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Intervista


Intervista a Gioacchino Genchi

di Massimiliano Forgione - 06/10/2009

Hai parlato di massoneria e di servizi deviati a partire dalla strage di Portella della Ginestra, però, la stessa unità d’Italia chiama in causa questi due soggetti, i Savoia e il massacro che del Sud hanno perpetrato e da dove evidentemente dovremmo partire per spiegarci la mancanza endemica di democrazia nel nostro Paese.
Sì, in tutti i fenomeni trasversali alla politica che aggregano esseri umani, soggetti, coscienze, quali i sindacati, i partiti, le associazioni, i movimenti, c’è un livello superiore, anch’esso trasversale, che è appunto la massoneria che ha avuto varie fasi nella storia d’Italia e in vari momenti ha fatto la vera storia del Paese. Ricordiamo i carbonari e quindi riconsideriamo l’unità d’Italia, il Risorgimento, il contrasto stesso al fascismo, perché la massoneria si pone, nella prima fase della dittatura fascista come movimento di opposizione, esattamente come la mafia, infatti, il fascismo combatte tanto la massoneria quanto la mafia, tutto ciò fino al 1923-24 con il mandato conferito al prefetto Mori; quando poi, sia la mafia che la massoneria, hanno capito che bisognava convivere con il fascismo, si sono insinuati nel sistema di potere. Ciò è avvenuto anche con l’avvento della Repubblica. Quindi, oggi la massoneria ha il pieno controllo del potere anche con subaggreazioni e fazioni interne alla Chiesa, quali: Comunione e Liberazione, Compagnia delle Opere, Opus Dei, con al loro interno gruppi imprenditoriali. Potrai leggere nel libro come, dalle intercettazioni di Catanzaro, risulta di primo piano un soggetto espulso dalla P2, da Licio Gelli, per indegnità. Un massone è a capo di un’aggregazione di poteri forti, con ufficiali della finanza, ufficiali dei carabinieri, politici e magistrati; ebbene, in questo grumo di interessi, ti posso assicurare che la trasversalità va dai partiti della sinistra estrema, ad esempio quello dei comunisti italiani con validi esponenti a incominciare da Oliviero Diliberto, fino ad arrivare ad esponenti dell’estrema destra eversiva e fascista. Questa capacità aggregativa della massoneria e dei circoli massonici è il vero pericolo per la democrazia e per le istituzioni dello Stato.
Oggi, 4 ottobre, nasce il Movimento di Liberazione Nazionale. Vengo da Milano e porto esperienza diretta di un tipo di democrazia partecipata dal basso e dove, in assenza di leader, ognuno conterà per se stesso, attraverso un tesseramento gratuito e una password per discutere in rete le proposte e le istanze del movimento stesso. Quali speranze e prospettive vedi in questo nuovo soggetto politico?
Tutte le aggregazioni di uomini liberi, qualunque siano le sigle e gli orientamenti ideologici, sono proficue per un sistema democratico che è certamente in crisi a causa di un sistema partitocratrico che è allo sfascio. Le iniziative di Grillo, sia quelle con i meetup, sia quelle dei vaffanculo, sia quest’ultima del MLN, sono degne di considerazione e mi sento di aderire senza remore. Io, non potrò mai dimenticare che Beppe Grillo è stato uno dei primi, assieme ad Antonio Di Pietro, Sonia Alfano e Salvatore Borsellino, a ribellarsi all’attacco che era stato rivolto nei miei confronti e di quelli dei magistrati di Catanzaro. Credo molto in questo Movimento e alla forza che la Rete potrà dargli per farlo diventare radicato sul territorio. E’ molto importante che i giovani e le persone che vi aderiscono abbiano la consapevolezza di una partecipazione che dev’essere sempre più attiva e capillare sul territorio con interventi su problemi sociali quali: la tutela dell’ambiente, del lavoro, delle fasce deboli ed emarginate, la tutela dell’informazione e della scuola, che per me, rimane uno dei capisaldi fondamentali di questa democrazia.
Hai evocato l’importanza della Scuola e dell’Informazione. Registriamo la nascita e il successo del giornale Il fatto quotidiano che ascrive a parole quali Libertà e Indipendenza piena dignità.
Indubbiamente, e lo sta dimostrando coi fatti, con gli articoli che pubblica, con l’assoluta trasversalità e capacità di denunciare comportamenti devianti e sbagliati anche dei partiti che dovrebbero fare opposizione. Ha pubblicato i nomi dei parlamentari che non erano presenti alla votazione sullo scudo fiscale e, tra questi, c’erano uomini non solo del PD ma anche di Di Pietro. Questo è giornalismo: serio, libero, onesto.
E da uomo libero come vive Gioacchino Genchi, perché, fino a quando vi era il segreto professionale su tutta l’attività che svolgevi, certe verità non potevi pronunciarle; proprio quelle verità che taciute c’hanno portato ad un livello di democrazia così basso.
Io ho avuto la capacità di trasformare la situazione di disagio alla quale mi hanno costretto, indagandomi e sospendendomi dal servizio, in opportunità per recuperare la mia libertà e poter dire non solo ciò che penso ma anche ciò che mai avrei potuto se solo fossi rimasto in servizio nella polizia di stato. Io pago un prezzo altissimo, in termini personali e familiari, ma ho trovato un riscatto morale, solidarietà e soddisfazione, nel momento in cui ho riacquistato la mia libertà.
Ci vuoi ricordare il titolo del libro di prossima uscita?
Sì, Il caso Genchi, storia di un uomo in balia dello Stato, scritto da un bravissimo giornalista: Edoardo Montolli, edito dalla casa editrice Aliberti.























 

 

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