Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Notiziario


Il dolce volto della lega

di MA - 03/09/2010

I leghisti sono sensibili e non riescono a sopportare la vista degli emarginati e dei derelitti. Forse lo erano anche i nazisti quando la loro pietas li spingeva a rendere fumo i volti scavati degli ebrei.
Passano i tempi, gli stessi leghisti si addolciscono, anche se i metodi rimangono gli stessi. Anni fa Gentilini auspicava vagoni piombati per rispedire a casa i clandestini, ma erano i tempi della lega dura e pura, quella da barricata e lotta estrema. I tempi sono cambiati, la lega è ora al governo, imbraccia il crocifisso e si candida come l’unica vera portatrice sana dei valori del cristianesimo. Cambiano i toni e così il presidente della Provincia di Bergamo, il leghista Pirovano durante la “Bèrghem Fest” di Alzano davanti al solito popolino acclamante ha affermato: “Vedo troppi straccioni per le strade che chiedono la carità, gente che sicuramente in tasca non ha il permesso di soggiorno”, ed ecco la nuova ricetta “da caricarli sui pullman e, poi, sui charter”.
E’ questa la nuova linea della lega democristiana, la deportazione deve avvenire con mezzi confortevoli e moderni, anche la forma va salvaguardata, giusto per non scandalizzare le madamine con il fularino verde in prima fila che questa mattina hanno fatto la comunione.
Nazisti sì, ma con classe.
E poi è seccante avere questi mendicanti per strada, dovere dar conto alla propria coscienza.
E poi il buon Pirovano sa cosa è il significato dell’etica.
Da una parte i leghisti vogliono con determinazione le impronte degli immigrati e dei bambini rom e dall’altra si indignano quando viene introdotto il riconoscimento dell’impronta per le votazione in Parlamento.
Ed il buon Pirovano cosa fa? Si fa beccare il 27 luglio 2009 mentre vota alla camera e contemporaneamente risulta presente nella giunta bergamasca. I leghisti si sono sempre posti come i più accaniti difensori della pulizia morale nella politica, quelli che contrapponevano al clientelismo e agli imbrogli romani la superiorità morale della padania.
Ed il buon Pirovano cosa fa? Si fa beccare in qualità di sindaco di Caravaggio a finanziare per cinque anni con soldi pubblici una scuola “padana”. Verrà condannato insieme alla sua giunta dalla Corte dei Conti a restituire 251.000 euro.
Non per ultimo il buon Pirovano si fa beccare dalle Iene http://www.youtube.com/watch?v=4GXzVarfWZ8 per avere il “culo su due poltrone”.
In pratica il buon Pirovano viene accusato di detenere due incarichi incompatibili (deputato e Presidente della Provincia di Bergamo). Sicuramente con l’aiuto di qualche compiacente “pianista” del partito il buon Pirovano sarebbe riuscito a conciliare i due impegni.
Ma il buon Pirovano si indigna ed è giustamente scocciato dei mendicanti per strada. Noi che siamo ancora più buoni e più dorotei dei leghisti auspichiamo invece viaggi confortevoli in lidi lontani per tutti quei politici che infangano la dignità della nostra Italia, quelli che con lo straccetto verde nel taschino cancellano la coscienza e la memoria della nostra gente.
Riportiamo a proposito delle dichiarazioni di Pirovano alcune frasi di Don Rosmini della Curia di Bergamo (da un articolo de “L’eco di Bergamo”).
“Essere solo indignati per le dichiarazioni espresse in questi ultimi tempi da persone con responsabilità sociali non basta più. Chi parla con superficialità e senza rispetto dei poveri, non ne è degno, perché non li conosce e non li ha mai incontrati nel vero senso del termine”.
“Non hanno ancora capito, queste persone, che non dipende dal colore della pelle, né dalla nazionalità, né dalla posizione sociale l’essere titolari di diritti, ma è conseguenza dell’essere persona umana. Neppure il consenso accordato dalla maggioranza della gente a questa o quella idea di politica può negare o togliere qualcosa a tale diritto. Le persone, anche se vivono in una situazione di miseria e sono vestite malamente, hanno sempre una dignità che va considerata e rispettata”.
“Abbiamo il dovere di educare alla tolleranza e alla condivisione. Il silenzio sulle reali possibilità in atto circa l’inclusione e l’inserimento sociale dei poveri favorisce un clima di incertezza e intolleranza”.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente