il Cile, presentano un rischio paese che è abbastanza basso, più basso di quello degli Stati Uniti. Se siete interessati ad avere maggiori informazioni sui mercati emergenti, potete visitare alcuni siti internet: www.marketresearch.com; www.afrology.com; www.countryrisk.com; http://jolis.worldbankimflib.org























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente