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Intervista


Edoardo Sanguineti
La poesia?, io me la pratico, tutti i giorni!

di Gaspare D’Angelo - 02/10/2007

Lei scrive: “la poesia, io me la pratico”, ecco, come facciamo a praticare la poesia?
L’altro giorno in una di queste cartoline radiofoniche parlavo della cartolina postale come di un genere letterario e dicevo che mi piaceva per la sua forma epigrammatica e se qualcuno mi dicesse: “io voglio scrivere delle poesie, che consiglio mi dà?”, io gli risponderei di scrivere delle cartoline postali, cioè dei testi brevi che abbiano un gusto di epigramma e che raccontino come spiego in una poesia, che avevo tempo fa, un piccolo fatto vero.
Un fatto curioso visto che l’anno scorso sono uscito con un libretto di poesie dal titolo “Cartoline poetiche”.
Fantastico, allora andiamo d’accordo.
Noi, attraverso la poesia, spesso riusciamo a fare anche solidarietà, siamo impegnati con Emergency, con un progetto Burkina Fasu e anche con la casa memoria Peppino Impastato giù a Palermo, le volevo chiedere: la funzione sociale della poesia, oggi, in un’epoca in cui i media l’hanno oscurata.
La funzione sociale della poesia oggi è abbastanza repressa nel senso non che la poesia possa fare poco di per sé, vale come qualunque sistema comunicativo anzi, io sottolineo sempre, se ne scrive una quantità come non se ne mai scritta, perché il modo è molto più alfabetizzato che in passato e se ne produce dunque in una quantità terribile, solo che questo ha un aspetto negativo: se tutti danno la prevalenza dello scrivere sul leggere, tutti scrivono e poi chi legge più?, infatti, molta poesia è debole come forma comunicativa non in sé ma proprio perché è praticata molto, quella che io dico una crisi di sovrapproduzione.
Non c’è anche un problema nel dover distinguere poesia e…..
….questa è responsabilità di tutti.
Non crede che potrebbe essere il genere letterario della nostra epoca?, paradossalmente, visto che si va di fretta?
Ma infatti, questo è quanto spiega il perché se ne produce tanta, perché proprio segue, riesce, ha una forza incisiva, rapida che corrisponde alle esigenze dei nostri tempi. Infatti, si criticano tanto i messaggini telefonici, ma in fondo sono delle micropoesie, non vogliono essere poesie ma riescono nella loro forza comunicativa, sono dei microepigrammi e a partire da quelli si possono creare tante cose.























 

 

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