Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Chi siamo
Nail is still a very popular fashion replica handbags uk in autumn and gucci replica . The furry design on the hermes replica of the bag makes this autumn and handbags replica. Xiaobian likes the buckle like sapphire and looks quite replica handbags .
Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Intervista


Intervista allo storico Francesco Filippi

di Massimiliano Forgione - 20/05/2019

...Altre tre bufale da smontare
Per la rete viaria come si svolsero i fatti, ancora una grande opera mussoliniana oppure no?
Sulle autostrade ci si può perdere e si può dibattere molto. Il movimento fascista le osteggiò in un primo momento e non fu Mussolini a inventarle, bensì l'ingegner Puricelli che già nel 1921, prima dell'avvento del fascismo, si mise all'opera per costruire la prima autostrada italiana, cioè la Milano-Laghi. Osteggiate dicevo perché Mussolini pensava che fosse una grande opera concepita per dare lavoro alle cooperative rosse, una volta giunto al potere si rese conto che questi grandi cantieri avevano grosse possibilità di carattere economico e propagandistico e quindi si partì col costruire una rete viaria che però rimase molto insufficiente, tale da non permettere l'ampliamento di una mobilità di carattere economico e commerciale sulla penisola. In secondo luogo, non c'erano auto, la vera mobilità italiana avveniva su rete ferroviaria. L'impulso alla rete stradale fu uno dei grandi favori che Mussolini tentò di fare alla grande industria in generale, tra cui spicca il nome degli Agnelli. Ricordiamo la tassa sulle biciclette che lo stesso duce inventò per disincentivarne l'uso e favorire l'acquisto delle auto da parte degli italiani.
Cosa ci puoi raccontare della presunta lotta all'illegalità intrapresa dal regime fascista?
Dobbiamo intenderci su cosa significhi lotta all'illegalità e regime legalitario. Se si parla di legalità in senso lato, ebbene la compressione dei diritti civili è talmente evidente che non mi sembra neanche il caso di spenderci ulteriori parole. Se invece si parla della legalità del regime, quindi della sua integerrima incorruttibilità, segni dell'incapacità dei fascisti di stare lontani dai soldi se ne trovano già nei primissimi anni. Gli storici Mauro Canali e Sergio Luzzatto analizzano uno dei casi più drammatici della vita politica di quegli anni che è il caso Matteotti. Persona molto intelligente, avvocato ed economista che, oltre ai suoi attacchi diretti nei confronti del fascismo in quanto regime, intraprese tutta una campagna di studio sul bilancio previsionale per il 1924 e '25 che i fascisti presentarono alla Camera e di cui Matteotti non solo ne denunciò l'irregolarità delle cifre ma, come affermò Pietro Nenni e confermano le carte, tra le righe vi scoprì un grave episodio di malaffare in cui era coinvolto l'entourage del duce, il famoso caso Sinclair su delle concessioni per trivellazioni da fare in territorio coloniale e nell'Italia meridionale, che avevano visto il fratello di Mussolini prendere tangenti.
Quindi, il fascismo dimostra da subito la sua vera natura di ente clientelare e i fascisti si dimostrarono feroci nel furto tanto che, ad un certo punto, in maniera profetica e ironica, il duce disse, nel famoso discorso del bivacco che, se il fascismo fu una associazione a delinquere, lui ne era il capo.
Se prendiamo in considerazione l'azione legalitaria sul territorio, nella lotta alla mafia si dimostra peculiare il modo di agire del regime. Dapprima si attacca perché è un potere sul territorio e un potere totalitario quale è quello fascista non ne può sopportare e supportare uno territoriale concorrente. Pertanto, il duce manda in Sicilia uno dei suoi prefetti più integerrimi, Cesare Mori, che ama i riflettori tanto quanto il capo del fascismo e conduce una campagna molto spettacolare, quasi al limite del Far West, di caccia al mafioso, facendo presumere che l'aria sia cambiata. In realtà, storici come Enzo Ciconte e Salvatore Lupo ci fanno capire come lo scontro tra Mori e criminalità organizzata porti in realtà la mafia ben radicata di allora a spostarsi dalle linee dell'antico liberalismo meridionalista a quelle del nuovo regime, praticamente un riposizionamento della mafia che smette le sue azioni eclatanti e fa affari con il regime. Come dire, una storia italiana che si è ripetuta in altre stagioni.
Quando Mori diventa molto famoso e potente e inizia ad intaccare dei rapporti molto in alto, si parla di accuse ad un generale in pensione che era a Palermo, nel 1929 Mussolini, preoccupato dalla fama raggiunta da questo prefetto dello Stato, lo prepensiona a 57 anni, dichiarando vinta la battaglia alla mafia.
Che si tratti di una menzogna lo dimostra la reazione della criminalità dell'isola nel 1943, quando arrivano gli alleati che possono utilizzare la rete di accordi dei mafiosi, occupando l'isola senza colpo ferire.
Passiamo a parlare dell'IRI (Istituto Ricostruzione Industriale), dobbiamo ricondurre la sua costituzione al regime?
Mussolini fu un grande battezzatore o ribattezzatore, molti istituti preesistenti al regime vengono nemmeno riformati ma ribattezzati con nominativi fascisti. E' il caso dell'Inps che vede il fascismo operare una riunione delle varie casse settoriali e istituti che si occupano di previdenza sotto un ente centralizzatore che diventa elefantiaco. Lo stesso avviene per l'Iri, vi sono già in piedi da anni, dalle crisi degli anni '10, degli istituti che si occupano del sostegno pubblico alle aziende in crisi, così come ci sono enti che si occupano di rilevare aziende in crisi. Tutte attività che continuerà a svolgere l'Iri quando Mussolini deciderà di accorpare i vari enti in un gigantesmo sistema di aiuto pubblico alle aziende che dovrebbe essere temporaneo ma che a fine crisi, alla seconda metà degli anni '30, diventa definitivo quale enorme apparato che elargisce denaro pubblico ad aziende in crisi o ne rileva di vicine o ostili al regime.
Continua...























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente