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Intervista


Franca Valeri al Teatro Donizetti dopo “Le Serve” di J. Jenet

di MF & MM - 02/10/2007

Vorrei partire da un’affermazione di Edoardo Sanguineti che abbiamo intervistato e che si fa portavoce dell’assoluta necessità di riaffermare l’odio tra le classi; J. Jenet con questa tragicommedia mette in scena in maniera platealmente superba questa differenza sociale a volte incolmabile.
Non so se è una necessità o una fatalità, difficile che non esista più questo tipo di odio che divide il mondo in tanti strati.
La sua voglia di mettersi alla prova con un testo così importante è frutto di una scelta particolarmente consapevole?
Ma, io non faccio niente di cui non sono consapevole, anche perché ho una lunga esperienza, ho fatto tante scelte nella mia vita, quasi sempre molto ponderate e anche questa è stata tale.
Ieri hanno proiettato in città alta a Bergamo uno dei bellissimi film di Comencini: Tutti a casa. Comencini, Alberto Sordi, Vittorio Gasmann, pezzi di un cinema che non c’è più; Franca Valeri che si allontana dal cinema e che si dedica al teatro.
Sai, non è che ci allontana da un’attività e che a un certo punto non ti appartiene più, il cinema è cambiato, non è più il cinema-commedia che aveva bisogno degli attori, noi abbiamo fatto la nostra stagione; io ho fatto un bel film con Comencini che era Un eroe dei nostri tempi e poi anche un altro che era Mariti in città, era anche un amico, purtroppo sono figure che scompaiono, che hanno dato molto.
Ci sono degli attori di teatro e del cinema che possano rimpiazzare queste grandi figure?
Ma ci saranno sicuramente, non mi va di fare una introspezione ma nelle generazioni che si susseguono c’è sempre qualcuno. Non è che c’è un afflusso rigoglioso di talenti, però ci sono e ne verranno perché ci sono tanti giovanissimi che sembra promettano bene, che hanno passione e interesse, per seguire noi, beh che, diciamo così, vuol dire che c’è qualità ecco, perché l’abbiamo fatta anche noi.
A vederla sul palco non si direbbe l’età che ha.
No, ma insomma, certo non sono dell’ultima generazione.























 

 

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