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Intervista


Intervista a Rinaldo Gianola, vicedirettore de L'Unità

di Massimiliano Forgione - 02/06/2011

Quanto è intellettualmente onesto da parte di Bersani e di tutto il PD porre il cappello sulla vittoria milanese di Pisapia che sin dalle origini non gli appartiene?
Ma mi sembra che Bersani non ci abbia messo il cappello e che chi ci abbia provato è stato Vendola che è venuto a Milano a fare un comizio quantomeno inopportuno. Comunque, se è vero che Pisapia era il candidato indicato da Vendola, il PD a Milano è diventato quasi il primo partito e quindi penso che sia stata una vittoria positiva per tutta l’opposizione, poi bisognerà vedere come intendono articolarla, questa opposizione.
E quindi il PD dovrebbe più guardare al cosiddetto Terzo Polo o alla parte più estrema: SEL, IDV e tutte le Liste Civiche che in questi anni si sono create, hanno lavorato bene e hanno spostato consensi considerevoli?
Mi sembra che il PD debba innanzitutto costruire se stesso, proprio a partire da queste elezioni amministrative. Poi, siccome oggi in Italia non c’è opposizione e governo alternativo senza il PD è chiaro che in qualche modo tutte queste forze dovranno trovare un fondo comune di collaborazione e di alleanze che, però, solo la politica del momento potrà decidere e delineare.
C’è un bel suo articolo-inchiesta su L’Unità di oggi che ci spiega come la borghesia economica milanese si stia politicamente riposizionando, a seguito del risultato elettorale, e di come alcuni banchieri abbiano sponsorizzato la candidatura di Pisapia.
Il mondo degli affari non è solido e inamovibile, è fluttuante, si accomoda e quindi è chiaro che Pisapia, durante la campagna elettorale sia stato appoggiato da una borghesia imprenditoriale e di professionisti e culturale che era palesemente stanca della Moratti, della destra e di Berlusconi; questo si è visto nel risultato. Io penso che Milano non sia diventata una città di sinistra, bensì rimane una città dove l’elettorato moderato, anche di destra e tutt’ora prevalente, sentisse l’esigenza di cambiare e Pisapia, secondo me, è stato bravo ad innestare il cambiamento elettorale e politico della città. Ora, naturalmente vediamo se sarà altrettanto bravo ad amministrarlo.
Tutto ciò può realmente significare l’inizio della fine di Berlusconi e del berlusconismo?
Sì, secondo me Berlusconi è probabile che continui ancora per qualche tempo ma sta arrivando alla fine; siamo nella fase finale del berlusconismo.
E prima di arrivare alla fine, come nel bellissimo film Il Caimano di Moretti, brucerà tutto o lascerà qualcosa ai tanto decantati giovani di questa manifestazione CGIL di Bergamo? Parafrasando una vecchia canzone: non solo lardo ma veramente largoai giovani!
Beh, devo dire: speriamo che lasci qualcosa per tutti!























 

 

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