Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Intervista


Intervista a Claudio Serughetti autore del film E’ la mia prima volta

di Massimiliano Forgione - 22/05/2014

La prima volta di un giovane alle prese con la sua decisione di voto evoca la preoccupazione dell’astensionismo e quella di votare senza una reale coscienza dell’atto. Molti si dicono disorientati per questa tornata elettorale e contano di informarsi in quest’ultima settimana.
Quando mi sono approcciato al progetto di questo film, pensando ad un ventenne che per la prima volta sente la responsabilità del voto, avevo in mente lo spettro di continuare a delegare in modo assolutamente approssimativo la risoluzione dei problemi che caratterizzano le nostre società. L’informazione approfondita, ricercata in prima persona, può realmente permetterci di smetterla di riporre la fiducia in persone che continueranno a cercare soluzioni che soddisfino soltanto le loro esigenze.
Nel marasma che caratterizza l’informazione per come la conosciamo, come può il cittadino che si appresta ad un atto così importante, avere una visione lucida dei reali meccanismi che governano le nostre vite?
Conoscere il programma che la persona intende realizzare è fondamentale, conoscere la persona e il suo passato è vitale; finora, proprio in virtù di questa informazione calata e non controllata personalmente, siamo stati governati da gente vergognosa. Come dice Grillo nel film: essere assolutamente curiosi e conoscere.
Nel film è abbastanza netto un tuo sentimento per un’informazione approfondita, che vada al di là dei programmi dei partiti, consapevole del fatto che le società devono sottostare alle politiche di organismi sovranazionali: BCE, OMC, FMI.
Se l’informazione è quella che nasce dalla ricerca, mossa dalla rabbia di sapere, diventa una forza in grado di smuovere le coscienze e cambiare lo stato delle cose.
La rabbia, non è esplicito ma si intuisce nel tuo lavoro un riferimento alla spinta positiva che questa genera e alla tenuta contenitiva di istanze legittime che potrebbero sfociare nella violenza.
L’Italia è ormai governata soltanto dalle larghe intese, destra e sinistra si sono coalizzate in questa forma di governo che porta avanti le istanze della finanza. Vi è oggi un’inquietante analogia con i primi anni ’70, quando nasce il terrorismo. Finalmente abbiamo un’opposizione in Italia, è ancora giovane, si sta formando e lo sta facendo molto bene. E’ vero che il M5S rappresenta un argine alla possibile violenza che la disperazione può generare. Non possiamo nascondere che tira una brutta aria. Nella mia esperienza di relazioni in ambiti educativi, sociali, artistici, ciò emerge in modo preoccupante. Di Grillo possiamo pensare quello che vogliamo ma gli va attribuito il merito di aver creato una nuova classe politica che ci può rendere finalmente orgogliosi, caratterizzata da un’onestà indiscutibile, che in un anno è cresciuta molto e promette molto bene. Per questo va dato credito a questa opportunità, perché dalla rabbia è nato un qualcosa di costruttivo, che dà speranza e che può allontanare i mostri della violenza.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente