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Ultime dalla Siria

di Filippo Ortenzi - 08/10/2012

Continua in Siria la guerra terroristica per rovesciare il regime di Bashar Al Assad e trasformare quell’antico paese dove da secoli convivono religioni (musulmani: sunniti, sciiti, alawiti, ismaeliti sette eretiche quali i drusi e gli yezidi, cristiani delle varie confessioni cattoliche ed ortodosse ed ebrei) e popoli diversi (arabi, siriaco-arameni, armeni, kurdi, assiro-caldei) in un Califfato Islamico arabo-sunnita (gli arabi-sunniti rappresentano circa il 75% della popolazione).
Il quotidiano online Gramma Internacional del 1 agosto scorso ha denunciato la presenza in Siria di circa 60.000 mercenari stranieri e pochi giorni dopo sul sito online Italian.ruvr.ru si poteva leggere che la Siria sta diventando sede di mercenari stranieri, e l’arresto ad Aleppo da parte dei soldati dell’Esercito Arabo Siriano di un gruppo di ufficiali turchi e sauditi inviati a dare supporto logistico ai ribelli ne è stata la prova più evidente. Sul giornale “La Voce della Russia” il prof. Vitaly Naumkin, direttore dell’Istituto Orientalistica delle Scienze Russe, prima ancora che le truppe regolari siriane avessero arrestato istruttori stranieri, già aveva avvertito che i mercenari e terroristi che operano in Siria venivano addestrati da istruttori provenienti da paesi arabi (specie Arabia Saudita e Qatar) e dalla Turchia, quest’ultima per altro, oltre ad addestrare i ribelli nei campi profughi allestiti al confine con la Siria, in questi ultimi giorni sta facendo di tutto per cercare un casus belli tale da permettere alla NATO d’intervenire militarmente contro la Siria.
Delle violenze, delle pulizie etniche perpetuate contro le minoranze (tanto che ad Aleppo cristiani, armeni ed alawiti si sono armati per difendersi dai terroristi del cosiddetto Esercito Libero Siriano) non si ha alcuna notizia, come delle prese di posizione di tutti i patriarchi delle Chiese Cristiane presenti in Siria contro l’appoggio occidentale ai ribelli, la cui vittoria causerà come in Iraq l’esodo delle minoranze cristiane che, prima protette dal regime di Saddam Hussein, ora sono in balia dei terroristi islamici. E che dire dell’avversione dei terroristi sunniti alla cultura, come in Afghanistan le Scuole sono uno degli obiettivi dei ribelli, che soltanto l’anno scorso hanno ucciso oltre 30 insegnanti e devastato o distrutto oltre 1.000 scuole, o dell’avversione dei terroristi sunniti verso le altre minoranze, tanto che promettono lo sterminio degli alawuiti (la setta islamica sciita-esoterica del Presidente Al Assad) e l’espulsione dei cristiani, e non solo come ultimamente dimostra anche l’assalto dei terroristi alla città curdo-siriana di Qamishili?
Che i terroristi operanti in Siria siano prevalentemente stranieri lo hanno confessato anche i servizi segreti tedeschi, tanto che il BND ha calcolato che circa il 95% dei combattenti anti-regime sono stranieri e 17.800 provengono dalla Penisola Arabica (prevalentemente sauditi, la stessa nazionalità di Bin Laden). Nelle ultime settimane la situazione è andata peggiorando, altri 5.000 mercenari stranieri (per lo più veterani jihadisti d’Iraq, Yemen e Afghanistan, prevalentemente di nazionalità saudita, cecena, tagika, turca e libica) si sono infiltrate dalla Turchia con l’aiuto ed il supporto dell’Esercito Turco, come ha denunciato il Ministro all’Informazione del Governo Siriano Omran al-Zoubi, la qual cosa è stata riconosciuta anche da fonti turche, quali l’amm. Turker Erturk ex comandante dell’Accademia Navale Turca e l’on. Mehmet Ali Edibaglu del Partito Repubblicano del Popolo (laico-kamalista) che ha denunciato la presenza di colonne dell’esercito turco che al confine rifornisce di armi i ribelli. Le stesse fonti saudite non negano presenze di propri cittadini tra le file dei ribelli, tanto che il quotidiano “Al Sharq” ha quantificato in oltre 6.000 i combattenti del regno che lottano per l’instaurazione di uno Stato Islamico in Siria e, contestualmente dal Libano si stanno infiltrando miliziani qedisti, come ha confessato in un’intervista al quotidiano britannico l’imam libanese Omar al-Bakri (precedentemente predicatore in una moschea di Londra) per il quale sono diverse migliaia i militanti dell’organizzazione che si sono infiltrati in Siria con l’obiettivo di sterminare le minoranze non sunnite ed restaurare il Califfato di Damasco.
Tutto ciò nel più assoluto silenzio dei media occidentali e con l’avallo dei vari Governi, quali in nostro che ha negato il visto a tre parlamentari siriani (Waell Al Ghabra, Sameer Al Khateeb e la cristiana Maria Saadeh) invitati dalla Federazione Assadakah (Centro Italo-Arabo e del Mediterraneo) per far conoscere la verità alle autorità e ai media italiani ed incontrare varie autorità religiose cristiane.























 

 

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