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Intervista


Il Ministro Bindi: Ho sottoscritto i Dico ma penso alla famiglia!

di Massimiliano Forgione - 25/10/2007

Ministro, pochi giovani qui stasera; quando si parla di famiglia non c’è quell’ascendente che dovrebbe esserci!
Beh, qualcuno c’è però eh. Rispetto alla media della partecipazione dei giovani agli incontri è una delle serate più scarse.
A mio avviso la famiglia è stata distrutta dalle scarse politiche per il lavoro e da un processo economico ormai impazzito che non tiene conto delle esigenze di chi fa gruppo famiglia.
Diciamo che è stata messa in grande difficoltà e che oggi sta subendo un grande mutamento e credo che dobbiamo cambiare registro. Innanzitutto, valutare l’impatto familiare in tutte le scelte che si compiono: quelle delle politiche del lavoro, delle politiche sociali, delle politiche fiscali, delle politiche di organizzazione delle città. Il lavoro precario non aiuta la famiglia, la mancanza di risorse pubbliche per crescere i figli non aiuta la famiglia, la mancanza di asili nido non aiuta la famiglia, gli orari di organizzazione della scuola, i nostri modelli di città, le tariffe che paghiamo, la mancanza di una politica per la casa non aiutano la famiglia. Tutti i no che ho detto indicano la strada del futuro.
Noi vorremmo considerarci in Europa, però il modello di famiglia europeo è ben diverso da quello nostro, da quello che noi vorremmo preservare; penso alla Francia.
E’ vero, infatti il paradosso è che nei paesi dove ci sono più politiche familiari c’è anche una trasformazione forse ancora più profonda dell’istituto familiare, però io credo che proprio perché in Italia, nonostante la mancanza di politiche, la famiglia tiene più che altrove, investire sulla famiglia conviene.
L’ultima domanda: mentre lei parlava stasera a questa platea in televisione Santoro trattava del fenomeno Grillo. Riuscirà questa volta la politica a tenere l’onda d’urto dell’insoddisfazione del popolo?
Io credo che noi dobbiamo interpretare questa ribellione che c’è non come antipolitica ma come domanda di buona politica, dare una risposta. Noi facciamo un partito per questo, le primarie del PD sono un richiamo non contro ma per la politica, non contro i partiti ma per un partito nuovo. Penso che se riusciremo a farlo sarà questa un’occasione di rinnovamento, altrimenti, l’antipolitica produrrà anche qualche rischio per la democrazia.























 

 

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