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Anche questo inceneritore di nuova tecnologia inquina meno di un barbeque, ma viene sequestrato!

di Ambiente Salute Legalità Verona - 10/07/2010

Sotto sequestro l'inceneritore di Pietrasanta perché ha pesantemente inquinato il territorio di diossina e metalli pesanti. In provincia di Livorno si apprende dall'Ansa che sono stati posti i sigilli all'inceneritore di Falascaia, in località Pollino a Pietrasanta. Il sequestro, secondo quanto emerso, è stato disposto dall'autorità giudiziaria di Lucca ed è stato eseguito nei giorni scorsi. L'impianto di Falascaia in passato è stato oggetto di proteste da parte di ambientalisti, residenti della zona che si sono formati in comitati, e forze politiche che ne hanno chiesto la chiusura. Il provvedimento è stato disposto per ''inquinamento ambientale''. Considerato un impianto di incenerimento sicuro, perché dell'ultima generazione (di quelli che a detta degli esperti, inquinano meno di un barbeque).
Aperto nel 2002, 110 mila le tonnellate trattate annue, nel 2008 lo sforamento dei livelli di diossina era stato di 4 volte i limiti di legge, e addirittura si ipotizzò che si fosse costruito un software che manometteva i dati per mantenerli nei termini consentiti. I soliti controlli, aggiornamenti, rassicurazioni, tutte parole che si dimostrano ancora una volta inattendibili!
La commissione speciale di inchiesta non aveva portato da nessuna parte e tutti si erano detti tranquillizzati, al punto che il presidente della commissione Paolo Marcheschi aveva chiosato, “servono, non solo in questo impianto, maggiori controlli per monitore al meglio la qualità delle emissioni e per tranquillizzare le popolazioni. Nel caso specifico, il nuovo gestore dell’impianto di Falascaia, subentrato nell’esercizio da circa un anno, si è dimostrato disponibile ad aumentare i controlli e a collaborare con gli enti preposti per un monitoraggio più puntuale ed efficace delle emissioni”. Non potevano invece stare tranquilli i cittadini versiliesi, non dovevano proprio. E oggi la magistratura ha messo la parola fine alla storia dell'inceneritore con il sequestro di tutto l'impianto. Sigilli posti dalla Procura di Lucca con l'ausilio della polizia forestale, provinciale e comunale in località Pollino dove fino a ieri era in funzione il mostro inquinatore.
Sembra di vivere in anticipo ciò che si preannuncia possibile anche qui Verona visto che abbiamo trovato documenti che provano la volontà di costruire forni capaci di bruciare quantità quasi doppie a quelle di funzionamento ordinario per far fronte a casi di “mutuo soccorso” tra gli impianti veneti. Non ci stancheremo mai di ripetere che Verona non può permettersi di bruciare più alcunché, le nostre emissioni sono ormai fuori controllo e ampiamente fuori legge in base ai limiti imposti dall’Europa. E’ ora che i nostri amministratori prendano decisioni lungimiranti che portino ad un serio piano per poter rientrare presto nella legalità e nella salubrità. Prevedere impianti industriali di questo tipo a pochi chilometri da centro cittadino, che bruci rifiuti di altri comuni e province non è una politica di riduzione delle emissioni e del PM-10.
L'inceneritore di Falascaia viene chiuso dopo 15 anni di lotta (iniziata ancora prima della realizzazione avvenuta nel 2002) dei cittadini e dei comitati che avevano nel tempo denunciato innumerevoli volte lo sforamento dei limiti di legge e gli inquinamenti del territorio.
Nonostante tutto quello che succede nelle varie province d'Italia il business viene messo prima dell'interesse dei cittadini.























 

 

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