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Intervista


Scuola e formazione
Il Ministro fa il punto

di Massimiliano Forgione - 25/10/2007

Ministro una prima domanda sullo stato della scuola oggi. 400mila euro destinati alla formazione degli insegnanti di religione contro in 40mia stanziati per quella degli insegnanti di sostegno. Questa scuola italiana si può ancora definire laica?
Per gli insegnanti di sostegno la cifra che noi spendiamo è più di 40mila euro, basti pensare che per noi il Ministero dell’Università spende una somma di gran lunga superiore a quella che investiamo per qualsiasi altra formazione, il problema vero è che l’insegnante di sostegno dev’essere una professione dedicata, dev’essere aggiornato e deve poterlo fare per un numero di anni superiore a quello che fa oggi in modo da poter garantire la continuità didattica.
Gli insegnanti di religione non hanno un canale preferenziale per l’immissione in ruolo?
Gli insegnanti di religione hanno una procedura approvata dal Parlamento italiano e io sono abituato a rispettare le leggi vigenti.
Il concordato?
No, una legge specifica che è stata approvata dal Parlamento la scorsa legislatura, il concordato non fa menzione dell’immissione in ruolo, questa è frutto della legge approvata con larga maggioranza dal Parlamento proprio perché gli insegnanti di religione sono insegnanti dello Stato e non più insegnanti espressione della Diocesi.
L’ultima domanda: la buona scuola passa anche attraverso la buona retribuzione del personale docente. Prossimamente sarà firmato il contratto ma non si tratterà di aumenti sostanziali. Quando l’Italia finirà di essere fanalino di coda dell’Europa in materia?
Penso che i dati bisogna conoscerli bene, noi siamo quelli che paghiamo meno ma i nostri insegnanti fanno meno ore di lavoro rispetto ai colleghi europei. L’incremento di questo contratto non è un dato straordinario ma è il più grosso aumento del pubblico impiego che ci sia mai stato.























 

 

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