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Notiziario


BCE. Quando il mezzo giustifica i fini

di MF - 25/10/2007

All’inizio si è pensato che i sistemi bancari nazionali potessero essere regolamentati e controllati eticamente da questa sovrastruttura nata nel 1998, una sorta di garanzia per la quale molti cittadini europei aderirono, più o meno entusiasticamente, all’area euro.
Nel trattato costitutivo si legge che: Scopo principale della Banca centrale europea è quello di mantenere sotto controllo l'andamento dei prezzi mantenendo il potere d'acquisto nell'area dell'euro; come?: attraverso il controllo dell’inflazione cercando di contenerlo nel medio periodo ad un livello inferiore o (prossimo) al 2%. Bene, sappiamo tutti, per diretta esperienza, i disastri che l’introduzione dell’euro ha provocato sui nostri già precari e instabili livelli di vita. A distanza di quasi un decennio le cose vanno meglio, ma non sapremmo sinceramente dire se realmente o soltanto perché l’abitudine ci dà una percezione stanca e sfiduciata e quindi, ormai, disinteressata. Una certezza: quanto è avvenuto in Italia non è avvenuto in Francia, in Germania e nemmeno in Spagna. Da noi, come sempre, hanno trovato terreno fertile i soliti furbetti, che siano del quartierino o di un’area più ampia non ha importanza, ciò che rattrista è che ogni qual volta ci sia da speculare, ci sono sempre dei delinquenti con la loro uniforme di giacca e cravatta pronti a farlo. Chiunque ha potuto registrare in questi anni, nel proprio quartiere, situazioni di ingiustizie legate all’innalzamento spropositato dell’euro. Non si è fatto nulla, i controlli mancavano ma, soprattutto l’ignoranza dei cittadini, ha dato gioco a facili speculazioni anche sui perché di tali aggiustamenti troppo generosi per le tasche dei commercianti. Dicevamo che in Francia e Germania non c’è stato un innalzamento dei prezzi speculativo ma, si potrebbe definire, di sistema, di aggiustamento, certo che, a determinare la tenuta dei tenori di vita dei cittadini di questi due paesi, è stato il livello adeguato degli stipendi percepiti: il doppio, nella media, rispetto ai nostri (qualsiasi categoria si prenda in considerazione) supportato da uno stato sociale che realmente garantisce i cittadini. Aggiungiamo che la Spagna ci ha superato in molti settori e a breve completerà il suo surclassamento.
Non siamo in una competizione, è vero, ma rilevare le realtà fattuali delle ingiustizie nostrane è un dovere civile. Nel caso ITALIA, è scoraggiante constatare che tali classifiche non ci tocchino minimamente e che i buoni esempi, per quanto vicini, sembrino non riguardarci affatto, come se vivessimo, oggi più di prima, in una cortina di ferro.
La BCE è assolutamente autonoma, nel senso che i suoi poteri ed obiettivi derivano dalle decisioni politiche dell’Unione Europea ma la metodologia dell’espletamento dei primi e del perseguimento dei secondi è materia, tutta, della BCE. Inoltre, e questo ha tutto un sapore politico nostrano, la BCE e i suoi funzionari godono della più assoluta immunità, tanto che neanche la stessa BCE può procedere contro un funzionario che si sia macchiato di illecito. Tale immunità ha validità oltre il mandato, per tutta la vita.
Quanti avrebbero aderito con entusiasmo a questa UE sapendo tutto ciò? In Francia, un paio di anni fa al referendum bocciarono la Costituzione Europea, da noi passò con il silenzio assenso. Forse perché si sa, in Italia, i cittadini contano poco o niente e i referendum non sono volontà imprescindibile del popolo ma verità da rimettere al Parlamento che si riserva di legiferare come crede.























 

 

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