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Trenzano, lega e razzismo

di M.A. - 15/12/2009

Bisogna riconoscere ai leghisti la capacità di esprimere al meglio quel “razzismo creativo” che li porta a proporre sempre soluzioni originali e mai banali per marcare il proprio territorio, per portare avanti la loro politica xenofoba ed anti islamica, omofoba ed anticlandestini, antimeridionale e discriminatoria a seconda dell’occorrenza. E proprio per rimarcare il valore locale della lega il genio creativo della novella padania trova il massimo dell’espressione proprio nei piccoli comuni del nord, dove politici locali, assessori d’assalto e sindaci rampanti emergono agli onori della cronaca con iniziative al limite dell’istigazione all’odio razziale. E così, lontani da Roma, i politici della lega appaiono molto diversi da quelli seduti sugli scranni della Capitale ormai intenti a salvare il “papi” o i potenti di turno dalla giustizia.
La lega ruspante trova i suoi esponenti rappresentativi nel sindaco piemontese che presenta la sua sagoma di cartone da vigile per spaventare gli automobilisti e che conduce una personale guerra contro il burqa e le moschee, o il sindaco che vieta l’elemosina o quello diventato tristemente famoso per l’operazione di pulizia etnica natalizia “White Crhistmas”. E la ribalta arriva, con le interviste giornalistiche, le manifestazioni di protesta e i servizi di costume. Il sindaco abbronzato lascia la sua sagoma di cartone per le strade del suo paese e diventa ospite fisso a trasmissioni televisive dove conta l’urlo e l’insulto, risultando pienamente a suo agio nella televisione del “rutto” e riuscendo ad alimentare la sua notorietà ed il consenso “bulgaro” fra i suoi cittadini. Basta trovare un nemico, urlare, insultare ed il giuoco è fatto.
E così il “razzismo creativo” dilaga, nuovi riflettori sono pronti ad illuminare la scena dei nuovi xenofobi.
A Trenzano un paese di poco più di 5000 abitanti in provincia di Brescia gli amministratori hanno avuto la splendida idea di contrastare la nascente associazione culturale islamica. Il nemico è individuato, nulla di originale, i soliti islamici, terroristi e barbari che vanno zittiti. Da un po’ di tempo, nel nome del crocifisso, i nuovi crociati leghisti hanno individuato nell’Islam il nuovo nemico. A Trenzano avranno pensato che un po’ di pubblicità non avrebbe fatto male, e così il genio creativo padano ha partorito un altro capolavoro giuridico. Per fermare l’invasione islamica il Consiglio comunale presenta una mozione con la quale si impone che nei circoli e nelle associazioni durante le riunioni non si utilizzino “lingue straniere”. Geniale!
Peccato che secondo la responsabile dell’Associazione culturale Islamica la finalità principale rimane l’insegnamento dell’arabo ai figli degli immigrati presenti in Italia e quello dell’italiano agli immigrati giunti nel nostro paese. Certamente per molti leghisti ogni tentativo di integrazione è un pericoloso atto di terrorismo.
Ma intanto il teatrino va avanti, i riflettori si accendono e lo stesso “Annozero” di Santoro è pronto a parlare del “fenomeno” Trenzano. Il sindaco entrerà nel nuovo circuito mediatico, forse avrà anche lui la possibilità di presentarsi abbronzato e sorridente negli studi per gettare odio sui diversi e per individuare nuovi nemici sui quali costruire la propria fortuna politica.
Nasceranno comitati, gruppi di indignazione ai quali si iscriverà di diritto l’ex assessore leghista di Trenzano che definisce vergognosa la mozione. E’ solo un dettaglio che l’indignazione nasca dal fatto che l’ex assessore risulta il proprietario dei locali destinati all’associazione islamica. Insomma per qualche soldo ci si può indignare, basta girare il crocifisso dall’altra parte e pensare che ci sarà tempo per una nuova crociata.
E intanto a pagare rimangono sempre i più deboli.























 

 

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