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Intervista


Intervista a Sabina Guzzanti

di MM/MF - 25/11/2008

Premetto che non mi sono mai posto, seriamente intendo, la meditazione di una possibile donna ideale: tutte, a loro modo, per me, lo sono.
Però, alla fine dell’intervista, ripensando allo spettacolo, mi sono scoperto profondamente attratto dalla donna Sabina Guzzanti.
Grazie! In questo benedetto “paesello per vecchi”, incontrare una donna così, non è facile.


Allora, la ministra Carfagna ci fa sapere, dalle righe de La Repubblica che Massimo Boldi, artisticamente, è meglio di Nanni Moretti in quanto almeno fa ridere. Anche tu stasera te la sei presa con Moretti, ti stai carfagnizzando?
No, guarda, non mi fate parlare della Carfagna, non mi va. Però, Boldi fa ridere e sono d’accordo con la Carfagna.
Che ne pensi del ritorno di Daniele Luttazzi e di Marco Travaglio che si dà al teatro?
Non ho ancora visto lo spettacolo di Travaglio ma mi sembra che stia andando forte, Daniele è un po’ che gira.
Però, il fatto che Travaglio debba andare nei teatri a portare l’informazione di cui c’è tanto bisogno, è un fatto sensibile.
Indubbiamente, ma penso che anche altri giornalisti l’abbiano fatto, Fini, non nel senso di Gianfranco, quell’altro…..
….Massimo Fini…
…che poi è andato anche benino; anche mio padre l’ha fatto. Se non possono scrivere determinate cose, beh, devono trovare altri canali e mi sembra che si divertano anche parecchio.
Ma Travaglio, insomma, in Inghilterra sarebbe un bravo giornalista, quanti ce ne sono alla BBC, in Francia, basta leggere Le Monde per avere idea di cos’è il giornalismo, qui, da noi, Travaglio diventa un fenomeno.
E’ vero però che Travaglio sta in una trasmissione vista da cinque milioni di persone, quindi, ha un buono spazio.
Vedendo un po’ di reticenza chiediamo:
Non ti piace tanto rilasciare interviste?
Non mi piace spendere giudizi sugli altri.
Pur vero! Senti, piazza Navona è un luogo predestinato, prima tu incendi gli animi, poi gli scontri tra blocco studentesco e studenti di sinistra, ma…..
….dici che c’è un’energia speciale?
Mi chiedo perché solo a Roma, il resto d’Italia?
Adoperatevi, state sempre a criticare il Sud, fate un po’ di manifestazioni pure qua.
Io sono del Sud, quindi…..
Beh, organizzatele, i fascisti li avete no? Non vi manca certo la materia prima.
Come hai visto il pubblico di questa sera?
Attivo, partecipativo, abbondante e entusiasta.
Abbondante addirittura? Io avrei detto…..
Scarso?
No, scarso no, ma rispetto a quello che avviene nei salotti delle case, dove tutti stanno davanti ai televisori, lobotomizzati.
Ma i salotti sono più piccoli dei palazzetti, stanno più appiccicati.
C’è speranza, detto da te che hai il polso della situazione, che sempre più gente possa acquisire una coscienza andando a teatro o rimangono degli spettacoli a sé stanti? Tu dici: io ci provo, poi….
A parte questo, però, lo spettacolo che va nei palazzetti viene visto da molta gente, poi è chiaro che non è la televisione; però c’è una possibilità, a teatro, di confrontarsi con il pubblico che in televisione non c’è; poi, in teatro si può parlare, in televisione no.
Il fatto che a Brescia, ma avrebbe potuto essere qualsiasi altro posto, ti sia stato dato questo spazio e non un teatro importante….
Credo che tu non sappia quello che tu dica….
No, infatti, se me lo spieghi…..
I teatri sono più piccoli, quindi c’è posto per meno gente….
Non era una critica, era una constatazione.
Nei teatri, quando sono grandi, ci possono stare 800-1000 persone, quindi è un buon segno fare uno spettacolo di questo genere in un palazzetto piuttosto che in un teatro.
Volevo capire se ci fosse anche una sorta di censura che vale per i teatri come per la televisione.
Sicuramente, anche se io vado negli spazi privati piuttosto che pubblici, considerando da chi viene curata la gestione della struttura stessa.
Ti volevo chiedere se nei tuoi spettacoli utilizzi materia nuova a seconda di ciò che giornalmente accade.
Sì, aggiorno abbastanza i miei spettacoli. Rispetto a Firenze ho tolto delle cose che erano diventate vecchie, comunque, lo spettacolo è abbastanza strutturato, aggiungo delle singole battute ma c’è un canovaccio di base ben consolidato, anche perché non si può parlare di tutto, già lo spettacolo dura due ore e più, se volessi approfondire tutto non basterebbero quattro ore.
Una domanda che abbiamo fatto…..
Però, io vorrei andare……
…questa è una domanda importante però, l’abbiamo fatta a Moni Ovadia, a Paolo Rossi, e riguarda il movimento studentesco e la protesta sociale, secondo te, questa ritrovata vitalità porterà a degli sviluppi interessanti?
Beh, ogni data, più o meno, qui a Brescia non è avvenuto perché non è stato organizzato, il pomeriggio incontro gli studenti e la sera faccio lo spettacolo, perché spero vivamente che….
…anche perché i media non me parlano più, eppure c’è!
I media ne parlano all’inizio e poi mollano, infatti, proprio di questo discuto con gli studenti, cioè di come regolarsi rispetto all’informazione e di non pensare di non esistere più proprio perché i media non ne parlano. Quindi, li esorto ad essere più smaliziati e a non fare il loro gioco, credendo di esistere solo perché i giornali, le televisioni, ne parlano.























 

 

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