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Intervista


Intervista a Nando Dalla Chiesa

di Massimiliano Forgione - 21/11/2009

Ormai l’opposizione non viene più fatta in Parlamento ma organizzata tramite la Rete per poi sfociare addirittura in manifestazione di Piazza. Faccio riferimento al NoBerlusconiDay del 5 dicembre 2009. Cosa potrà avvenire a seguito di questa iniziativa?
Potrà avvenire tutto e niente. Io sono convinto che sia la storia a decidere, come quando si verifica una combinazione chimica, il corso che gli eventi devono prendere. Comunque vadano le cose sarà un momento importante dell’opposizione a Berlusconi. Credo che ci sarà tanta gente, che c’andrò anch’io.
Come mai il PD ancora una volta si defila e non riesce ad interpretare, a raccogliere le istanze della piazza, dei suoi elettori?
Credo che il problema sia il nome, se chiami una manifestazione NoBDay, un partito non vi prende parte.
Vi è un difetto di forma?
Sì, perché sembra che la denuncia vada fatta tutta nei confronti di una persona. Capisco il cittadino che identifica in Berlusconi colui che sta accentrando, per motivazioni personali, tutta l’attività parlamentare, però, capisco Bersani che ha appena preso le redini del partito e si rifiuti di portarlo in piazza visto che aveva detto che l’opposizione non sarebbe stata contro la persona. Comunque, è un problema di sensibilità, sono con Bersani, l’ho sostenuto, ma ritengo che Berlusconi bisogni saperlo contrastare e, il 5 dicembre, in piazza, ci sarò.
Questa manifestazione è stata organizzata soprattutto dai trentenni, coloro che più vivono sulla propria pelle la sensazione di un futuro rubato, scippato. Vedere oggi gli adulti, a parte rare eccezioni, mette sgomento; sono i più compromessi in quanto responsabili di aver svilito il concetto di resistenza fino a svenderlo. La fatica di trovare dei buoni maestri, come si spiega questo lassismo, a incominciare proprio da coloro che avrebbero dovuto infondere il sentimento della perseveranza e della giustizia?
Credo che i buoni maestri ci siano e se ne trovano anche, ma purtroppo non sono i più conosciuti, semplicemente perché non fanno audience. Il sistema mediatico è molto selettivo e se decide che la Serrachiani è il nuovo perché ha un viso carino ed è spendibile, beh, è chiaro che la realtà non è adeguatamente rappresentata; quanti quotidianamente operano positivamente e nel più assoluto silenzio? Ciò fa parte di un racconto della realtà fortemente amputato.
Di stagione in stagione la situazione degenera e diventa sempre più preoccupante: ai giovani precari si aggiungono i precari della scuola, i cassintegrati, i disoccupati, le proteste degli immigrati che assumono varie forme a seconda che avvengano al nord o al sud. Possibile che il Governo non abbia percezione di una tenuta sociale a rischio?
Ma a questo governo tutto ciò è assolutamente indifferente. Ciò che rientra nel concetto di sociale, per questa maggioranza, ha validità solo in termini elettorali. E’ mortificante doverlo ammettere per un italiano, ma è così. Perché gli uomini del governo si permettono di dire certe cose nei confronti degli immigrati? Perché non votano. Ecco, questa è la misura della dignità altrui che dà la misura della dignità di ogni singolo uomo del governo.
A tuo modo di vedere questo governo giungerà alla fine della legislatura?
Io non credo! E’ molto difficile che arrivi alla fine della legislatura.
E ripulire tutte le scorie che il berlusconismo ha generato?
No, questo è impossibile. Ciò richiede un lavoro di riscatto morale che esige una classe dirigente integerrima.























 

 

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