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Intervista


Bruno Bozzetto “Meno male che ho la mia età: la sovrapproduzione è un pugno e noi abbiamo bisogno di carezze!”

di MF - 03/10/2007

Arte e tecnica caratterizzano la sua professione, quanto l’innovazione dei linguaggi ha bisogno dell’una e quanto dell’altra?
Ultimamente la tecnica è diventata predominante perché stanno uscendo a bomba tutti i nuovi sistemi dal 3D a Flash ad animazioni che vengono fatte sempre più utilizzando la tecnica, quindi ha una grande importanza ma è importante non farle superare un certo livello, altrimenti sarà lei a dettare leggi e poi si diventa schiavi della tecnica.
Lei sta lavorando anche con lo strumento internet. Quanto può essere viatico di profonde trasformazioni sociali e quanto invece bisogna diffidare?
Ma, come tutti i mezzi nuovi non si sa bene che tipo di valore abbia; io lo trovo interessantissimo perché è un mezzo di informazione fantastico, però, come tutti i mezzi bisogna utilizzarlo con intelligenza, come tutta la tecnologia.
Cosa intende quando dice che nel processo di creazione bisogna sempre tener presente il pubblico al quale ci si rivolge. Non pensa che questo tipo di approccio possa essere limitante o comunque accondiscendente?
Infatti ho esagerato, intendevo dire che io ho un pubblico ideale ma è un pubblico astratto che è quello dei miei compagni di scuola di quando andavo al liceo, cioè io a quell’epoca mi ero creato il mio mondo di persone che stimavo, che erano intelligenti, per molti anni ho avuto in testa loro come punto di riferimento. Quindi, non ho un pubblico da accontentare, ho un pubblico ideale che immagino come persone giovani e intelligenti.
Conoscere bene ciò di cui si parla, una possibilità per non cadere nei luoghi comuni e auspicare di proporre dell’originalità. Quanto di tutto ciò vede nella produzione artistica delle giovani generazioni?
Io vedo originalità proprio in questo, nelle cose che conoscono bene. Quando vedo dei film italiani resto allibito, ci sono delle cose bellissime, profonde, dove si vede che conoscono bene l’argomento. Quando escono dal loro seminato, quando vogliono imitare gli altri, cadono nel banale. Ecco, penso che il segreto sia parlare di ciò che si vive in prima persona, che si sente proprio.
A che punto è l’arte oggi in Italia? Quanto è aiutata dalle istituzioni?
Non lo so, non sono un grande amante dell’arte in generale. Ieri mi sono fatto una domanda: - Se Picasso nascesse oggi lo noterebbe qualcuno? –….
…..lei comunque propone dell’arte….
….non so cosa sia l’arte, può darsi, direi che uso un mezzo di comunicazione, faccio fatica a definire l’arte. Oltretutto, non mi piace l’arte statica, mi affascina di più ciò che è in movimento, la vita. Ci sono molti ragazzi di talento che fanno fatica a farsi notare, tali capacità ai miei tempi erano già ritenute il massimo, hanno dei lavori strepitosi e non riescono ad emergere, mi dispiace, vorrei fare qualcosa. Mi rendo conto però che siamo in tanti, che c’è un eccesso di produzione, diventa difficile catturare il particolare quando c’è sovrapproduzione, ma questo è il mercato. Io, per fortuna ho gli anni che ho.























 

 

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