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Intervista


Mario Capanna “La coscienza globale” edizioni Baldini Castoldi Dalai

di Massimiliano Forgione - 30/05/2007

Il fenomeno del caporalato, anche a Bergamo si scopre questa grave piaga sociale, il fatto che non si possano più sottacere certe iniquità è un segnale positivo per la nostra società?, come lo dobbiamo interpretare?
In quanto è una battaglia che mira a sradicare una forma odiosa di sfruttamento è una battaglia di emancipazione straordinaria, penso al Meridione***per esempio, dove il fenomeno è presente da anni e dove c’è una consapevolezza nuova anche da parte dei giovani e questo è importantissimo perché è decisivo per sottrarre consenso alla malavita organizzata….
…..lei conosce L’Eco di Bergamo, sa che linea editoriale ha, per questo le dicevo del fatto che non si possa più sottacere l’iniquità, è inusuale vedere una tale inchiesta messa addirittura in prima pagina.
Esattamente, è un fatto fondamentale perché poi dentro questo convergono molti altri aspetti dell’ingiustizia sociale, è un po’ la punta dell’iceberg e quindi afferrare questo toro per le corna è molto importante.
La coscienza globale ha a che fare con l’ontologia, io la interpreto in questo modo; cosa significa oggi essere presenti in maniera vigile?
Rendersi conto che il mondo costruito fin qui è un mondo basato sulla separazione quindi sulla divisione che è l’artificialità, l’innaturale, coscienza globale è il modo naturale di essere dell’uomo nel mondo, cioè vedere la riconnessione di tutte le relazioni che legano ognuno di noi a tutti gli altri, non solo gli altri esseri umani ma la totalità degli esistenti, cambia radicalmente la percezione del progresso basato sulla giustizia e sulla pace.
Voliamo basso, lei crede ai brogli elettorali dello scorso Aprile di cui parla Deaglio e di cui domani uscirà il DVD allegato a Diario?, che idea si è fatto?
Nel merito non ho ovviamente elementi ma voglio dire, il fatto che ormai le elezioni si basino largamente su una simulazione e quindi anche sui brogli, è purtroppo divenuta una costante, basta vedere come è stato eletto il Presidente degli Stati Uniti alla sua prima elezione….
….i brogli della Florida….
…..i brogli della Florida del cui Stato era Governatore il fratello, per cui siamo ai giochi in famiglia delle dinastie e quindi non mi meraviglierei; probabilmente, però, il broglio doveva essere di tale entità che hanno avuto paura e si sono dovuti fermare.
“Formidabili quegli anni”, uno dei primi libri che ho letto sul ’68…
….e sei sopravvissuto? (ride)
Lo scriverebbe ancora Mario Capanna e quale pubblico avrebbe oggi?
Guarda, la cosa che mi ha colpito è che proprio in questi giorni dei giovani di alcune assemblee nelle scuole alle quali di tanto in tanto sono invitato, mi dicevano: “Ma noi lo abbiamo cercato questo libro ma non si trova” e infatti è così e stiamo provvedendo ad una ristampa; quindi, il problema non è tanto se lo riscriverei oppure no, perché evidentemente era…
….io posso dire la mia sul perché Mario Capanna lo riscriverebbe, perché a giudicare dalla fotografia del libro e da come è abbigliato oggi non è cambiato nulla!
(ride) E’ molto gentile da parte tua e mi rallegra molto; devo dire che mantiene una sua sostanziale validità, proprio perché fu scritto con sincerità, con spirito di verità, senza infingimenti, non tacendo errori, limiti e probabilmente è per questo che oggi viene ancora apprezzato.
E oggi Mario Capanna contro chi le lancerebbe le uova? Andrebbe ancora al teatro alla Scala o ci sono altri luoghi?
Tu sai che allora ci fu una ragione forte ed era che la polizia quattro giorni prima aveva sparato ad Avola uccidendo i braccianti quindi, non andammo alla Scala perché eravamo impazziti, c’era una ragione di fondo. Oggi le ragioni sono paradossalmente aumentate, aumentano le ingiustizie, aumenta l’iniquità della guerra, aumenta il seme della violenza e allora diciamo che bisogna usare uova di sostanza nuova, cioè produrre quel rinnovamento del modo di pensare per cui quanto prima possibile non ci sia più bisogno di lanciare uova su nessuno.
Tra il Vietnam di Nixon e l’Iraq di Bush, Mario Capanna che differenza vede?
C’è questa cosa agghiacciante che è riportata nel libro: questa orribile coazione a ripetere, cioè la più grande potenza della terra che a distanza di mezzo secolo si è imbarcata in due guerre catastrofiche sulla base di una menzogna analoga e questo francamente è inaccettabile ed è fonte di grande preoccupazione perché se non costruiamo i presupposti della coscienza globale, quindi di questa rivoluzione di pensiero, si è condannati a regredire nei pericoli contro l’umanità. Ormai, questo non è più sopportabile perché il mondo viene portato verso un vicolo cieco e quindi dobbiamo utilizzare questi terribili eventi traendo il positivo dal negativo, vedere la enormità di questi comportamenti e fare in modo che non proseguano per il futuro.
Mi sembra di capire, e questa è l’ultima domanda, che la politica non può più essere un viatico di cambiamento, ma il convogliare delle energie, delle vitalità attraverso la rete, è la via sempre più percorribile?
Sì, per rete intendendo internet!, però, nella rete circola anche una grande quantità di ciarpame, cioè di cose superficiali, detto questo però, non c’è dubbio che un uso avveduto, intelligente, critico di internet può diventare un elemento che favorisce la creazione di una rete umana del cambiamento; non è un caso che il movimento di Seattle nel 1999 nasce utilizzando intelligentemente internet; allora, senza conferire ad internet l’aspetto magico di risolvere tutto, in definitiva sono gli uomini che possono risolvere…..
….in definitiva c’è ancora bisogno della piazza?
…..indubbiamente, c’è l’agorà, cioè è lì che decidiamo il destino umano, discutendo guardandoci negli occhi, cioè a viso scoperto e internet non sempre consente questo.























 

 

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