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Il legionario

di MA - 21/01/2010

Le camicie verdi sono sempre più nere. Ce lo ricordano giorno dopo giorno i deliri dei leghisti che, come Gentilini, sono lontani dai salotti romani e non hanno paura di mostrarsi per quello che sono realmente nell’animo: nostalgici fascisti. Onore alla franchezza, alla faccia dell’ipocrisia in doppiopetto dei noiosi leghisti governativi.
Ai margini di un vertice sulla sicurezza a Treviso, il vice sindaco, lo “sceriffo” Giancarlo Gentilini ha detto senza mezze parole che le ronde sono insufficienti. Di fatto ha sconfessato la politica sulla sicurezza del governo nel quale siedono i suoi compagni di merende ed in particolare le norme fortemente volute dal povero Maroni.
Licenziati i vegliardi con il giubbotto catarifrangente relegati ormai a disciplinare il traffico davanti agli asili e alle scuole, il vice sindaco di Treviso teme che la crescente disoccupazione nel suo territorio, da sempre dipinto come un eden di sicurezza e ricchezza, possa favorire l’aumento dei crimini al patrimonio.
Basta folcloristici ometti con le divise sgargianti, Lui vuole: “sulle strade jeep che girano di giorno e di notte, legionari e manipoli di prodi”.
Legionari e prodi pronti a sguainare le loro armi in difesa della cittadinanza. Non è più sufficiente avere ronde con mezzi inadeguati.
Avanti prodi la patria chiama.

Pronti a cantare la loro preghiera:
PREGHIERA DEL LEGIONARIO PATANO
Iddio, che accendi ogni fiamma e fermi ogni cuore
rinnova ogni giorno la passione mia per la patania.
Rendimi sempre più degno dei nostri politici, affinché
loro stessi -i più potenti- rispondano a noi:
"Coglioni"!
Nutrisci il mio spirito della tua saggezza
e il mio bottiglione di spirito di qualsiasi gradazione.
Fa più aguzzo il mio sguardo e più sicuro il mio piede
sui valichi sacri alla Patria, e se possibile dammi un suv anche km0:
Sulle strade, sulle coste, nelle foreste, negli uffici del Registro
e sulla quarta sponda, che già fu di Roma ladrona.
Quando il futuro assessore mi marcia accanto nei ranghi,
ch'io senta il suo portafoglio e la sua pancia piena.
Quando passano gli straccetti e le bandiere verdi,
che tutti i volti si riconoscano in quello della patania,
La patania che faremo più grande
portando ognuno la propria moglie al cantiere.
Oh Signore! Fa della tua Croce l'insegna che precede
il labaro della mia legione.
E salva la patania, la patania nel senatur,
sempre e nell'ora di nostra bella morte. (noi speruma)
E salva la patania, del senatur, dal senatur,
sempre e nell'ora di nostra bella morte (noi speruma)
Così sia. Così sia.























 

 

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