Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Intervista


Sulla strada ancora
Conversazione con Paolo Rossi

di MM/MF - 24/11/2008

Paolo Rossi ha appena terminato una prima tournée de Mistero buffo, omaggio a uno dei suoi maestri: Dario Fo. La commedia in versione pop (popolare, viva, eclettica) ci racconta dell’ultimo Paolo, che sente il fascino di essere rimontato in sella dopo essere caduto da cavallo.
In attesa di incontrarlo nuovamente consiglio la lettura del suo ultimo libro: La commedia è finita! per Elèuthera editrice. Un dialogo affascinante con Paolo Rossi sullo stato dell’arte e della realtà di questo nostro Paese.

Sei un grande ammiratore di Gaber e questi cantava: “C’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza”, per questo hai in intitolato il tuo spettacolo Sulla strada ancora?
Lo intitolato così perché a seguito di quello che è successo ci siamo ritrovati sulla strada. Che poi è la strada di Kerouac, di Gaber, de Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy.
Però è necessario essere sulla strada e come hai detto alla fine dello spettacolo, da lucidi.
In questo periodo sì. Magari negli anni 70 potevi permetterti qualche svarione per amplificare la coscienza. Adesso è il momento di restar lucidi, molto lucidi.
Dall’82 che parli di Berlusconi, ne hai un po’ le scatole piene?
Ma ne fa una a settimana, solo che questa l’ha fatta grossa, è l’unico che Obama non ha chiamato.
Obama è un buon inizio per ricominciare
Non so, non è che tutti i neri…..
Non perché sia nero…..
Sai, non è il primo afroamericano, anche Colin Powell lo è, Condoliza Rice. Prima voglio vedere.
Fini ha detto che l’America non è pronta per un nero.
Sì, invece l’Italia lo è.
Moni Ovadia dice che ormai l’Italia è il laboratorio dove si sperimenta ogni nefandezza umana nei confronti del diverso.
Sì, però la cosa peggiore è che si fa sempre alla carlona, avvengono episodi di intolleranza gravissimi senza che si accertino mai le responsabilità. Poi vengono abilitati da personaggi come Berlusconi che, io non criminalizzerei neanche più di tanto, magari quella frase ad Obama l’avrà detta a mo’ di barzelletta in milanese: l’è gioan, l’è bel e abronza’. Magari ci sarà rimasto male e sorpreso del fatto che buona parte degli italiani si siano vergognati.
Sei tornato sulla scena, torna Sabina Guzzanti, Marco Travaglio dal prossimo anno porterà a teatro il suo giornalismo vero, c’è bisogno di farsi sentire.
In modo diretto e più artistico, sì.
Ti confortano le manifestazioni in piazza degli studenti?
Quando gli studenti vanno in piazza mi fa sempre piacere.
Credi che possa portare a qualcosa?
C’è sempre la speranza che così sia. Comunque, è sempre un segno di vitalità. E’ diverso dai miei tempi quando si manifestava anche contro i professori, il loro fare prevaricante. Adesso, vedo i professori con gli studenti, le istanze sono diverse.
E’ il sistema che oscura le coscienze o queste che oscurano il sistema?
Penso che sia stato fatto un lavoro di oltre vent’anni sulle persone, per cui queste non hanno più coscienza. Abbiamo bruciato almeno tre generazioni. I giovani sono i veri martiri; almeno noi abbiamo avuto la possibilità di dire qualcosa, questi non possono dire nulla.
Tu dal palco riesci a capire quanta partecipazione ci sia da parte del pubblico. E’ cambiata da quando hai iniziato rispetto agli ultimi anni?
E’ variata a seconda dei momenti storici. Negli ultimi tempi ancor di più. C’è stato un periodo in cui cercava conforto, un altro in cui cercava controinformazione. Adesso, siccome le informazioni sono tante, ecco, è giusto che sia Travaglio che porti una vera informazione e che gli attori facciano il loro mestiere.
E’ uno spettacolo che vuoi portare avanti da solo per scelta o c’è qualcos’altro?
Credo che bisogna dirsi le cose in faccia per come realmente sono, senza nascondersi. Ci sono stati problemi legati alla mia salute, la tournée precedente è saltata, il danno economico è stato grande e adesso devo ricominciare, accumulare soldi per ritornare a spenderli.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente