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Intervista


Intervista a Leonardo Facco, autore del libro 'Umberto Magno'

di Massimiliano Forgione - 26/04/2011

Leonardo Facco, autore del libro Umberto Magno edito dalla casa editrice Aliberti; perché il tuo libro è diverso da tutti quelli scritti sulla Lega?
Per il semplice fatto che riporta tutta una serie di documentazioni esclusive ed originali che in nessun altro libro sono mai state pubblicate; premetto che ho vissuto per un decennio dentro i meccanismi di qualsiasi livello del Movimento Lega Nord e, quindi, posso dire di conoscere il partito nei minimi dettagli. Ecco, direi che la differenza sostanziale è questa: i giornalisti che finora hanno scritto della e sulla Lega lo hanno fatto per sentito dire o, al massimo, per aver assistito al raduno emblematico del Movimento: quello di Pontida; quindi, si tratta di trattazioni che sono il precipitato di quei meccanismi interni che io, in quanto ex militante, ho conosciuto personalmente e di cui ne do conto in questo libro.
Ciò che subito mi ha interessato del tuo libro sono gli scandali finanziari di cui la Lega è stata protagonista sin dagli inizi della sua esistenza, che hanno causato danni non indifferenti proprio ai militanti del partito e che continuano a caratterizzare il suo operato. Mi permetto di fare un nome: Consoli, il banchiere padano della Veneto banca, solo ultimo protagonista di questo "modus operandi" che rende falsa l'immagine di una Lega diversa da tutti gli altri partiti.
Non conosco questo nome e di questi ultimi scandali finanziari ne conosco i racconti, perché da dieci anni ho rinnegato la Lega e il suo affarismo. Il fatto, però, è questo: tutti gli scandali finanziari attuali affondano le loro radici in quelli dei primi anni, cioè, quelli che io racconto. Chiariamo subito una cosa: tutte le operazioni finanziarie, che poi si sono rivelate essere veri e propri scandali finanziari, sono state, tutte, volute da Umberto Bossi in persona. Lui aveva l'idea, lui comandava il primo che gli capitava sottomano e che considerava un suo fedele di portare avanti quella determinata operazione che poi, puntualmente, falliva. E' quanto avvenuto anche con la Credieuronord che, tra l'altro, ha un precedente storico di cui nessuno parla: il fallimento della Banca di Rho. Ecco perché dico che tutte le operazioni finanziarie della Lega, anche le più recenti, sono strettamente legate alle prime nel tentativo di recuperare quegli enormi fallimenti. Questa è la chiave di lettura per capire il recente scandalo delle Sei cooperative Savoia in merito alle quote latte; ebbene, la gente si chiede perché la Lega salva cento agricoltori quando migliaia hanno pagato, rateizzando, le multe inflitte dalla Comunità Europea; il tutto è riconducibile al fatto che vi sono due inchieste: una a Saluzzo e una a Pordenone che hanno già visto condannati in primo grado, oltre una serie di persone legate a queste cooperative, il senatore Robusti, un personaggio molto importante della bassa Lombardia, il protagonista della protesta di fine anni '90 della mucca Ercolina proprio contro le "quote latte". Notizia di pochi giorni fa è che in secondo grado di giudizio è stato chiesto addirittura il doppio della pena per questo senatore e, proprio come dicevo prima, le indagini riconducono a passaggi di soldi poco chiari tramite, appunto, la Credieuronord. C'è ancora molto da scoprire in proposito perché il filone Banca Popolare Italiana e scalata Antonveneta ha ancora un processo tutto in dibattimento a Milano. Poi, i tempi della Giustizia sappiamo che sono biblici ma non può non destare sospetti l'appoggio che la Lega dà al processo breve nella speranza che tutto venga prescritto, proprio perché vi è dentro mani e piedi negli scandali finanziari che hanno caratterizzato la storia recente di questo Paese.
Potresti continuarne la carrellata? Il tuo libro è interessante per questo!
Possiamo parlare della speculazione finanziaria del villaggio in Croazia, anch'esso un filone ancora aperto ma per il quale una condanna già c'è stata: quella all'ex parlamentare Cavaliere, personaggio importantissimo della Lega verso la fine degli anni '90 inizi del 2000 in Veneto. Un inciso a proposito del fallimento della Credieuronord: dei 3000 militanti che vi hanno lasciato i propri risparmi, appena 1000 hanno avuto un risarcimento pari all'80%; questo, oltre ad avvalorare la certezza che i primi ad essere imbrogliati dalle politiche scellerate del partito sono proprio i militanti, ci fa capire che, oggi, comunque, per la Lega è diventato facile pagare a fronte di una condanna grazie al pieno di soldi pubblici che sta facendo da che è al Governo, ciò è avvenuto anche con la truffa dell'acquisto del terreno dei raduni a Pontida, ecco perché la Lega di oggi non si può capire se non si conoscono questi fatti torbidi che hanno segnato la sua esistenza, voluti da Bossi, e che noi militanti sapevamo che sarebbero stati un fallimento. Sono proprio questi fallimenti che portano all'accordo del 2000 con Berlusconi che salva il partito dalla bancarotta attraverso l'apertura di un credito di 2miliardi dell'allora segretario amministrativo di Forza Italia, Gianni Dell'Elce, alla Lega Nord per tramite della Banca di Roma di Geronzi, guarda caso!
Da quanto racconti si evince che Bossi sia il dominus assoluto della Lega senza il quale nulla accadrebbe.
Assolutamente sì! Solo l'informazione ci vuol far credere di un Maroni che conta, di un Calderoli influente; questa gente non ha voce in capitolo se non quali esecutori dei voleri di Bossi e agiscono solo se ritengono che la loro azione possa essere utile alle loro carriere. Tutti, assolutamente tutti, all'interno del partito agiscono per correnti e nel tentativo di entrare nelle grazie di Umberto Bossi. Adesso, chiaramente quest'ultimo, dopo l'incidente del 10 marzo 2004, non è più il leader carismatico di un tempo, ha un'autonomia limitata a cinque ore giornaliere, ma ha mantenuto tutto il suo potere esercitandolo per il tramite del famigerato cerchio magico con la moglie in testa; nessuno ha mai contato nulla in Lega, nessuno!
Allora, le varie fasi ascendenti della Lega, il crescendo dei: meridionali terroni, degli immigrati, della criminalità che è solo da Roma in giù, dell'astrazione della Padania; insomma, di tutti quei ritornelli che servono a risollevare i consensi elettorali del Movimento sono solo espedienti che nascondono un modo affaristico di operare assolutamente radicato e caratterizzante di tutta la politica.
A posteriori l'analisi si può fare in questo modo, certo! Quando io incrocio la Lega a metà degli anni '80, sono assolutamente convinto della sua forza rivoluzionaria, il federalismo di Miglio era ciò per cui migliaia di militanti davano il loro voto, quando nel '96 il Movimento fece il pieno di voti, ci credevamo nella secessione......
.....sbaglio o è proprio del '96 l'invenzione della Padania?
Viene lanciata per bocca di Bossi in quell'anno ma non è sua, bensì la mutua nelle feste dei militanti dalla Libera Compagnia Padana, esattamente Gilberto Oneto che tra l'altro vi scrive un libro L'invenzione della Padania; Umberto Bossi, che è un uomo caratterizzato da estrema ignoranza e che ha sempre vissuto di espedienti, ha questa capacità di appropriarsi delle idee altrui, di assorbirle e di farsene portavoce.
Mi sembra di non vedere tanta differenza tra il partito della Lega e quelli che ne compongono l'attuale coalizione del PDL, ossia, i non più Alleanza Nazionale e Forza Italia.
Beh, all'inizio vi era una differenza, perché comunque i militanti della Lega, anche nella persona del cialtrone Umberto Bossi, all'inizio cercano di fare una politica diversa da quella esistente, al contrario di Berlusconi che vi entra per farsi gli affari suoi. Però, e ripropongo una massima di Ronald Reagan: i migliori non stanno in politica perché se così fosse il mercato li prenderebbe con sé. Ora, il mercato non ha mai voluto Umberto Bossi! Bene, non dimentichiamoci mai che Bossi fonda la Lega Lombarda nel 1984, quando già aveva 44 anni, età fino alla quale ha vissuto di espedienti: si è inventato lauree mai avute, millantava di essere un chirurgo, si è venduto l'automobile del cognato a sua insaputa, ha fatto porcherie di ogni genere e ha trovato nella politica, che è il terreno dell'effimero, il suo habitat naturale. Però, bisogna dire che non è entrato nell'agone politico per farsi gli affari suoi al contrario del più grande imprenditore italiano Berlusconi che nel '94 fonda Forza Italia per salvarsi dalla galera e che ingloba Bossi quando capisce che il suo Movimento sta sconquassando l'assetto del Pentapartito in Lombardia; ci sono registrazioni che io ho fatto a Giuseppe Babbini, autista di Bossi tra l'84 e il '96, che testimoniano di come Bossi andasse ad Arcore già prima del 1994. Ebbene, i due fanno l'accordo che poi Bossi rompe con la balla della mancanza di convergenza sulla riforma della pensioni che, in realtà, non vuole svelare una diatriba di un potere che vuole Bossi in assoluta ascesa esattamente come la Lega che non ha problemi economici in quanto enormi sono i finanziamenti che provengono dai suoi sostenitori. La storia del poi l'abbiamo già raccontata e sono tutti quegli scandali che fino al '94 erano materia estranea per il partito.
E' una conferma l'assoluta discrasia che vi è tra la realtà di quello che ci racconti e quella che ci arriva dagli organi di informazione.
Considera che oggi la Lega rappresenta il potere e quindi nessun giornalista scriverebbe realmente contro se non in chiave retorica. Un esempio è il ritornello mediatico di un Berlusconi in mano alla Lega quando è esattamente il contrario e la vicenda degli immigrati lo conferma, perché a parte il "fora de bal" di Bossi, la Lega, per la seconda volta, vara la più grande sanatoria dopo quella delle badanti.
Quindi, la quasi trentennale battaglia politica della Lega è assolutamente perdente!
Fallita! Anche questa legge amministrativa 42 che spacciano per federalismo è un insulto degno del più centralisti dei governi. Pura propaganda, nessuna delle battaglie politiche della Lega è stata portata a termine e, soprattutto, in ventisei anni di esistenza, di cui gran parte al Governo, questo Paese è sull'orlo del baratro, tutto è peggiorato. Un altro esempio di come la Lega non sia interessata al cambiamento è la notizia, recente, del percepimento della baby pensione della moglie di Bossi; ebbene, la legge sul prepensionamento a suo tempo, e parlo del '92, fu bloccata proprio da Maroni e Bossi, il primo perché aveva la moglie che lavorava in Finmeccanica e il secondo per la moglie insegnante, entrambe a riposo prima del tempo. Quindi, da un lato abbiamo i vertici del partito che fanno propaganda sulle nefandezze di questo Paese e dall'altro gli stessi vertici che hanno le mani in pasta e cercano di trarre vantaggio come meglio possono.
Da chi ha vissuto all'interno la speranza del cambiamento e ne racconta oggi la delusione, che affresco ci dai dell'evoluzione della situazione socio-economica del nostro Paese?
Non c'è il minimo dubbio che il nostro è un Paese senza futuro in quanto irriformabile. Teniamo presente che dopo la Romania siamo il secondo Paese con il maggior numero di emigrati che non è forza lavoro ma cervelli e imprenditori. In vent'anni di dibattito sulle riforme mai nulla è stato fatto; lo statalismo ammazza questa nazione, il 65% dell'economia passa dallo Stato, una volta che si sarà esaurita la ricchezza accumulata negli anni '50 e '60, quando lo Stato aveva un'ingerenza pari al 15% sulla ricchezza prodotta dai cittadini, assisteremo a degli scontri epocali che metteranno a rischio la convivenza civile.























 

 

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