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Intervista


La Rigenerazione

di Massimiliano Forgione - 10/06/2008

Intervista a Gianrico Tedeschi
Teatro Donizetti di Bergamo

Il giovane che non ha la maturità del vecchio e il vecchio che non riesce ad avere la consapevole vitalità del giovane. Una vita che continuamente sfugge quella che lei rappresenta attraverso questa commedia di Italo Svevo.

Una vita che sfugge all’uomo. E’ una grande riflessione che l’autore opera ripercorrendo la propria esistenza per rivedere gli errori, con il desiderio e la speranza di rimediarvi, cosa che si accorge è impossibile. E’ un testo per me fondamentale perché parla della vita dell’uomo, del destino umano, la continua ricerca di un equilibrio sensato tra i propri doveri e i propri desideri. Una ricerca che rimane insoddisfatta e un equilibrio che risulta impossibile raggiungere.
Il matrimonio che viene vissuto come una condanna borghese, un dovere a cui bisogna assolutamente assolvere.
Certo, però non tutti i matrimoni sono così e d’altro canto non tutti sono come si vorrebbe che fossero. Certo, ci si accorge che con l’andar del tempo le verità oggettive non reggono, il protagonista della commedia ci dice che quando si vaa letto con una donna si desidera subito dopo di andare a letto con un’altra, ci si rende conto che una sola donna non basta o che, a volte, è addirittura di troppo. Insomma, si realizza che nella vita tutto è fuori di posto.
Il mondo è molto cambiato rispetto a quando lei si approcciava al teatro e allo spettacolo. Era il 1959 quando andava in scena Uno scandalo per Lilli. Ci si entusiasmava e divertiva con e per poco. Difficile oggi ritrovare quella partecipazione nei giovani. Come la vede questa gioventù?
Purtroppo, ognuno è preso da ciò che ogni giorno deve fare e mi pentodi non aver dedicato molto pensiero a questa problematica che lei mi pone, eppure ho una figlia che oltretutto lavora con me. E’ un altro tema trattato da Italo Svevo nella commedia: il rapporto tra i vecchie i giovani. Questi ultimi trovano grandissima difficoltà a realizzarsi e ciò gli rende più difficile la vita. Certo, mi fanno tantissima pena; poverini, hanno perso dei valori.
Non è che forse, ad un certo punto, sono mancati i grandi maestri? Che si sia creata una netta separazione tra vecchi e giovani? Uno iato in cui i primi non hanno più avuto voglia di insegnare e comunicare l’importanza di certi valori?
Sì, in un certo senso sì…..
…..nel testo di Svevo la mancanza di fiducia della figlia di affidare al protagonista anziano il proprio figlio è posta in risalto.
Certo, però, nello stesso tempo sono ottimista e quindi penso che questi problemi con il tempo si risolveranno. Per me i giovani sono sfortunati ma non valgono meno degli altri, anzi, le dico che valgono di più, proprio perché hanno dei problemi da risolvere.























 

 

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