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Gestione Corretta Rifiuti

di Mirko Simonaio - 20/04/2010

Venerdi 16 aprile presso la Camera di commercio di Parma si è tenuto un convegno promosso dal Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti con l'intento di sostenere la politica del riciclo e di far desistere l'amministrazione locale nella ricorsa del profitto legato all'incenerimento. Tra i relatori, oltre all'onnipresente Carla Poli titolare del Centro riciclo di Vedelago, che ormai si può considerare una realtà del settore non più un centro sperimentale, vi erano: la D.ssa Patrizia Gentilini, oncologa dei medici ambientali dell'ISDE-Italia, la quale ha riferito che è quantificabile il costo ambientale di ogni singolo inquinante pertanto, si può stabilire il danno economico-ambientale e alla salute provocato da un inceneritore; il Fondatore del movimento Rifiuti Zero in Italia e vice-sindaco di Capannori Rossano Ercolini, che ha illustrato l'attività della rete e l'azione che si sta portando avanti a Parma; Enzo Favoino, agronomo e docente della scuola Agraria di Monza, esperto del Ministero dell´ambiente, già consulente del Comune di Trento che ha riferito dell'orientamento dell'Europa assolutamente in linea con la strategia dei "rifiuti zero", infine Paul Connett, che oltre ad essere un professore emerito di chimica ambientale all’Università St. Lawrence di Canton, New York, è l’ideatore della strategia “rifiuti zero”.
Negli ultimi venti anni si è occupato di rifiuti con particolare riferimento ai rischi collegati all’incenerimento ed allo studio di alternative più sostenibili. Le sue proposte non hanno nulla di eccezionale ma semplicemente si fondano su pratiche di buon senso maturate a seguito di uno studio dei processi che generano il rifiuto, che oggi è più corretto chiamare "materiale post consumo", in quanto un materiale diventa rifiuto solo quando esce dal ciclo circolare e non trova più alcun utilizzo. Tutto questo si traduce nell'estensione di responsabilità del produttore che costringe le imprese a ideare dei beni che siano completamente riciclabili. Questa collaborazione stretta, tra chi ricicla e chi progetta i beni di consumo "più attenti" all'ambiente: in Australia, Nuova Zelanda, California, ed in città come San Francisco, in Italia a Capannori, ha portato ad ottimi risultati che fanno ben sperare circa l'ambizioso traguardo dei "Rifiuti Zero" nel 2020.
Durante la serata in collegamento dall'America è intervenuto Jack Macy che è attualmente il Coordinatore commerciale del Programma Rifiuti Zero nel Dipartimento Ambiente della Città e della Contea di San Francisco. Jack vanta un’esperienza di 23 anni nello sviluppo e realizzazione di politiche e programmi di compostaggio, riciclaggio e gestione dei rifiuti a livello nazionale USA, come pure a livello locale e dei singoli stati, sia sulla Costa Occidentale che sulla Costa Orientale del continente americano. In precedenza è stato il Coordinatore per il riciclaggio dei residui organici della città californiana, ed in tale funzione ha contribuito in maniera decisiva a lanciare il primo programma di compostaggio su vasta scala negli Stati Uniti sia per le zone residenziali che per gli esercizi commerciali, svolgendo un ruolo di leadership nel valutare e sviluppare nuove tecnologie per il trattamento dei residui organici. Ha curato anche questioni più propriamente politiche e di indirizzo relativamente ai residui organici sia a livello locale che a livello statale. Fa anche parte del comitato direttivo del Consiglio della California per il Riciclaggio degli Organici, attivo sia a livello politico dello Stato che sul piano delle attività educative. Jack ha contribuito all’elaborazione della politica di San Francisco per il raggiungimento dell’obiettivo del 75% di raccolta differenziata e riciclo dei materiali post-consumo entro quest’anno.
Ora l’ obiettivo Rifiuti Zero in Discarica entro il 2020 sembra meno impossibile da raggiungere perchè la città dal 2007 ad oggi ha migliorato di 3 punti percentuali l’obiettivo che era del 72%. Macy ha suggerito agli amministratori locali di imporre l’uso di articoli riciclabili e compostabili nei 5000 servizi di ristorazione mettendo al bando l’uso di buste di plastica nei supermercati, sostituendole con sacchetti riutilizzabili, compostabili o confezionati con carta riciclata. In una città come san Francisco che produce 500 tonnellate al giorno di rifiuto umido si rende necessario studiare un piano che parta dalla ristorazione e dalle grande distribuzione.
Non molto tempo fa, con il suo contributo tecnico ha permesso l'approvazione della Legislazione Obbligatoria per il Riciclaggio e il Compostaggio che richiede ad ogni cittadino di San Francisco di separare tutto ciò che è riciclabile e compostabile dalla spazzatura che va in discarica. Nella serata ha ricordato che sono 3milioni le tonnellate annue di rifuti (solidi urbani, speciali e i fanghi di depurazione) prodotte da San Francisco, pertanto la scelta di un inceneritore non sarebbe una soluzione sostenibile in quanto priverebbe il sistema di risorse che attualmente vengono recuperate, contribuendo anche al risparmio energetico.
Anche Verona ha contribuito all'evento con una delegazione capeggiata da Mirko Simonaio, membro del Coordinamento per il Riciclo dei Rifiuti contro l'Inceneritore Di Verona, il quale ha riferito delle ultime iniziative intraprese dal Coordinamento, quali l'esposto alla Comuità Europea che rischia di fare condannare Verona dalla Corte di Giustizia Europea per il mancato rispetto delle emissioni di PM10 e l'interpellanza al Parlamento Europeo nella quale si chiede di far chiarezza nella "Faccenda" Ca'delbue.























 

 

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