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Ponte e non testa di ponte tra Oriente e Occidente

di Massimiliano Forgione - 30/05/2007

La prima domanda: so che Moni Ovadia si direbbe favorevole all’ingresso della Turchia nell’Europa ma cosa cambierebbe, soprattutto, cosa vuol dire parlare dell’Europa unita, a parte la moneta unica cosa è cambiato per la gente comune?
Ecco, questo è il grande problema, secondo me c’è una sola grande Europa unita: quella del progetto Erasmus; di cui tanti studenti hanno beneficiato…
……è il paradigma dell’Europa, cioè, l’Europa luogo d’incontro degli europei che diventano europei. Cosa diceva D’Azeglio: l’Italia è fatta; finché non fai gli europei non ci sarà l’Europa. Per esempio, ogni europeo dovrebbe parlare cinque o sei lingue, almeno, non in modo impositivo ma mettendolo nelle condizioni perché lui le impari, ogni europeo dovrebbe imparare a sentirsi a casa in ogni luogo dell’Europa perché ha una cultura, da quella enogastronomica a quella delle tradizioni e, per essere una cosa veramente libera che fa da ponte fra il mondo occidentale e il mondo del Medio Oriente e poi quello orientale; l’Europa dovrebbe avere la vocazione di ponte e non di testa di ponte. Ha fatto la testa di ponte degli americani, adesso è ora che faccia il ponte perché gli americani finalmente entrino in relazione con gli altri mondi; non in relazione di dominio, colonialista e imperialista, ma in relazione da pari di pari dignità perché l’America ha i suoi valori, alcuni grandi che è giusto riconoscere, ma ha dei grandi disvalori che sono questa protervia e arroganza.
L’ultimo incontro tra Prodi e Chirac a Lucca va in questa direzione?
Devo dare atto che quelli che più hanno fatto, pur con tutti i loro difetti, sono stati i tedeschi e i francesi. Questi sono davvero per certi versi già un pezzo d’Europa; si passa da un confine all’altro senza problemi e spesso gli uni si fanno rappresentare dagli altri, questo è il più grande risultato conquistato in Europa perché fino a prima della II^ guerra mondiale quei due popoli si sono scannati per secoli, allora, intanto si vede che dalla guerra può nascere la pace…
...il paradigma del confronto ha funzionato in questo caso!
Senti, se io fossi andato a Place Vendôme nel 1950 e avessi detto non ci sarà confine tra la Francia e la Germania arrivava un’ambulanza e mi portavano al neurodeliri……
…..e allora, parlando di una questione molto attuale: Israele e Palestina; come vede questo confronto Moni Ovadia in mancanza di un paradigma del confronto se non quello armato?
Non c’è un’alternativa vitale alla pace; alla pace c’è solo un’alternativa mortale, la guerra progetta il non-uomo. Oggi sono stato ad un gemellaggio di Radio Città Futura di Roma con una radio palestinese che si chiama All For Peace, è una radio israelo-palestinese a Gerusalemme che mette in relazione la parte israeliana e la parte palestinese in modo che si parlino, si ascoltino, a prescindere dalle idee e dalle posizioni, che imparino a sentire anche le cose più sgradevoli perché l’importante è comunicare i problemi dell’altro all’uno e viceversa.
Verso quali sviluppi va “Malatempora”?
“Malatempora” è un piccolo spazio della mia testimonianza molto incentrato sui problemi della pace, dell’etica, dei diritti e io….
….adesso che non c’è più Berlusconi……
….no ma io ho virato molto di più sul problema israelo-palestinese e su altre questioni come il rapporto Occidente e Oriente, la difesa dei valori dell’Islam dall’islamofobia, la difesa della laicità. Ho molti carissimi amici cattolici tra cui un prelato di altissima statura come l’Arcivescovo Bruno Forte che è una delle persone più straordinarie che io abbia conosciuto, di notevole profondità, però, c’è un problema di fondo che vale per i cattolici, per gli Ebrei, per l’Islam: la religione ha due ruoli, due soli: celebrare e santificare; diventa demoniaca, nel senso peggiore del termine se vuole dettare regole. Quando il Santo Benedetto nel racconto biblico dà istruzioni ad Adamo ed Eva di non avvicinarsi all’albero della conoscenza, li ammonisce ma non si permette mai di impedirglielo, perché l’uomo è libero; guai a quella religione che vuole conculcare la libertà dell’uomo di scegliere. Si risponde con la propria coscienza, nessuno può dire a degli esseri umani che abbiano un’identità omosessuale che non possono volere una forma di vita come gli altri, nessuno si può neanche permettere di pensarlo.
Ci sono dei segnali positivi da parte della Chiesa, Benedetto XVI che incontra Napolitano, si parla di uno studio a proposito di un’approvazione da parte della Chiesa del preservativo…..
…….sì, hanno fatto una distinzione singolare che è dentro la logica, bisogna anche rispettare le varie modalità dicendo che se è per salvare la vita, perché non c’è peggior crimine che uccidere una vita, allora, non si può proporre il modello dell’astinenza e in proposito c’è una profonda attitudine da parte del mondo cattolico a farlo, ma il mondo cattolico non è un monolito, nel mondo cattolico ci sono alcuni dei grandi laici che io conosca. Non è la cosa più naturale che un uomo e una donna facciano l’amore, allora l’astinenza è contro natura, quando due persone si amano e c’è il rischio di una malattia dovrebbe essere una cosa cristiana……
…….ma non c’è un passaggio politico da parte di Benedetto XVI nel voler affrontare certe tematiche dopo quella che potremmo definire la gaffe del discorso di Ratisbona?
Diciamoci una cosa: il Pontefice Benedetto XVI è un uomo con il quale possiamo dissentire ma non possiamo negarne la caratura, cioè il livello culturale! Esattamente, allora, io credo che nella Chiesa si stia affrontando una cosa che Wojtila aveva capito e che dopo di lui rischiava di essere persa: se la Chiesa non muove in direzione dei poveri come scelta strategica, etica, politica, dei diseredati, dei perseguitati, degli sfruttati e degli oppressi, finirà per diventare una istituzione declinante, allora, credo che l’ala conservatrice debba prendere consapevolezza di questo; senza il messaggio evangelico di Gesù che dice: “Beati gli ultimi che saranno i primi”, cioè, noi redimiamo il mondo dagli ultimi mai dai primi, se non redimi il mondo dagli ultimi e non redimi te stesso e non sei dalla parte di un Divino che dev’essere redento dalla perversione a cui lo hanno portato le logiche di potere, una grande istituzione come la Chiesa finirà per declinare perché Yunus getterà la luce del futuro; è grave che non sia nato da un Cristiano e per me da un Ebreo, gravissimo, meglio se fosse nato da tutti e tre insieme ma gloria a Yunus per averci illuminato di nuovo il cammino.























 

 

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