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Ciò che nella fiera VINITALY 2010 non si dice

di COORDINAMENTO PER IL RICICLO DEI RIFIUTI CONTRO L’INCENERITORE DI VERONA (CA’ DELBUE) - 08/04/2010

Attenzione, Verona! Che fine faranno i pregevoli prodotti agro-alimentari di Verona, quando il prossimo inceneritore di Verona brucerà almeno 500 tonnellate di rifiuti al giorno ed emetterà sostanze tossiche che inquineranno inevitabilmente anche il suolo?
Se sui terreni veronesi sarà accertata in futuro la presenza di sostanze molto dannose, chi in Italia e all’estero comprerà più i rinomati vini di Verona, i pandori e i dolci di Verona, i tortellini, gli animali da allevamento, la frutta e la verdura di Verona?

1. L’inceneritore o termovalorizzatore di Verona sorge in località Ca’del Bue, ai piedi delle colline veronesi, sulla sponda del fiume Adige, a 3 km di distanza dal centro di Verona e in prossimità dei popolosi paesi di San Martino Buon Albergo, San Giovanni Lupatoto, Zevio. Costruito alla fine degli anni ottanta, l’inceneritore di Verona (noto ai veronesi come l’inceneritore di Cà del Bue) è un esempio di “cattedrale nel deserto” costruito vicino al fiume Adige, in una zona ricca di falde acquifere e campi coltivati, a due passi dalla città scaligera, e in un’area densamente popolata. Su ricorso di uno dei paesi limitrofi, nel 1992 il Consiglio di Stato bocciò l'approvazione regionale all'impianto. Nel 1993, la “Mani Pulite “ veronese svelò la vera raison d’etre dell’impianto. Al centro di un giro di tangenti stimato in 105 miliardi di vecchie lire Ca’ del Bue si guadagnò la nomea di “madre di tutte le tangenti veronesi.’ Molti politici veronesi, compreso il sindaco Gabriele Sboarina, e tecnici dell’azienda municipale AGSM furono indagati. Alcuni di loro furono condannati e patteggiarono cause per alcuni miliardi di lire. Nell'autunno 1999, l'impianto fu messo finalmente in funzione. Emerse il primo problema: i macchinari per la selezione dei rifiuti prendevano fuoco. Nel maggio 2000 l’Agsm decise di svalutare l'impianto; il valore scese da 246 a 182 miliardi di lire. L'Ansaldo venne incaricata di sistemare l'impianto, ma continuarono i problemi ai forni. La resa si dimostrava troppo scadente e, dopo il collaudo del 2004, l'inceneritore venne spento.
2. Nato vecchio e al precipuo scopo di fare guadagnare soldi facili a politici e amministratori corrotti, l’inceneritore di Ca’ del Bue sembrava destinato alla demolizione. E invece no. L’inceneritore è finito nelle mani del sindaco Flavio Tosi (LEGA NORD), della Provincia e della Regione Veneto (in particolare dell’assessore regionale “veronese” Giancarlo Conta, PDL), che intendono farne un “inceneritore di bacino” in grado di incenerire 190.000 (centonovantamila) tonnellate di rifiuti all’anno, cioè, come minimo, circa 550 tonnellate al giorno. L’importo dell’appalto è pari a € 118.000.000,00 di euro (I.V.A. esclusa). Ecco cosa guadagnerà il vincitore dell’appalto, che ha durata di 25 anni:
- 201.250.000 milioni di euro dalla vendita di energia elettrica prodotta;
- 53.762.500 milioni di euro dai contributi pubblici CIP6 in 5 anni. Questi contributi pubblici sono estratti dalla bolletta dell’ENEL;
- 520.520.000 milioni di euro che i comuni del veronese pagheranno per il “conferimento”, cioè per portare rifiuti all’impianto. (Il costo è di 112 euro a tonnellata. Questi soldi li mettono i cittadini pagando l’imposta sui rifiuti).
Totale: 775.532.500 milioni di euro a fronte di un investimento di 108 milioni. Un bell’affare. Come è evidente, i profitti dell’inceneritore sono sicuri, perché pagati attraverso le tasse dei cittadini.
3. Ci sono molti motivi per dire NO all'Inceneritore di Verona (Cà del Bue):
1 - Il mondo scientifico afferma in modo unanime che gli inceneritori creano danni enormi alla salute e all'ambiente.
2 – L’inceneritore emetterà diossine che si depositeranno su tutto il territorio della provincia per secoli e senza possibilità di bonifica.
4 - Diossine ed altri inquinanti tossici creeranno danni incalcolabili su tutte le aziende di punta della provincia, compromettendo i prodotti tipici dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'agroalimentare. Ciò creerà danni incalcolabili anche all'immagine turistica di Verona nel mondo.
5 - Favorirà lo sviluppo di malattie polmonari e tumori che aumenteranno in modo esponenziale in tutti i veronesi.
6 - Esistono numerose soluzioni alternative all'inceneritore, già funzionanti ed economicamente vantaggiose per gli imprenditori. Verona deve puntare all'eccellenza nella sostenibilità e non al tornaconto di breve periodo perché i rifiuti devono essere trasformati da problema a risorsa.
7 - L'opinione pubblica e l'imprenditoria veronese non sono stati informati in merito all'apertura dell'impianto ed ai danni che esso causerà.























 

 

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