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Lettera aperta a Gianangelo Bof, sindaco leghista di Tarzo

di MA - 11/10/2010

Gentilissimo Gianangelo Bof, Sindaco di Tarzo, mi accingo a scriverLe questa lettera aperta per complimentarmi con Lei, e questo, mi creda, non è un fatto usuale. In primo luogo perché Lei è un sindaco leghista ed in secondo luogo perché il suo gesto non meriterebbe plauso in quanto dovrebbe risultare un atto dovuto nel rispetto delle regole della convivenza e dell’integrazione. Ma come già detto Lei è un politico leghista e noi del Movimento antilega da anni combattiamo democraticamente, attraverso un’opera di informazione in rete, i deliri che molto spesso i Suoi colleghi di partito portano avanti attraverso iniziative xenofobe, razziste e discriminatorie.
E è per questo che i nostri complimenti sono sinceri e sentiti.
In tempi di mense negate, di disabili discriminati, di diritti disattesi il suo semplice gesto assume un’importanza particolare.
Lei stesso ha affermato che la sua decisione di pagare le rette scolastiche ai bambini immigrati è stata oggetto di diverse critiche, che non azzardo immaginare provenire dal suo stesso partito. Ha scelto una strada tortuosa sicuramente poco comoda. Sicuramente non la vedremo da ospite nei salotti televisivi a sbraitare l’odio nei confronti degli islamici o degli omosessuali. Sarà difficile prevedere per lei una brillante carriera nel Suo partito, perché l’iniziativa che l’avvicina alle cronache è un pensiero per niente leghista, da leghista.
Abbiamo particolarmente apprezzato l’approccio al problema. Nessun idealismo o retorica di buonismo. Puro pragmatismo. L’ha definita un’“operazione necessaria” e l’ha giustificata dicendo che l’integrazione di quei bambini avrebbe facilitato l’inserimento nella comunità. Lei ha testualmente affermato: “Metteremo questi bambini in grado di arrivare alle elementari con buona padronanza di italiano, capaci di seguire le lezioni fin da subito, di parlare liberamente con i loro coetanei”. “parlare liberamente” è un espressione incredibilmente forte di questo tempi, mi creda.
Lei parla da amministratore e ha capito che gestire una comunità significa coglierne i segni di cambiamento, le dinamiche sociali che portano alla trasformazione e all’evoluzione della comunità stessa. Gestire una collettività significa in primo luogo creare il senso stesso dell’appartenenza attraverso una condivisione di obiettivi e di un rafforzamento dell’aggregazione che non può passare attraverso prove di forza e di divisione.
Lei parla da amministratore che ha capito che una cittadinanza si rinsalda attraverso operazioni di accoglienza e non attraverso campagne di odio che dividono e frammentano la stessa struttura sociale del paese.
Lei parla e agisce da amministratore illuminato perché dice e fa cose semplici ed ovvie in un Italia in cui non c’è più niente di scontato e di ovvio, dove tutto è strumentalizzato per favorire una fazione o per alimentare le paure e su di esse costruire le proprie fortune politiche.
Lei va controcorrente, ma me lo lasci dire, Lei non lo fa da leghista. Continui sulla sua strada. Ha promesso un nuovo stanziamento per facilitare l’ingresso dei bambini extracomunitari negli asili del paese. Vada avanti, si aspetti delle critiche e probabilmente delle rappresaglie dal suo stesso partito. Noi seguiremo con molto interesse il suo impegno “non leghista” da leghista.
Con stima























 

 

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