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Intervista


Ascanio Celestini

di Massimiliano Forgione - 03/04/2008

Ascanio, il popolo è un bambino, se gli metti paura ti dà subito retta.
Tutti i popoli stanno subendo questa aggressione. Purtroppo, poi, c’è chi questa condizione l’accetta e la vive con piacere e indifferenza. E’ la regressione dell’individuo, tornare bambino per essere accudito, protetto, sollevato da ogni incombenza e preoccupazione. Una pretesa di felicità che si paga a caro prezzo, attraverso l’annullamento delle coscienze.
Questo numero sviluppa una riflessione sulla utilità di questa tornata elettorale. Ormai, per noi si tratta dell’esercizio di un diritto negato. Cosa farai il 13 e 14 aprile?
Ecco, il popolo che non è bambino questo problema se lo pone. Io non so se andrò alle urne e non credo che faccia tanta differenza se ci andrà il 60, 70, 40 o 50% degli italiani, non credo che le elezioni siano identificative di una democrazia. Fare politica non significa andare a votare, non significa neanche iscriversi ad un partito, bensì sentire questo impegno nel quotidiano: sul posto di lavoro, nel condominio dove abiti; sai quanti coordinamenti sono nati in questi ultimi anni?, quanta gente impiega il proprio tempo per cambiare la propria piccola realtà?, quanti hanno deciso di non essere più bambini?
Parliamo del lavoro, il tuo teatro-inchiesta ha scandagliato il precariato di un call center e ne ha scoperte delle belle!
Guarda, seguo le vicende di questo gruppo che lavora in questo call center da due anni, uno dei più grandi di Roma di una delle più grandi multinazionali, beh, il problema di questi 4000 lavoratori ma, allo stesso tempo, di centinaia di migliaia di lavoratori in Italia, è che lavorano illegalmente! Anche per la legge 30, la cosiddetta riforma Biagi, questi lavoratori che prestano la loro opera in maniera continuativa non possono essere inquadrati, come di fatto avviene, con contratti a progetto; non sussistono le condizioni. E’ illegale! Adesso, ci rendiamo conto di quanta disinformazione circola da un po’ di anni sulla giustezza di questa legge? Se solo fosse rispettata, assieme ad altre normative sulla tutela del lavoro, il dramma del precariato sarebbe emarginato.
Tornando alla politica fatta dal basso?
Un piccolo gruppo di questo call center ha firmato un esposto all’ufficio provinciale del lavoro e, a seguito di una ispezione, sono passati da forme contrattuali di assunzione dai vari acronimi (cococo, cocopro) a forme di tempo indeterminato. Questo fuori dai Sindacati, dai Partiti. Guarda che non è il lavoro che è precario, è la condizione del lavoratore, dell’individuo che è precaria.
Fatto ciò tutto è risolto?
Bisogna ristabilire un circolo virtuoso della legalità. Se in Italia è contro la legge far lavorare un bambino di otto anni dovrebbe essere anche permettere di acquistare un paio di scarpe fatto da un bambino di otto anni in Cina.
Tornando alle elezioni? Non ti senti rappresentato?
E da chi? Chiaramente escludo i partiti di destra che non fanno parte della mia cultura ma anche quelli di sinistra, chi sono? Se vado sul sito dell’Ulivo, ora PD, scarico il programma che condivido e sottoscrivo ma poi? Come si fa dopo questi ultimi anni a credere ancora a questa politica?























 

 

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