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Il Signoraggio

di Vittorio Castelli - 05/12/2007

Signoraggio, parola nuova (nel senso di poco conosciuta, comunque conosciuta da poco) che evoca tempi antichi nei quali vivevano villani e signorotti, nobili e vassalli. In realtà, poco è cambiato da allora. Il signoraggio, questa ignobile attività, ci espone a speculazioni spaventose, a prepotenze d’altri tempi, tanto che ci possiamo definire molto vassalli e poco cittadini.
Innanzi tutto, proviamo a spiegare in poche parole semplici cosa è.
Il denaro è il mezzo attraverso il quale le persone si scambiano il frutto del loro lavoro: io faccio il contadino e non potendo pagare te idraulico con zucchine e pomodori (come avveniva con il baratto) uso il danaro che è la convenzione di un valore di scambio per pagare il tuo lavoro con il mio lavoro. Ciò che non mi serve diventa il mio risparmio, la somma di tutti i risparmi di un Paese diventa la ricchezza di un Paese. Dove è essa custodita? Nelle banche!
Fino a quando il denaro era rappresentato da monete in oro o argento del corrispettivo valore inciso in facciata, bene, nessun problema, ma in seguito si è convenuto di rappresentare questo valore con le banconote e custodire le riserve auree (che rappresenta il valore dell'insieme delle banconote) nei forzieri della banca centrale del paese. Nel tempo, queste riserve, oltre che auree potevano anche essere valutarie, ovvero essere in varie valute estere. Per inciso, la moneta circolante rappresenta il valore del lavoro prodotto in un determinato Paese; ma se devo accettare la convenzione che una banconota rappresenti questo lavoro, chi deve stabilire la quantità di banconote che circolano e chi deve godere del frutto che questo denaro produce venendo investito?, chi deve decidere come investirlo? E’ qui il problema! Diciamo così: oggi chi stampa banconote è la Banca Centrale Europea ed è anche quella che decide quante stamparne e per di più lo fa senza che essa rappresenti alcuna riserva aurea ma esclusivamente sulla base di contabilizzazioni di valori convenzionali economici che vengono elaborati da sé medesima e lo fa senza dover rendere conto a nessuno. Le persone che hanno questo potere assoluto sono più che monarchi assoluti perché sono autoreferenziali, perché si nominano all'interno di una schiera di non eletti.
Un piccolo esempio: se la banconota da 100 € che abbiamo in mano non rappresenta nulla e la sua stampa, affidata alla Banca Centrale Europea, "costa” circa 30 centesimi di Euro e viene "venduta" al nostro Paese (Italia) a 100 € più l'interesse del tasso ufficiale di sconto in vigore e quindi il nostro Paese, a fronte di una spesa di 30 centesimi si è indebitato per circa 102,5 Euro, ebbene, questo, rappresenta un debito che noi dovremo pagare, con il nostro lavoro e relative tasse. Ma non basta: le banche, a fronte di un valore di risparmi depositati di 100 Euro possono erogare finanziamenti o fare investimenti per un valore di 5.000 Euro (grazie alla truffa della riserva frazionaria) e ricavare così un guadagno 50 volte superiore.
Signori miei, pensiamo sia tempo che la politica si riappropri del suo ruolo e che i cittadini tornino ad essere governati e non più amministrati, non più vassalli.























 

 

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