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Il mondo visto da qui

di Giacomo Sferlazzo - 10/10/2012

Il primo ottobre a Milano durante il forum della cooperazione internazionale è stato invitato Blaise Compaoré, sanguinario dittatore e assassino di Thomas SANKARA morto il 15 ottobre 1987. Blaise Compaore ha fondato il suo potere e la sua fortuna su una lunga serie di crimini economici e di sangue, traffici di armi e di diamanti, sinora rimasti impuniti.
Paesi come l'Angola, la Liberia, la Sierra Leone e recentemente la Costa d'Avorio ed il Mali hanno subito le manovre di destabilizzazione di Blaise Compaoré (COMITATO ITALIANO SANKARAXX).
Proprio in questi giorni in Mali si sta consumando l'ennesima guerra di destabilizzazione e controllo del territorio Africano. La Francia si prepara ad intervenire militarmente, con l'aiuto tra gli altri di Compaoré e guarda caso di un altro "amico" della Francia: Alassane Dramane Ouattara, anche lui cittadino del Burkina Faso, messo al potere dalla Francia. E questo dopo avere truccato le elezioni del 2010 e avere arrestato il presidente Laurent Gbagbo, colpevole di avere aperto le porte del mercato ai cinesi, giapponesi, russi, brasiliani e indiani, mettendo in discussione la supremazia francese, l’uomo che nel 2000, anno della sua elezione a presidente, disse al suo popolo che per quarant’anni “lo Stato ivoriano ha pagato per i locali dell’Assemblea nazionale con sede ad Abidjan un affitto alla Francia” e che era ora di affrancarsi, annunciando la creazione di una moneta ivoriana per abbandonare quella coloniale, il franco Cfa, tutto questo nel silenzio della comunità internazionale (cit.Francesca Dessì da un articolo su Rinascita).
Pierre Moscovici, ha detto ieri che “la Francia non ha paura di Pechino”. Parigi, ha detto Moscovici, è “ancora il secondo maggiore esportatore nella regione sub-sahariana, dietro la Cina e prima degli Stati Uniti e Germania. Siamo anche il quarto importatore più grande dietro a Usa, Repubblica cinese e Italia. Non siamo messi male. Allo stesso tempo non bisogna accontentarsi”.
In Siria scenari non dissimili, in medioriente lo stesso, in Libia lo stesso.
Sembra di assistere al ripetersi di uno stesso copione, l'America e l'Europa producono in Africa e nel mondo: guerre e destabilizzazione quasi scientificamente, cercando di spartirsi : territori, risorse e mercati.
I popoli che cercano di trovare una strada verso l'indipendenza vengono schiacciati attraverso la delegittimazione e uccisione dei propri leader e dalla informazione pilotata e prezzolata.
Poi vai a vedere che le spese per gli armamenti continuano a crescere e che si spendono miliardi di euro per comprare aerei, carri armati, fucili e sperimentare nuovi strumenti di morte.
Poi qualcuno ha il coraggio di parlare di diritti umani, di cooperazione, di carità, tutti modi per mostrare una realtà che non esiste a qualche signora che allena la sua partecipazione politica in poltrona davanti alla tv, e che magari con un sms per i bambini africani, o condividendo un post su Facebook si sente di star facendo la propria parte, che per carità tutti lo usiamo FB, ma il mondo fuori ha bisogno di azioni concrete e soprattutto di altre letture.
Ma da qui è tutto più difficile, perché quando vedi arrivare su un barcone trecento persone che da giorni non mangiano o sai che a poche miglia sono stati ritrovati dei cadaveri di naufraghi e continui a sentire parlare e tu stesso a parlare: di accoglienza, di centri per i migranti, di solidarietà, ti viene il sospetto di come gli argomenti siano inutili valvole di sfogo.
Lampedusa l'isola dell'accoglienza. Ma questa gente da cosa scappa? Non scappa forse dal dittatore Blaise Compaoré, dall'amico Alassane Dramane, -dal dittatore Eritreo Isayas Afewerki con cui l'Italia fa affari e che viene accolto da noi con tutti gli onori, non scappa dalle guerre create dall'Europa, dagli Stati Uniti d'America?
Da qui è strano perché ti trovi a non volere negare l'accoglienza, ma anche a pensare: -ma questa che accoglienza è?-
Infilare questa gente in un centro per qualche giorno e sperare che vada via prima possibile, altrimenti per insofferenza, per stanchezza, per rabbia, per quello che volete, scatta la protesta (GIUSTA) e si può verificare un incendio, una sommossa...
Può capitare che qualche lampedusano, che il mondo non vuole vederlo o non può vederlo o che di mondo vede solo il suo, non tolleri più che Lampedusa sia al centro di queste tragedie, che Lampedusa sia ricordata solo quando ci sono 7 mila immigrati lasciati in balia di se stessi e della popolazione locale, quando ci sono morti, quando ci sono sbarchi. Qualcuno è diventato razzista, qualcuno dopo che gli hanno rubato il motorino che affittava ai turisti dice che se ne prende uno sul fatto lo ammazza e lo butta in mare. Qualcuno si sente impotente, qualcuno se può gli dà i propri vestiti.
Lampedusa è un pezzo di mondo, forse il pezzo di mondo dove passa più mondo da vent'anni a questa parte, ma il mondo da qui lo vedi da un punto di vista diverso, vedi i politici che non servono più a nulla, li vedi rianimarsi sotto le elezioni, o se ci sono più di dieci telecamere, se c'è una tragedia da qualche parte li vedi correre per mostrarsi, ma non fanno nulla se non continuare a difendere i privilegi economici di pochi. Ad esempio il ministro Riccardi, non è certo Maroni nei modi e nello stile, ma nella sostanza cosa sta facendo di diverso da Maroni?
Non si conoscono ad esempio gli accordi che l'Italia ha firmato con la Libia e con la Tunisia, è stato annunciato che nel 2013 l'Europa intensificherà il pattugliamento del mediterraneo con Frontex, che tradotto significa respingimenti. Esperienze diverse e UMANE di accoglienza come quella di Riace vengono messe in ginocchio e costrette a fare i salti mortali per continuare ad esistere e poi quell'onorificenza data al ministro proprio dalla Francia in questo momento storico mi fa pensare molto, il ministro infatti, a luglio di quest'anno è stato insignito della Legion d'Onore.
Per non parlare degli armamenti di cui siamo, come paese, uno dei maggiori produttori ed acquirenti, e nessun politico fa azioni concrete per smilitarizzare il nostro bel paese.
Da qui la vicenda del MUOS in Sicilia sembra paradossalmente lontana, ed invece è strettamente collegata a questo scoglio in mezzo al mare che sembra una portaerei, e di questo in molti se ne sono accorti, perché spesso l'impressione è che di quest'isola si voglia fare una base militare strategica, qui di radar già ce ne sono diversi, ma alcuni non si sa bene a cosa servono, "a controllare il mediterraneo" qualcuno dice, quasi come il MUOS, ma qui è tutto talmente anormale che un radar in più uno in meno non si nota tanto.
Poi questo nuovo aeroporto, perché? Stanno anche allungando la pista. Per il turismo? O per fare atterrare aerei militari?
Il mondo sembra complicato e a vederlo da qui dovrebbe esserlo ancora di più, ma in certi momenti ti dici che in fondo la questione è chiara, è stato sempre cosi, il mondo va avanti così da molto, troppo tempo, pochi hanno in mano: Potere, soldi e informazione. Molti subiscono e si fanno la guerra tra di loro. Da qui l'impressione che ho è questa: che ci stiano preparando ad una guerra tra poveri. In fondo siamo troppi, quasi 5 miliardi, e da qui questo si nota, lo vedi che siamo troppi e che qualcuno ha fame più di te.
In questi giorni in Venezuela rivince le elezioni Chavez, che qualcuno vorrebbe screditare, a me ha fatto piacere!
Visto da
Associazione culturale Askavusa Lampedusa























 

 

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