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Intervista


Enrico Bertolino Lampi accecanti di ovvietà

di Massimiliano Forgione - 03/04/2008

Gli mostro la foto di copertina, la guarda bene e sillaba:
Indi-pend-enza
Proseguo: l’Italia è divisa male!
Ride e mi invita ad accomodarmi in camerino: “Staremo più comodi!”, dice.
Chiude la porta e incomincia:
L’Italia è divisa, direi che questo è il dato di fatto, quello con cui vorremmo confrontarci meno. Però, riflettendo meglio potremmo dire che quest’Italia è molto più unita di quello che pare, sulle questioni importanti e vitali si ricompatta. Curzio Maltese, che ha scritto per me alcuni pezzi, ha fatto osservare un fenomeno strano, ossia che l’Italia si esibisce meglio nei vuoti di Governo, cioè, di fatto, preferisce non essere governata.
E’ una cosa strana ma che fa anche indignare per certi versi. Adesso hanno annunciato la chiamata alle urne definendola in maniera trionfalistica e altisonante Election Day, insomma, i nostri politici hanno ricette di buon governo durante campagne elettorali ma poi nei fatti risultano essere tutti degli inetti.
La fase programmatica, quella delle promesse è molto facile, la fase operativa è molto difficile perché comporta scelte impopolari e quindi perdita di voti. Questo è molto preoccupante, non c’è nessun politico che abbia il coraggio dell’attuazione del programma che sottoscrive. Churchill venne eletto e governò promettendo lacrime e sangue, c’era la guerra, forse per risollevarsi serve una popolazione allo stremo. Noi dovremmo capire che la nostra guerra quotidiana è quella contro i rifiuti, contro la corruzione, Mastella e la sua comitiva, altrimenti tutto finisce per essere divertente e divertito, invece dobbiamo convincerci che c’è sempre una battaglia da combattere che è quella per una moralità e contro la corruzione.
Hai detto bene, sentirsi sempre vigili e essere coscienti che ci sono sempre delle libertà e dei valori da salvaguardare e da dover difendere. Tu lo fai attraverso il teatro meglio che in televisione perché evidentemente quest’ultima non ti riserva gli spazi e i tempi necessari.
Sì, la televisione non ti dà i tempi tecnici. Io devo dire che mi sono ritagliato uno spazio in tarda serata su raitre che è di tutto rispetto per quello che è la mia volontà di fare tv. Mi rendo conto che è impensabile portare in prima o in seconda serata certe tematiche, anche Benigni che è un grande guitto deve occupare spazi in prima serata indossando la maschera da giullare, non può dire cose vere e serie senza questa mediazione, Grillo non ci arriva più da anni e chi di noi ci arriva deve sottostare a certe regole. Il contrappasso è che la tv dà una certa notorietà che permette di portare la gente a teatro e di spiegargli le cose come vanno, una sorta di patto di non aggressione.
Cosa ci vuole secondo te per fare realmente gli italiani? Siamo chiamati ancora al voto ma, questa volta, vale la pena andarci?
Vale sempre la pena andarci, il giorno in cui rinunciamo al voto diamo mandato in bianco; varrebbe di più la pena andarci con un’altra legge elettorale, cioè contando di più…..
….d’accordo, però, non raggiungendo il quorum, il 50% + 1, non daremmo un messaggio di delegittimazione chiaro?
Non ce la faremmo mai a non raggiungere il quorum perché più della metà del paese vive di interessi…..
….perché siamo troppo compromessi?
Sì, non posso per esempio pensare che i votanti della Sicilia siano veramente quella espressione, non posso non pensare che il gruppo di Mastella sia compatto perché abbia un ritorno…..
….i vari clientelismi fanno più del 50%...
…ahimè sì, però non voglio che la parte buona del paese consegni scheda bianca perché avendo parlato con Deaglio so che fine fanno.
Non era fantapolitica quella.
Non lo era, tant’è che noi lo abbiamo chiamato su raitre e siamo stati prontamente, attentamente e adeguatamente richiamati. Però il suo documentario non era una buffonata, riportava di brogli realmente accaduti negli Stati Uniti ma che avvengono ovunque, è la manipolazione.
Tra l’altro molto rigoroso quel documentario.
Estremamente rigoroso, l’unica cosa che gli ho rimproverato è che non bisogna fare la docufiction, non c’è bisogno degli attori, perché la realtà è già abbastanza esplicativa, la docufiction rende tutto un po’ meno vero; bastano i fatti, da soli sconvolgono, come ha dimostrato Al Gore con il suo documentario sull’ambiente.
Cosa bisogna auspicarsi?
Che ci sia una levata di testa, una presa di coscienza, che si insista molto sul referendum per un cambiamento della legge elettorale, che si riesca ad intravedere finalmente un nuovo orizzonte. Le libertà e la democrazia che questo paese ha e le sue espressioni che comunque sono tutelate hanno bisogno di riforme fatte con metodo. Soprattutto, mi auspico una sinistra meno….
…..litigiosa?
Sono liti da condominio, fanno veramente ridere.
Certo quello di Prodi non è stato in questi due anni un gran governo ma un altro Berlusconi ce lo possiamo permettere?
Temo di no, vedi, in Spagna Zapatero ha 48 anni, il suo avversario Rajoy ne ha 53, negli Stati Uniti Obama ha 40 anni e se non va alla Casa Bianca è consapevole di doversi trovare un lavoro, da noi è necessario svecchiare la politica. Un uomo come Berlusconi alla quinta legislatura, 70 e rotti anni ma chi glielo fa fare? Sì, deve sistemare ancora due cosette, soprattutto quelle che riguardano i suoi eredi, ma quali benefici potrà portare all’Italia? Prodi ha avuto l’intelligenza di dire: mi ritiro. Ci sono altri esempi: Jospin, Aznar, Blair. E’ impensabile che queste persone continuino alla loro età a gestire la cosa pubblica. Bisogna dare spazio e possibilità ai giovani. Le liste civiche di Beppe sono importanti ma attenzione a che non passino poi i mitomani, perché passare da un vecchio politico a un giovane mitomane è pericoloso.
Possiamo dire che la vera casta siamo noi italiani?
Beh, è terribilmente vero. Siamo una casta che per il più piccolo dei privilegi è disposta a dare il voto al più stupido dei personaggi.























 

 

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