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COME TI CONTROLLO IL MONDO di nascosto…..

di Adriano Licini - 21/11/2009

Privilegia ne irroganto: non devono essere proposte leggi private relative alla gestione del servizio idrico.
Il 4 novembre il Senato, la Camera il 18 novembre 2009, hanno votato ed hanno approvato l’art. 15 del DL 135/09 con il quale viene ratificato che i servizi pubblici locali, trasporti, rifiuti, acqua, sono di rilevanza economica.
I Comuni dovranno mettere a gara almeno il 40% della quota azionaria mentre le attuali multiutylity quotate in borsa dovranno, entro il 2015, dare ai privati il 70% del capitale societario e di conseguenza, tutta la gestione del servizio idrico con decorrenza dal 2011 sarà governata da società a capitale privato.
Pertanto l’affidamento di questi servizi, obbligatoriamente, avverrà tramite gara pubblica. Ogni cambiamento politico-partitico si propone come obiettivo di creare il nuovo-legislatore, di produrre nuove norme e nuove leggi condivise dai partiti di maggioranza, come da programma politico precedentemente stabilito. Di fatto questo governo non ha fatto altro che legiferare su ciò che era nel programma precedentemente concordato riguardante il piano economico finanziario del Paese. Il progetto di questo governo è quello di demolire lo Stato pubblico, proponendo la creazione e la configurazione di uno Stato federalista oligarchico-imprenditoriale, finalizzato a confiscare i servizi pubblici ai Comuni praticamente tutti indebitati con le banche.
Con la privatizzazione della gestione dei servizi idrici, alcuni “pensatori e uomini di partito”, hanno scritto su alcune testate giornalistiche che, a fronte di questa nuova legge 135/09, auspicavano la costituzione di un’authority - modello inglese - che controlli l’operato degli imprenditori che andranno a gestire il servizio idrico in Italia.
Per un attimo ho immaginato la formazione di questa authority ipotizzando alcuni nomi: Chicco Testa, Realacci, Padoa Schioppa, Fitto, Brunetta, Bersani, Calderoli, Maroni, Alfano, ecc. Un bel gruppo fotografico di rappresentanti della società civile che ha a cuore soprattutto la difesa del Bene Comune! Preferirei invece che, anziché costituire un’authority, in tutti i comuni d’Italia venisse istituito un comitato territoriale di controllo sul servizio idrico, costituito da cittadini non controllati dai partiti politici.
Tale comitato di controllo potrebbe essere eletto direttamente dai cittadini, i quali conferirebbero ai rappresentanti eletti un mandato biennale non rinnovabile. Esso dovrebbe interagire direttamente con la Prefettura (per vigilare sui costi inerenti al consumo dell’acqua), informare i cittadini sulla qualità dell’acqua che scende dai rubinetti, valutata attraverso analisi chimiche e batteriologice, con pubblicazione della certificazione nella bacheca comunale accessibile a tutti i cittadini.
L’acqua è un bene naturale e come tale è un diritto che supera il riconoscimento del legislatore, in quanto diritto indivisibile dall’uomo.
L’acqua è un diritto, non un bisogno, non è un bene da trattare come un interesse economico. Qualsiasi governante deve garantire il diritto all’acqua ad ogni essere vivente. A tale riguardo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che ogni persona deve poter usufruire quotidianamente di una quantità d’acqua non inferiore ai 50 litri.
Nell’antica Civitas dove il bene acqua era sacro, i cittadini avevano stabilito un consumo medio per abitante di oltre 280 litri al giorno!
Il diritto romano (ius civile) è un documento di giustizia e come una luce può ancora rischiarare ambiti oscuri della vita sociale odierna. Ricostituiamo la nuova polis – il nuovo municipio – inteso come concetto di democrazia partecipativa, organizzazione di cittadini liberi e partecipi della vita quotidiana della città, proponendo uno stile di vita più parsimonioso, più attento ai bisogni quotidiani di tutti i cittadini, caratterizzato da solidarietà nei confronti del “diverso”, attento all’integrazione di chi desidera entrare a far parte della nuova polis.
E’ vero che i bilanci dei Comuni in Italia sono in passivo, è vero che le reti idriche sono dei colabrodo e che la dispersione idrica è ormai pari ad un terzo della portata di acqua immessa nelle tubature ed è anche vero che nell’ultimo anno il costo dell’acqua ha registrato un incremento medio del 5,4%.
Tutto questo non giustifica le dichiarazioni fatte dal presidente di a2a Zuccoli ad un convegno organizzato da Confindustria di Sondrio il 16 aprile 2009 che ha proposto, con l’appoggio dell’allora presidente della Provincia di Sondrio senatore Provera della Lega Nord: “Il modello misto per la gestione del servizio idrico integrato: Pubblico in quanto interesse diffuso, Privato in quanto apporta professionalità e denaro, ovviamente con l’affidamento di gestione ed erogazione.”
Zuccoli è stato un veggente…? Oppure era stato già tutto concordato?
La legge 135/09 decreta il cambiamento radicale delle funzioni dei Comuni e delle Regioni, sancisce di fatto un ritorno alle Signorie.
Avremo come gestori del servizio idrico i vari Tronchetti Provera, Della Valle, Montezemolo, Caltagirone, Berlusconi, Benetton, ecc, coperti da banche a loro affiliate e garantiti dalla Compagnia delle Opere oppure da Legacoop?
Questi personaggi saranno deputati ad erogare l’acqua potabile dai nostri rubinetti stabilendone il prezzo secondo il criterio del profitto?
Non credo che occorra essere degli economisti per capire che questo progetto economico è frutto di un mercato profittatore, architettato nei salotti finanziari che contano, dettato da poteri economici visibili. C’è un altro potere economico delle grandi aziende sovranazionali, non visibile, molto inquietante, strategico, pericoloso, è il potere delle lobby legate all’energia, al petrolio, alle centrali nucleari, allo smaltimento dei rifiuti tossici-radioattivi. E’ il potere delle lobby del cibo, acqua, ogm-ecc. E soprattutto è il potere della lobby del sistema finanziario globale: sono le grosse banche che controllano tutto il sistema bancario. Da qui partono i diktat, le direttive importanti, quelle che fanno cambiare gli stili di vita alle persone canalizzandole su logiche esclusivamente di mercato.
Per controllare una nazione ci deve essere chi agisce operativamente sul campo per far applicare queste disposizioni, l’attore principale sarà il politico di turno che, con la sua abilità oratoria ed in nome di una ragione di stato, legiferando renderà esecutivo il programma economico, politico e sociale già concertato e negoziato con il potere finanziario. Questo è il prezzo per poter governare. La Conferma è la legge 135/09.
Non c’è che dire: è il meccanismo del dominio perfetto, che lascia credere ai cittadini di vivere nella democrazia.
Questa è la reale situazione social-economico-politica in cui viviamo: uno Stato che non esiste più.
Detto ciò ritengo importante ricordare Rousseau nel suo Contratto Sociale: “Un contratto tra governati e governanti, ove il potere politico si fonda su un contratto sociale che pone fine allo stato di natura, segnando l’inizio dello stato sociale e politico. Nel momento in cui il patto viene violato, il potere politico diventa illegittimo, per cui il diritto di resistenza e ribellione viene legittimato.”























 

 

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